Il crollo dei mutui: -53% Oltre la media nazionale

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Il crollo dei mutui: -53% Oltre la media nazionale
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Il Giorno

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IL CROLLO è stato verticale. Il Crif, società specializzata nello sviluppo e gestione di informazioni creditizie, ha diffuso i dati relativi alla richiesta di mutui nel 2012, in particolare nell’ultimo trimestre. Brescia fa peggio della media nazionale: -53% in provincia contro il -42% nazionale. Un fine 2012 quindi che ha dato un’ulteriore dimensione alla crisi economica che non sembra volere mollare la presa. Già nel 2011 il quadro era stato tutt’altro che confortante.Nel quarto trimestre del 2011 infatti il crollo nei finanziamenti era stato del 39%.Male nel confronto con il dato nazionale ma ancora peggio confrontando il dato regionale relativo all’ultimo trimestre del 2012 con i mutui ridottisi del 39%.

E’ IL SEGNO che, soprattutto nella parte finale del 2012, c’è stato un crollo letterale nei finanziamenti Analizzando i numeri forniti dal Crif si scopre che a Brescia i mutui sono stati richiesti nel 70% dei casi per l’acquisto della prima casa. Vengono preferiti i mutui a tasso variabile che raggiungono l’85% delle preferenze dei richiedenti ( 78% la media nazionale).

Le fasce di durata fra i 20 e i 30 anni rappresentano l’80% della domanda, con una preferenza del 51% rappresentata dai mutui di durata trentennale. La fascia di importo 100.000 - 150.000 euro è quella su cui si concentra il 40% delle richieste. Il 39% delle richieste si è concentrato susomme inferiori ai 100mila euro.

OSSERVANDO invece le caratteristiche del richiedente è in aumento la percentuale dei richiedenti tra i 36 e i 45 anni che passa dal 30% del totale richieste nel quarto trimestre 2011 al 38% nel quarto trimestre 2012. Cresce di cinque punti percentuali in un anno il numero di over 55 che hanno fatto richiesta di un mutuo (nell’ultimo trimestre del 2011 furono il 15% del totale, un anno dopo hanno raggiunto quata 20%).La situazione è piuttosto stabile, seppur con una lieve crescita per quanto riguarda la categoria di richiedenti con contratto a tempo indeterminato che passa dall’78% del totale richieste nel quarto trimestre 2011 all’81% nel quarto trimestre 2012.

Sono invece pari a zero, come accaduto anche nel trimeste precedente le richieste da parte dei liberi professionisti (nello stesso periodo dell’anno precedente il dato era attestato all’1%).

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