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Decreto rinegoziazione mutui 2011: informazioni e guida completa

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Decreto rinegoziazione mutui 2011: informazioni e guida completa

Decreto rinegoziazione mutui 2011: informazioni e guida completa

La rinegoziazione: cos'è, chi ne ha diritto, la legge e la convenienza.

Scheda Pratica di
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Cosa vuol dire rinegoziare il mutuo

La rinegoziazione consiste nella modifica di alcuni aspetti che regolano il mutuo in corso di rimborso, quali ad esempio il tipo di tasso applicato e la durata residua. Avendo a oggetto un mutuo in essere, la rinegoziazione avviene tra i due contraenti originari - il mutuatario e la propria banca - e comporta la modifica delle condizioni contrattuali iniziali senza la necessità di intervento di un notaio.

E' fondamentale sottolineare come la modifica delle condizioni contrattuali debba necessariamente essere concordata tra le parti. In mancanza di accordo o disponibilità della banca alla rinegoziazione, il mutuatario può sempre rivolgersi ad un'altra banca, richiedendo la surroga del proprio mutuo. Questa possibilità, che non comporta alcun costo da parte del cliente, consente a quest'ultimo di apportare le variazioni desiderate alle condizioni del mutuo in essere evitando di dover chiedere modifiche e cambi contrattuali alla propria banca.

La rinegoziazione ex decreto legge 70 del 13 maggio 2011

Il decreto legge 70 del 13 maggio 2011 - noto come Decreto Sviluppo - ha introdotto alcune interessanti novità riguardanti i mutui. Sarà infatti possibile, fino al 31 dicembre 2012, rinegoziare con la propria banca i mutui a tasso variabile stipulati entro il 14 maggio 2011 di modo da ottenerne la trasformazione a tasso fisso per l'intera durata residua, con la possibilità di prorogarne la durata per un massimo di 5 anni, con il limite dei 25 anni totali di durata residua.

La rinegoziazione è possibile per tutti i mutui con importo originario inferiore o uguale a 150.000 Euro, stipulati per l'acquisto o la ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione (anche seconda casa) da individui con reddito certificato ISEE non superiore ai 30.000 Euro. Il tasso fisso cui avverrà la rinegoziazione verrà determinato considerando l'andamento degli indici IRS e, in particolare, prendendo il minore tra l'indice a dieci anni e quello di durata pari a quella residua del mutuo.

L'effettivo valore del tasso fisso applicabile dipende quindi dagli IRS vigenti nel momento in cui si richiede la rinegoziazione; la convenienza dell'operazione varierà quindi da mutuo a mutuo e ciascun mutuatario potrà decidere se approfittarne. É importante ricordare come la banca non possa rifiutare la concessione della rinegoziazione a coloro che ne faranno richiesta, mentre invece potrà negoziare con il richiedente l'eventuale estensione di durata.

Considerazioni sulla convenienza della rinegoziazione

La valutazione dei possibili effetti della rinegoziazione sulla rata del mutuo in essere non può prescindere dall'analisi della distanza tra il valore dell'indice applicato al finanziamento e quello dell'indice IRS cui andrebbe ad essere ancorato in caso di rinegoziazione. Al momento, il passaggio da un tasso variabile ad un fisso rinegoziato comporterebbe un aumento di almeno due punti percentuali, che produrrebbe, nella maggior parte dei casi, un incremento della rata rispetto a quella precedente. Naturalmente l'aumento risulterebbe più o meno sostanzioso a seconda delle condizioni originarie e della durata residua del mutuo. Infatti, in alcuni casi di rinegoziazione in cui la durata viene estesa significativamente, la rata potrebbe ridursi rispetto a quella originaria.

Il consiglio è quindi quello di valutare attentamente le ripercussioni di una rinegoziazione, dati e calcoli alla mano, senza lasciarsi guidare dall'istinto, considerando che gli indici Euribor, attualmente a livelli molto bassi, saliranno negli anni futuri in maniera lenta e graduale senza produrre sbalzi significativi e repentini sul valore delle rata. A tal proposito, MutuiSupermarket.it ha sviluppato un calcolatore per la simulazione dell'andamento della rata del mutuo a tasso variabile nel tempo, che può essere particolarmente interessante per valutare la convenienza di una rinegoziazione verso il fisso.

Un aiuto importante nella valutazione può essere fornito infine dal nostro strumento di calcolo della rata che, immettendo alcuni dati base sul mutuo in essere, calcola la rata sulla base del tasso fisso rinegoziato e della durata, residua o prolungata fino ad un massimo di cinque anni che essa sia.

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