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title: "Borsino Nomisma, prospettive per il triennio 2026–2028: il mutuo italiano entra in una fase di regime"
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type: news
description: "Il Borsino Mutui Nomisma di giugno 2026 fotografa il triennio 2026–2028: erogazioni stabili, prezzi in crescita lieve, peso strutturale di under 36 e green."
lastmod: 2026-06-24
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# Borsino Nomisma, prospettive per il triennio 2026–2028: il mutuo italiano entra in una fase di regime

24 giugno 2026

[Redazione MutuiSupermarket](/chi-siamo/)

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24 giugno 2026

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# Borsino Nomisma, prospettive per il triennio 2026–2028: il mutuo italiano entra in una fase di regime

I dati sul primo trimestre 2026 – le compravendite OMI ancora in crescita, la domanda di mutui in rientro dopo due anni di rimbalzo, la surroga in caduta libera – hanno fotografato un mercato a un punto di svolta. La terza edizione del _[Borsino Mutui Acquisto Casa](/news-mutui/borsino-mutui/borsino-mutui-acquisto-casa-2-semestre-2025/) MutuiSupermarket.it × Nomisma_, pubblicata a giugno 2026 con dati sul secondo semestre 2025, sposta lo sguardo più in là: non al prossimo trimestre, ma al triennio 2026–2028. E aiuta a leggere quel punto di svolta non come l’inizio di una crisi, ma come l’ingresso in una fase nuova.

## Lo scenario macro: né boom né recessione

Le previsioni Nomisma sul triennio raccontano una stabilizzazione. Le compravendite di abitazioni, dopo i 767.000 attesi per il 2025, dovrebbero attestarsi attorno alle 782.000 unità nel 2026, 780.000 nel 2027 e ancora 782.000 nel 2028. Una sostanziale piattezza, su livelli superiori al periodo pre-Covid ma ben lontani dai picchi del biennio 2021–2022. Sui prezzi delle abitazioni, l’attesa è di una crescita nominale moderata, attorno al +0,5% all’anno; ma se si tiene conto dell’inflazione, il valore reale degli immobili è previsto in diminuzione lungo l’intero triennio, con cali compresi tra lo 0,6% e l’1,5% all’anno.

Le erogazioni di mutui casa seguono una traiettoria coerente: dai 49,8 miliardi del 2025 si passa a una stima di 52,8 miliardi nel 2026 (con una crescita attesa del 6% rispetto all’anno precedente), per poi stabilizzarsi a 53,7 miliardi nel 2027 e 54,0 miliardi nel 2028. Il messaggio è chiaro: **il mercato del credito ipotecario torna sopra i livelli pre-Covid, ma senza tornare ai volumi straordinari del 2021–2022**.

Sui tassi, la fotografia è altrettanto poco drammatica. L’Euribor a 3 mesi si posiziona oggi al 2,37% e i mercati futures lo attendono in lieve risalita fino al 2,80% nel primo trimestre 2027. L’IRS a 20 anni si ferma al 3,32%. Sono livelli che non promettono né cali clamorosi né shock al rialzo: il movimento dei tassi, dopo essere stato il vettore narrativo dominante del triennio 2023–2025, smette di esserlo.

Quando lo scenario macro si appiattisce, contano di più le trasformazioni strutturali sottostanti, e il rapporto Nomisma ne fotografa tre, tutte già in atto.

## I giovani non sono più una nicchia

Nel secondo semestre 2025 il 42% delle richieste di mutuo per acquisto casa raccolte sul canale online proviene da under 36 – un dato sostanzialmente stabile rispetto ai semestri precedenti, ma che merita di essere letto per quello che è: **una componente costitutiva del mercato**, non un segmento di nicchia. La fascia 36–55 anni spiega un altro 50% del totale, e l’over 55 si ferma al residuo.

Il profilo degli [under 36](/mutuo-giovani-consap/) è molto specifico.

> Il loro LTV medio si attesta stabilmente all’82%, contro un 73% del campione complessivo; il 53% delle loro richieste è ad alto LTV, ossia superiore all’80% del valore dell’immobile, contro un 32% del mercato totale. Le durate oltre i 25 anni spiegano il 79% delle loro richieste, contro il 59% del campione generale.

La survey Nomisma sulle intenzioni di acquisto conferma il quadro: il 33% dei giovani considera le agevolazioni dedicate agli under 36 cruciali nella scelta del mutuo, e la disponibilità della banca a finanziare tra l’80% e il 100% del valore dell’immobile resta per loro un driver fondamentale.

L’offerta bancaria si è strutturata di conseguenza. Dal 2022 il pricing dei mutui è differenziato per fascia d’età, e per gli under 36 il mercato propone oggi soluzioni al 100% del valore dell’immobile assistite dal [Fondo di Garanzia Prima Casa Consap](/mutuo-prima-casa/mutui-consap/), che permettono di accedere al credito anche senza anticipo significativo (un tema a cui abbiamo dedicato un [approfondimento specifico](/news-mutui/comprare-casa-senza-anticipo-mutui-100/)). Significa che il prodotto-mutuo, nel triennio che si apre, sarà sempre meno un oggetto unico e sempre più una famiglia di soluzioni calibrate sul richiedente.

## Il mutuo green diventa la nuova normalità

La seconda trasformazione strutturale riguarda l’oggetto del finanziamento. Nel secondo semestre 2025 il 34% delle richieste di mutuo per acquisto casa sul canale online riguarda immobili di classe energetica A o B – i cosiddetti [immobili green](/tutto-sul-mutuo/guide-approfondimento/mutuo-green/). Per dare una misura della rapidità del cambiamento: nel primo semestre 2023, appena due anni e mezzo prima, la stessa quota era dell’11%.

La survey conferma che l’orientamento è in larga parte intenzionale. Il 43% delle famiglie intervistate dichiara di cercare attivamente una casa di classe A-B per poter richiedere un mutuo green, mentre un ulteriore 35% si dichiara disposto ad acquistare un immobile di classe inferiore solo se accompagnato da interventi di ristrutturazione. Complessivamente, il 78% del campione si colloca nel cluster “Green Friendly”. Solo il 14% si dichiara disinteressato o scettico rispetto alle agevolazioni green.

Il motore di questa traiettoria è duplice. Da un lato c’è il pricing: i mutui green offrono oggi tassi scontati da uno 0,30% fino a un 1,00% rispetto ai mutui standard, e il differenziale si è dimostrato stabile dal lancio dell’offerta nel 2023. Dall’altro c’è il contesto regolatorio, con la direttiva europea Case Green la cui prima scadenza di recepimento abbiamo [analizzato nei dettagli a inizio giugno](/news-mutui/ape-direttiva-europea-case-green-cosa-cambia/). Per il triennio 2026–2028 la direzione è segnata: l’efficienza energetica entrerà sempre più tra i criteri ordinari di valutazione di un immobile, sia per chi compra che per chi finanzia.

## Le banche tornano a competere

La terza trasformazione riguarda il lato dell’offerta. Dopo la stretta creditizia che aveva caratterizzato il biennio 2022–2023, le banche tornano a competere attivamente sul mercato dei mutui prima casa. Il [dato OMI sul primo trimestre 2026](/news-mutui/mercato-immobiliare-primo-trimestre-2026-dati-omi/) lo segnala in modo netto.

La conseguenza pratica si vede nelle aspettative delle famiglie. Secondo la survey, il 30% degli intervistati prevede che nei prossimi 12–18 mesi la disponibilità delle banche a concedere mutui aumenterà ulteriormente, contro un 10% che si attende un peggioramento; il 60% resta su un’aspettativa di stabilità. Tradotto: **l’accesso al credito è percepito come una variabile non più ostile**, e questo basta a sostenere una domanda fisiologica per i prossimi anni, anche in assenza di stimoli straordinari.

A ciò si aggiunge un dato che riguarda la struttura distributiva. Nel 2025 il 40% delle erogazioni di mutuo è stato veicolato dal canale indiretto, contro il 29% del 2020. All’interno di questa quota, i comparatori online pesano ormai per il 36% del totale intermediato. Le famiglie che si rivolgono al canale online ottengono un risparmio medio sul TAEG dell’1,7% sui mutui a tasso fisso e dell’1,4% sui variabili rispetto alla media di mercato – su un mutuo standard da 140.000 euro a vent’anni, si parla di circa 29.000 euro di interessi risparmiati sul fisso e 24.000 sul variabile.

## Una panoramica coerente

Mettendo le tre trasformazioni a sistema, il quadro che emerge per il triennio 2026–2028 è quello di un mercato che cambia composizione più di quanto cambi dimensione. I volumi complessivi di erogato si stabilizzano attorno ai 53–54 miliardi annui; ma all’interno di questo stock, cresce il peso degli under 36, cresce la quota di immobili efficienti, cresce il ruolo del canale online e dei comparatori.

A questi vettori se ne aggiunge uno destinato a pesare sempre di più: l’evoluzione tecnologica delle modalità con cui gli italiani si informano e scelgono il mutuo. La survey Nomisma rileva che il 69% delle famiglie sarebbe disposto a utilizzare in futuro un comparatore di mutui potenziato dall’intelligenza artificiale. È una direzione su cui MutuiSupermarket è già attiva con [ChatMutuo AI e Axel, il primo agente AI dedicato ai mutui in Italia](/news-mutui/chatmutuo-ai-arriva-axel-agente-mutui-intelligenza-artificiale/), ma il punto generale resta: nei prossimi anni la tecnologia influirà in modo crescente sulle abitudini di accesso al credito e sulla consapevolezza dei consumatori.

Il triennio che si apre non sarà la stagione delle grandi oscillazioni macro che ha caratterizzato il quinquennio 2021–2025. Sarà invece la stagione in cui **il mutuo italiano consolida una trasformazione strutturale** che si era avviata negli anni precedenti, ma che i numeri della terza edizione del Borsino Nomisma rendono ora visibile.

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](https://euroborsa.it/mutui-casa-acquisto-domanda-tasso-fisso.aspx)
