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Censis: l’81% degli italiani vive in un’abitazione di proprietà

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Censis: l’81% degli italiani vive in un’abitazione di proprietà

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Censis: l’81% degli italiani vive in un’abitazione di proprietà
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Dai dati contenuti nel rapporto dell’Osservatorio Censis-Abi sulla nostra società emerge come l’81% dei nostri connazionali viva in un’abitazione di proprietà. Rispetto a trent’anni fa si è assistito ad un aumento di circa 17% punti percentuali, a testimonianza della forte fase di sviluppo economico che ha interessato la nostra economia. Il dato tuttavia segna anche una notevole differenza rispetto ad altre economie avanzate, se solo si pensa che in Germania i proprietari sono il 46% e in Francia il 61%. Una tale distanza può essere spiegata in vari modi: anzitutto, occorre notare come tendenzialmente gli italiani abbiano sempre avuto una minor dimestichezza nei confronti di strumenti di investimento alternativi; in secondo luogo, l’investimento sulla casa è sempre stato oggetto di agevolazioni forti, mentre è sempre mancato un vero e proprio piano di stimolo alle locazioni; in terzo luogo, occorre notare come la maggior propensione all’evasione fiscale, tipica del nostro paese, ha portato negli anni ad un reinvestimento forte del sommerso nel mattone.

Dal rapporto si evince come il numero totale di abitazioni è aumentato negli ultimi trent’anni del 32%, esattamente come il numero delle famiglie, sebbene la popolazione sia aumentata solo del 5%. La dinamica si spiega con la riduzione progressiva del numero medio di componenti i nuclei familiari, oggi pari a 2,4 rispetto ai 3 del 1981. Sul fronte abitativo, questo si traduce in una riduzione della metratura media degli alloggi, con i costruttori che già da alcuni anni sono particolarmente attenti nel predisporre progetti che sappiano contemperare le nuove esigenze; dal 1991 ad oggi si sono perse in media 0,8 stanze per casa.

Sul fronte delle aspettative, il clima di sfiducia sulla tenuta dei prezzi immobiliari è ormai palese, con un 41,1% degli italiani che ritiene che nell’ultimo semestre il prezzo degli immobili sia diminuito, contro il 25% di un anno fa. Oggi solo il 17,3% dei nostri connazionali pensa che l’investimento nel mattone sia ancora il migliore, contro una percentuale superiore al 36% di coloro che preferiscono mantenere il capitale liquido; le percentuali danno chiaramente il polso delle aspettative, considerando che solo un anno fa erano praticamente invertite.

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