Cercasi casa. Qual è il mutuo “da oscar” a inizio 2020?

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Cercasi casa. Qual è il mutuo “da oscar” a inizio 2020?

Il momento fatidico di comprare casa, prima o poi, arriva per tutti e si manifesta per una buona parte degli italiani, che vuole soddisfare sacrosante esigenze di stabilità e sicurezza. Certo conviene se si vuole avere la certezza economica di una proprietà, o per lasciarla in eredità ai figli in futuro.

Acquistando casa, l’immobile può essere rivenduto per ricavare dei soldi e comperarne uno nuovo, più grande e confortevole. Oppure, l'immobile può essere un investimento a rendita, se messo in affitto, e generare un ricavo extra.

La discriminante psicologica, che induce all'acquisto di un tetto sicuro sopra la testa aprendo un mutuo, si basa sulla percezione di non sprecare dei soldi, come accadrebbe nel caso del pagamento di un canone di locazione.

Ma quali sono i principi fondamentali e imprescindibili per scegliere il mutuo più adatto a noi? Da dove partire per un acquisto ragionato? Come si fa a capire e decidere che quello prescelto potrebbe essere l'investimento immobiliare della nostra vita?

La seconda parte del 2019 è stata sicuramente una fase, dinamica, prolifica, che ha registrato un’ondata in crescita di richieste per finanziamenti sull'acquisto della casa. Questo fenomeno è indiscutibilmente da imputare ai tassi “scontati” che si sono tenuti sui minimi storici, anche per i mutui a lungo termine. Questo fattore ha avuto il suo peso decisivo nell'indurre molte famiglie a rivolgersi alle banche e a sottoscrivere soprattutto più mutui a tasso fisso.

Anche nel 2020, chi compra casa nel 99% dei casi deve accendere un mutuo. Al giorno d’oggi, l’agguerrita concorrenza fra le diverse banche ha dato il via libera ad una gara a chi propone le migliori condizioni. 

Di solito la banca eroga solo una parte del valore della casa, mentre il rimanente capitale deve essere versato dal mutuatario. In alcuni casi tuttavia, se c’è un garante è possibile anche ottenere un mutuo al 100%.

Tempistiche, condizioni, tassi d’interesse: sono tutti elementi che concorrono a “costruire” questa entità che chiamiamo mutuo e si tratta di elementi che possono fare una notevole differenza. 

Chi decide di accendere un mutuo, punta sicuramente a risparmiare: deve pertanto avere la pazienza di valutare diverse offerte, anche se capita che qualche “pigro” per comodità si affidi senza porsi troppe domande alla propria solita banca, dove ha il conto corrente.

Può andar bene, ma può essere anche un errore: mai come oggi, data la vasta gamma di proposte esistenti sul mercato, occorre informarsi, confrontare e riflettere, anche solamente per fare una controproposta alla propria banca che potrebbe abbassare il tasso d’interesse o proporre qualche agevolazione.

Ora che abbiamo appurato che non tutti i mutui sono uguali, a quale tasso affidarsi nel 2020: fisso o variabile? Difficile stabilire con assoluta precisione dove possa pendere l’ago della bilancia, in quale direzione potrebbe andare, ma è possibile formulare alcune ipotesi.

Molto probabilmente, i tassi di interesse si attesteranno stabilmente. Di fatto, il nuovo anno si è presentato con un leggero incremento dei valori del tasso fisso, mutuo che congela il tasso per tutta la durata della sottoscrizione.

Da agosto gli Irs, a cui è legato il tasso fisso, sono risaliti. Anche dalle ultime rilevazioni di dicembre sembra che la tendenza dell’Eurirs sia in leggera costante ascesa. E’ ragionevole prevedere che i mutui a tasso fisso per il 2020 possano aumentare di circa 20-30 punti base, rendendo il tasso variabile più conveniente, soprattutto nel caso di brevi scadenze. Il tasso Euribor che incide sul mutuo a tasso variabile dovrebbe mantenersi in territorio negativo per almeno 5 anni.

Guardando con al mercato con un po’ di buon senso, ci si può avventurare nell'affermare che non sono previsti terremoti all'orizzonte, anche alla luce delle politiche Bce. Per il 2020 secondo i proclami della Banca Centrale Europea, guidata dalla new entry Christine Lagarde, i tassi di interesse dovrebbero restare invariati, attestandosi su un piano di stabilità.

Dalle dichiarazioni del neo-presidente BCE sulle prospettive dei futuri tassi, si deduce una situazione rassicurante quando la Lagarde parla del Quantitative Easing. 

Entrando nel merito della questione, ha precisato che il programma di QE andrà avanti per tutto il periodo che si ritiene appropriato e fino a quando si giungerà alla consolidamento dell’impatto accomodante. In conclusione, avrà fine solo nell'istante in cui la BCE decreterà l’incremento dei tassi di riferimento.

Anche se evidenze assolute non esistono, non stiamo formulando semplici congetture prive di fondamento. Le stime non dovrebbero cambiare nei prossimi mesi: i tassi rimarranno a livelli bassi per l’anno in corso, e molto probabilmente il panorama resterà tale anche per i prossimi anni.

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