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title: "L’identikit del giovane che chiede un mutuo nel 2026: uomo, dipendente, con un reddito tra 1.500 e 2.000 euro"
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description: "Chi è davvero il giovane che chiede un mutuo oggi? Reddito, professione, importo, durata e LTV: il ritratto degli under 36 nei dati di MutuiSupermarket."
lastmod: 2026-07-16
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# L’identikit del giovane che chiede un mutuo nel 2026: uomo, dipendente, con un reddito tra 1.500 e 2.000 euro

16 luglio 2026

[Redazione MutuiSupermarket](/chi-siamo/)

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16 luglio 2026

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# L’identikit del giovane che chiede un mutuo nel 2026: uomo, dipendente, con un reddito tra 1.500 e 2.000 euro

Nella prima parte del 2026 quasi la metà delle compravendite residenziali è stata sostenuta da un finanziamento (47,8% del totale) e la domanda di mutuo si è spostata sempre più verso il basso, in termini anagrafici. Secondo le rilevazioni del nostro Osservatorio, a giugno le richieste presentate sul canale online dagli under-36 sono arrivate a rappresentare il **48,9% del totale**, contro il 43,7% di gennaio. Nello stesso periodo le fasce 36-45 e 46-55 anni si sono progressivamente contratte, mentre gli over-55 sono rimasti stabili attorno al 9%.

Ma chi è, concretamente, questo giovane richiedente? Incrociando i dati del Data Warehouse di MutuiSupermarket.it – oltre due milioni di preventivi calcolati negli ultimi dodici mesi – è possibile tracciarne un identikit piuttosto preciso. Un ritratto che dice molto non solo sui mutui, ma sul mercato del lavoro e sulla capacità di risparmio di chi oggi prova a comprare casa.

## Il ritratto in sintesi

Il giovane che chiede un mutuo per l’acquisto della prima casa nel primo semestre 2026, nel profilo più ricorrente:

-   è un **uomo**, che presenta la richiesta da solo;
-   è un **dipendente a tempo indeterminato**;
-   ha un **reddito netto mensile tra 1.501 e 2.000 euro**;
-   è residente nel **Nord Ovest**;
-   sceglie il **tasso fisso**;
-   finanzia un **importo tra 100.000 e 150.000 euro**;
-   con un **piano di rimborso lungo**, oltre i 25 anni;
-   e un **[LTV](/glossario-mutui/ltv-loan-to-value/) elevato**, tra l’80% e il 100%.

> Presi uno per uno, questi dati raccontano una storia coerente: quella di chi accede alla prima casa con risorse limitate e poca liquidità da mettere sul piatto, e che per rendere sostenibile la rata gioca sulle uniche due leve realmente a disposizione: **la certezza del tasso e la lunghezza del piano.**

## Sesso e composizione della richiesta

Il richiedente unico di genere maschile costituisce la quota maggioritaria della domanda, con il **59% delle richieste**. Le donne uniche richiedenti si attestano intorno al **29%**, mentre le richieste presentate da due richiedenti restano una componente minoritaria.

Su quest’ultimo dato vale però una precisazione metodologica importante. La rilevazione fotografa _chi presenta la domanda sul canale online_, non necessariamente la titolarità finale del mutuo. Non è raro che una richiesta formulata da un solo richiedente si traduca poi, in fase di istruttoria, in un mutuo cointestato: succede tipicamente quando il partner viene aggiunto per aumentare il reddito utile ai fini del rapporto rata/reddito, oppure quando la cointestazione emerge come necessità solo dopo le prime valutazioni. In altre parole, il 59% di richieste maschili singole non equivale a dire che il 59% dei mutui erogati ai giovani finisce intestato a un solo uomo. La quota di mutui effettivamente cointestati è, con ogni probabilità, superiore a quella delle richieste presentate a due.

## Professione e reddito: la stabilità prima di tutto

I **dipendenti a tempo indeterminato dominano nettamente** la domanda nel cluster degli under-36, con una quota del **90% del totale**. È forse il dato più eloquente dell’intera rilevazione, a conferma di come la stabilità del reddito resti la condizione essenziale per accedere al credito in giovane età, e di come il resto delle forme contrattuali – tempo determinato e lavoro atipico senza dubbio, ma anche partita IVA – fatichi ancora enormemente a trovare spazio.

Sul fronte reddituale, la fascia più rappresentata tra i giovani richiedenti è quella compresa tra **1.501 e 2.000 euro netti mensili**, che a fine giugno spiega il **42,3% del totale**. I redditi superiori a 2.500 euro si attestano comunque stabilmente attorno al 30%: una componente tutt’altro che trascurabile, ma che non modifica il baricentro complessivo. Il giovane mutuatario tipo, insomma, ha un reddito nella media – non basso, ma nemmeno tale da consentire margini ampi.

## Dove abita: il Nord Ovest guida

La distribuzione geografica della domanda vede il **Nord Ovest in testa con il 40% delle richieste**, seguito da Centro e Nord Est (entrambi intorno al 18%). Sud e Isole insieme si attestano attorno al 24%. Una concentrazione che riflette la geografia del lavoro stabile e dei redditi più alti, ma anche quella dei prezzi immobiliari più elevati, e quindi della maggiore necessità di ricorrere a un finanziamento.

## Tasso, importo, durata, LTV: le scelte tecniche

### Il tasso fisso è quasi un plebiscito

Il tasso fisso è scelto da una larghissima maggioranza dei giovani, con **picchi fino al 91,9%** nel corso del primo semestre 2026. La componente variabile, per contro, si è ridotta dall’8,6% di gennaio al **2,5% di giugno**: praticamente residuale.

La ragione è intuitiva. In uno scenario in cui l’IRS a 20 anni oscilla tra il 3% e il 3,30% da fine 2025 e le prospettive parlano di stabilizzazione più che di discesa, il fisso continua a essere percepito come la scelta prudente: mette al riparo da eventuali risalite future e permette di pianificare il bilancio familiare con certezza. Per chi ha un reddito medio e poca liquidità di riserva, la prevedibilità della rata non è un lusso ma una condizione di sostenibilità.

### L’importo cresce, ma non troppo

La classe compresa tra **100.001 e 150.000 euro** è la più richiesta tra gli under-36, in costante crescita fino ad assestarsi al **44,3% a giugno**. Nello stesso periodo le richieste fino a 100.000 euro si sono ridotte dal 26,2% al 19,6%. Uno spostamento verso l’alto che va letto insieme alla dinamica dei prezzi delle abitazioni: non è tanto un aumento della capacità di spesa, quanto un adeguamento obbligato a un mercato immobiliare più caro.

### Durate lunghe, ma con un’eccezione interessante

I piani di rimborso compresi **tra 26 e 30 anni restano i più diffusi**, seppure in calo dal 78,0% di inizio anno al **65,2% di giugno**. Il dato curioso è dove sia finita quella quota: da un lato verso le durate più lunghe, tra 31 e 40 anni; dall’altro, in modo più marcato, verso la **fascia 16-20 anni, passata dal 5,7% al 18,6%**.

È una polarizzazione che merita attenzione. Da una parte c’è chi allunga il piano per abbassare la rata e accedere a un importo maggiore — la strategia classica di chi ha risorse limitate. Dall’altra, una componente in crescita che si muove nella direzione opposta, accorciando il piano per contenere il monte interessi complessivo. Due profili diversi dentro la stessa fascia anagrafica.

### LTV alto: il ruolo del Fondo Consap

Le richieste con rapporto tra importo finanziato e valore dell’immobile **compreso tra l’80% e il 100%** sono nettamente prevalenti tra i giovani, e in crescita: dal **63,4% di gennaio al 72,8% di giugno**. Segno di una tendenza sempre più marcata a limitare la liquidità versata in anticipo.

Ad abilitare questo orientamento è il **Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da CONSAP**, che permette in presenza dei requisiti di accedere a finanziamenti fino al 100% del valore dell’immobile senza dover disporre dell’anticipo che le banche normalmente richiedono. [Trovi tutti i requisiti e il funzionamento del Fondo nella nostra guida dedicata al mutuo giovani](/mutuo-prima-casa/mutui-consap/).

### La casa che cercano: efficienza energetica

Tra i giovani si conferma elevata l’attenzione verso gli **immobili ad elevata efficienza energetica**. La ragione è doppia: da un lato i vantaggi dei mutui green, che possono garantire un netto risparmio sul tasso applicato; dall’altro, [costi di gestione dell’abitazione più contenuti](/news-mutui/casa-green-valore-efficienza-energetica-mercato-quanto-fa-risparmiare/). Per un profilo che ragiona sulla sostenibilità mensile complessiva, entrambe le voci pesano.

## Un identikit costruito attorno alla garanzia statale

C’è un elemento che tiene insieme tutti i tasselli di questo ritratto, e non è anagrafico: è il **Fondo di Garanzia Prima Casa**. Un dipendente a tempo indeterminato con 1.700 euro netti al mese e senza un anticipo da versare, in condizioni ordinarie, un mutuo non lo otterrebbe: le banche chiedono normalmente almeno il 20% del valore dell’immobile come apporto proprio, e mettere da parte 40.000 euro con quel reddito richiede anni di risparmio in un contesto di affitti crescenti. È la garanzia pubblica a colmare quella distanza, ed è per questo che l’identikit del giovane richiedente somiglia così tanto ai requisiti del Fondo stesso.

LTV elevati e durate lunghe sono la forma che assume l’accesso alla prima casa quando la liquidità iniziale non c’è. Il Fondo sposta il vincolo dal risparmio accumulato alla sostenibilità della rata mensile: e su quella rata i giovani lavorano con le uniche due leve disponibili, il fisso per avere certezza e il piano lungo per abbassarla.

_Fonte dei dati: Elaborazioni Osservatorio MutuiSupermarket.it su oltre due milioni di preventivi calcolati negli ultimi 12 mesi._

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