Immobiliare: segnali positivi, ma senza effetto sui prezzi

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Immobiliare: segnali positivi, ma senza effetto sui prezzi
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Immobiliare: segnali positivi, ma senza effetto sui prezzi

Un investimento immobiliare a un prezzo vantaggioso, guardando al futuro: quando fa capolino l’idea di acquistare casa, ma non si ha la disponibilità economica per concludere la compravendita, il primo pensiero è quello di chiedere un mutuo in banca. 

L’acquisto della casa è da sempre in cima alla lista dei desiderata degli italiani, perché nell'immaginario delle famiglie un immobile di priorità rappresenta una fonte di stabilità e sicurezza. 

E se fine a qualche anno fa, il mercato immobiliare viveva momenti di grande vitalità e dinamismo, ci ha pensato una crisi lunga e dura, a mettere in ginocchio il settore.

Oggi il suggerimento è quello di navigare a vista, augurandosi una congiuntura positiva di un insieme di fattori che facciano sperare ad una reale fase di rilancio e ripresa.

Ad aiutarci ad avere un quadro delle situazione sono i dati. 

Il comparto immobiliare è un mercato che ha ripreso a crescere, ma senza vedere ancora l’effetto sui prezzi. 

Ad avvalorare il doppio trend dell’immobiliare sono due studi differenti: l’indagine di Nomisma e il rapporto della Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali (Fiaip). 

Per Nomisma, il settore si sta gradualmente avvicinando al punto di svolta, anche se il dinamismo delle compravendite non ha ancora trainato i prezzi. 

Entrando nel dettaglio dell’analisi, si evince che i mercati intermedi, a differenza di quelli metropolitani, nell'ultimo anno hanno fatto registrare un rallentamento del trend di recupero dei prezzi di compravendita - in media -1,2% la variazione 2017-2018 per il nuovo e -2% quella dell'usato. 

Il ritorno della domanda e la stabilizzazione dell'offerta hanno permesso un lento ritorno a una condizione di liquidità, che ha determinato una riduzione dei tempi medi di vendita. 

Secondo gli esperti di Nomisma, al dinamismo delle transazioni non ha fatto riscontro un'analoga tendenza dei valori che hanno, invece, continuato a flettere anche nei primi mesi del 2018. 

La perdita di potere contrattuale delle famiglie si riflette in una frammentazione marcata della domanda abitativa, data dalla precarietà delle prospettive di rendimento, unita alla gravosità del carico fiscale che negli ultimi anni hanno indotto i risparmiatori a essere più cauti.

Il rapporto della Fiap prende in esame il 2017 e denota un incremento delle compravendite immobiliari che salgono al 5,1%, mentre nello stesso periodo la flessione dei valori delle abitazioni è stata dell'1,15%. Per l’anno in corso si prevede una progressiva stabilizzazione. 

Solo alcune grandi città hanno visto un aumento dei prezzi nel 2017, a partire da Bologna (+3%), Milano (+2,8%), Firenze (+2,3%), Napoli (+1,3%) e Palermo (+1%). Si registrano invece diminuzioni a Roma (-1,18%), Torino (-1,4,%). Cagliari (-3,3% ) e Genova (-3,5%). 

Le compravendite nel residenziale sono arrivate a sfiorare quota 545 mila e la domanda di abitazioni è cresciuta del 15%. 

La Fiaip si attende che il 2018 raggiungerà 600 mila compravendite, anche se su questa previsione pesa il rischio di un'instabilità politica che potrebbe riflettersi negativamente sul mercato immobiliare.

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