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La Bce proroga lo scudo sull’Eurozona

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La Bce proroga lo scudo sull’Eurozona
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La Bce proroga lo scudo sull’Eurozona

Nella turbolenta settimana italiana del post-referendum è tornato a riunirsi il board della BCE. I tassi in area euro restano invariati a zero e il tanto atteso prolungamento temporale del piano di espansione monetaria è stato confermato. La Banca centrale europea, infatti, ha allungato di nove mesi il suo programma di acquisto di titoli, il cosiddetto Quantitative easing. Se la scadenza si sposta da fine marzo 2017 a fine dicembre 2017, a partire da aprile verrà ridotto l’apporto mensile da 80 a 60 miliardi di euro, con una certa sorpresa dei mercati finanziari. Il presidente della Bce ha insistito tuttavia che questa risoluzione non prelude alla fine dello stimolo monetario. E’ un compromesso quello di Mario Draghi che rende il Qe più lungo, ma per importi inferiori.

Rimane comunque una porta aperta per aumentare di nuovo gli acquisti di titoli, se, nel frattempo, l'outlook dovesse diventare meno favorevole. C'è una cosa che il numero uno della Bce ha voluto rimarcare, il fatto di essere “pragmatici e flessibili”, perché l’incertezza prevale ovunque, sia nella sfera politica sia nella sfera economica. 

La novità invece è che la Bce acquisterà anche titoli con scadenza a 1 anno e titoli con rendimento inferiore allo -0,4%. Questo può avere un impatto per chi vuole stipulare un nuovo mutuo o è in intenzionato a surrogare un vecchio mutuo (spostarlo in una banca che offre condizioni migliori). La decisione della Bce si sta già ripercuotendo sugli indici Eurirs. Questi indici, che si sommano allo spread fissato dalla banca per il calcolo del tasso finale dei mutui a tasso fisso, stanno salendo. A dire il vero, stanno aumentando con continuità da qualche settimana anche a seguito della vittoria di Donald Trump. Il nuovo presidente Usa ha garantito politiche fiscali espansive, che si possono riflettere in un aumento dell’inflazione e dei tassi. Il rischio è che nel corso del 2017 possa essere influenzata l’Eurozona. E questo concorre a far crescere gli indici Eurirs e a ruota il costo dei nuovi mutui o delle surroghe a costo fisso. 

Ecco perché i nuovi mutui a tasso fisso possono costare di più. E’ sempre arduo “scommettere” su come si sposteranno esattamente i tassi: è ragionevole pensare che i variabili saliranno, ma molto lentamente nei prossimi 5 anni. Quindi gli attuali fissi rimangono più competitivi ragionando in un’ottica di lungo periodo.

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