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Le case degli italiani nell’agenda del Fisco

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Non si registrano dichiarazioni ufficiali, ma fonti autorevoli parlano di tecnici dell'agenzia del Territorio al lavoro per valutare l'impatto di una rivalutazione delle rendite catastali. Un capitolo che si aggiunge al possibile anticipo dell'Imu a partire dal 2012, al taglio dei bonus e all'ipotesi di una patrimoniale. Oggi le rendite vengono alzate del 5% a fini Ici e potrebbero essere aumentate, ad esempio, del 10 o del 15%, o magari essere soggette a una correzione differenziata per categorie di immobili.

L'esigenza è quella di recuperare gettito e un ritocco delle rendite catastali potrebbe portare all'erario soldi freschi rapidamente. Ad esempio, un bilocale in una grande città italiana, con una rendita di 732 Euro all'anno, passerebbe da 512 a 561 Euro di Ici all'anno (ipotizzando un'aliquota al 7 per mille e una rivalutazione del 15%). In generale, secondo le ultime statistiche pubblicate dall’Agenzia del Territorio, tenendo ferma l'esenzione per l'abitazione principale, un incremento della rivalutazione dal 5% al 10% vale circa 500 milioni di Ici in più all'anno, che diventano 950 se si sale al 15%. Somme alle quali vanno aggiunti i maggiori introiti dell'imposta di registro sui trasferimenti immobiliari e il maggior gettito dell'Irpef sulle seconde case sfitte.

La partita delle rendite catastali si intreccia con quella di un possibile avvio anticipato dell'Imu, la nuova imposta municipale, che partirebbe dal 2012 anziché dal 2014. A rigor di logica, Imu e rendite non dovrebbero andare a braccetto, perché aumentare l'aliquota è un po' come alzare il valore su cui la si applica. Ma si potrebbero fare entrambe le cose per lasciare più margini d'azione ai sindaci, che già hanno contestato come «troppo basso» il 7,6 per mille dell'Imu. In mezzo a tante ipotesi un punto fermo c'è, è il riordino delle agevolazioni tra le quali nessuno dei bonus principali legati alla casa figura nel nocciolo duro degli incentivi intoccabili. E’ probabile che vengano ridimensionate o azzerate le detrazioni del 36% e del 55% (peraltro in scadenza a fine anno), le imposte ridotte sugli acquisti di prime case, lo sconto sugli interessi del mutuo, la cedolare secca sugli affitti e le deduzioni forfettarie sui canoni di locazione.

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