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Mercato immobiliare come negli anni Ottanta

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Mercato immobiliare come negli anni Ottanta

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Il 2012 è stato un anno nero per il mercato immobiliare italiano, che lo scorso anno ha subito un calo delle compravendite pari al 25,7% rispetto al 2011, con una quota di abitazioni vendute pari a 448.364, peggior risultato dal 1985, quando le abitazioni vendute furono 430mila. E’ quanto emerge dal Rapporto Immobiliare 2013 realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI.

Dopo la sostanziale tenuta del mercato immobiliare nel biennio 2010-2011, nel 2012 si sono perse circa 150mila compravendite rispetto ai due anni precedenti, per un valore di scambio complessivo di 27 miliardi di euro in meno. L’area italiana maggiormente in affanno risulta essere il Nord-Est, dove si realizza circa un quinto dell’intero mercato nazionale, mentre a sentire meno la crisi è il mercato delle grandi città: a Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Palermo, Firenze e Bologna il calo delle compravendite è stato del 22,4% rispetto al 2011, mentre nei comuni non capoluogo la contrazione del mercato è stata in linea con la situazione generale (-26,1%). In calo anche la superficie delle abitazioni vendute nel 2012: si sono vendute case per un totale di 46 milioni di metri quadrati, con una media di 103,5 mq per unità abitativa (-25,4% rispetto al 2011).

Dal Rapporto arriva anche il dato sull’indice di accessibilità delle famiglie italiane all’acquisto di una casa, che ha invertito il trend negativo nell’ultimo semestre del 2012. L’indice di accessibilità indica la quota di famiglie italiane che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo e, ad oggi, è di poco superiore al 50%. La famiglia italiana media, infatti, riesce ad accedere all’acquisto di una casa media grazie al mutuo. Secondo l’ABI questo dato è il risultato di due fattori: da un lato il deciso miglioramento del prezzo relativo delle case e, dall’altro, la riduzione dei tassi, che rendono più accessibile la rata del mutuo, mentre rimane invariato il reddito disponibile delle famiglie.

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