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Mercato immobiliare: per l'ISTAT prezzi ancora in calo

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Mercato immobiliare: per l'ISTAT prezzi ancora in calo

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L’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane non accenna a invertire il trend negativo iniziato nel 2010: i dati pubblicati dall’Istat nei giorni scorsi relativi al secondo trimestre 2014, infatti, confermano una diminuzione in doppia cifra (-11,2%) rispetto a quattro anni fa. In particolare, gli immobili usati e quindi già esistenti hanno subito un forte calo rispetto allo stesso trimestre del 2013: -5,7%. Analizzando nel dettaglio le diverse realtà del nostro paese, è possibile osservare un calo delle quotazioni sia nelle grandi città che nei paesi di provincia.

Il dato sintetico, secondo gli esperti dell’ufficio studi Gruppo Tecnocasa, si attesta mediamente al -3,0% ma vi sono differenze marcate tra le macro regioni del nostro territorio: se al Nord Italia il calo è “solo” del 2,3%, non va meglio nelle regioni del mezzogiorno (-3,3%) e del centro (-4,3%) sebbene vi siano città “virtuose” come Bari (-1,4%) e Firenze (-0,9%), molto distanti – ad esempio – dal trend registrato a Genova (-5,7%), dove si osserva un vero e proprio “crollo” dei prezzi delle case motivato anche dalle recenti alluvioni che accelerano ulteriormente il processo di svalutazione degli immobili.

Ciò nonostante, le compravendite – dopo un’ottima performance registrata nel primo trimestre dell’anno (+4,1%) – non decollano nel periodo Aprile-Giugno: difatto, il risultato complessivo dei primi sei mesi è un “timido” +1,4% rispetto al 2013, segno che la ripresa definitiva del mercato immobiliare è in atto ma con un andamento lento e altalenante. Si spera, quindi, che il decreto cosiddetto “Sblocca Italia” possa sortire gli effetti desiderati: la deduzione Irpef pari al 20% del prezzo di acquisto degli immobili, nuovi o ristrutturati (da destinare all’affitto a canone concordato per almeno otto anni) – la cui compravendita sia avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 2014 al 31 gennaio 2017 – per un valore massimo di 60 mila euro (spalmato sui successivi otto anni) riuscirà a dare “nuovo ossigeno” a un mercato ancora “convalescente”?

Nel frattempo sia gli acquirenti che le banche mostrano segnali positivi: da un lato la domanda di mutui registra un +11,8% rispetto all’anno scorso, supportata da un aumento delle erogazioni del +3,4% confrontando il primo semestre 2014 con i dati rilevati nello stesso periodo del 2013.

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