Mutui ai tempi del coronavirus: sconti e ribassi

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Mutui ai tempi del coronavirus: sconti e ribassi
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Mutui ai tempi del coronavirus: sconti e ribassi

Il “fattore casa” rimane un pilastro degli italiani, a maggior ragione in un periodo come questo di forte preoccupazione e apprensione generate dall'epidemia. Ma quali sono le implicazioni del Coronavirus sul fronte mutui? Dove stiamo andando?

Ci porta a veleggiare verso tassi praticamente nulli. Per ora i mutui non risentono del contagio, anzi godono di un momentum positivo. Sembra quasi un paradosso, invece è realtà.

Il Coronavirus sta generando grande scompiglio, travolgendo non solo le nostre vite ma anche il mondo della finanza. Il mercato si adatta e accresce la flessione che stava già registrando. L’unico risvolto a favore si avverte proprio sul versante dei mutui con conseguenze sorprendenti sugli indici IRS, a cui è agganciato il fisso, e sull’Euribor, che regola il tasso variabile.

Questo vuol dire che decollano le offerte sui mutui prima casa che sono sempre più convenienti, ancora più “affascinanti” e vantaggiose di quanto già non lo fossero a inizio 2020.

L’IRS a 20 anni, ad esempio, piano di ammortamento molto gettonato dalle famiglie, oggi è pari allo 0,01%. Quello a 15 anni è negativo: parliamo di un -0,07%. Per un mutuo a 10 anni siamo sul -0,25%

Le proposte a tasso fisso sono dunque da super record: le più appetibili si attestano sullo 0,50% sui 20 anni e intorno allo 0,70% sui 30 anni. E’ la prima volta che in Italia, per comprare un immobile di proprietà, si possa pensare di contrarre un finanziamento a tassi praticamente al tappeto.

Ma considerate anche questo aspetto: dalla richiesta alla stipula passa del tempo, in cui il valore Eurirs può cambiare. Si suggerisce di domandare alla banca di “bloccare” l’Eurirs al valore del giorno di consegna della domanda e non a quello del momento in cui viene approvata la situazione reddituale del mutuatario o al giorno dell’effettiva stipula.

Passiamo a vedere qual è lo stato di salute del tasso variabile. Anche i mutui a tasso variabile ci regalano rate ultra-light: in settimana l’Euribor a 3 mesi è approdato al -0,47%, quando a gennaio aveva debuttato al -0,38%. In soli due mesi, è crollato di altri 9 punti base (0,09%). Tradotto in numeri? Le banche applicano uno spread inferiore allo zero.

Non possiamo tralasciare della surroga, che diventa sempre più accattivante, complice questa decelerazione senza freni dei tassi sui mutui. Questa operazione a costo zero è una via più che percorribile. Chi ha surrogato nel 2019 può fare l’affare della vita attivandosi adesso.

Altra evidenza che emerge: crescono le richieste dei mutui online, visto questo periodo di “vacanze forzate a domicilio”. Infatti, per chi volesse accaparrarsi una ghiotta offerta, stando a casa, può approfittarne cercando su Internet e può comparare i vari preventivi scegliendo quello più adatto alle proprie tasche.

Tuttavia, questo è solo un lato della medaglia e occorre avere una visione ampia e d’insieme, considerano lo scenario complessivo: i tassi sono drasticamente scesi, osiamo dire crollati, perché il quadro economico, soprattutto italiano, sta vivendo una fase critica, che andrà affrontata e “attraversata”.

Alla luce di queste prospettive macro economiche poco incoraggianti, c’è da chiedersi quale sarà la reazione degli istituti di credito. E’ presto detto: per le banche sarà inevitabilmente più rischioso prestare denaro e probabilmente richiederanno garanzie più stringenti, visto che i potenziali mutuatari potrebbero risultare inadempienti.  

Questo cosa significa? Nei mesi a seguire, potrebbe essere più complicato stipulare un mutuo. Le banche si muoveranno per erogare puntando su quella clientela che risulta più sicura, ovvero su lavoratori con contratto a tempo indeterminato e dipendenti pubblici.

In generale, tutti gli altri aspiranti mutuatari potrebbero ritrovarsi ad ammirare una bellissima, sfolgorante panoramica di offerte con una postilla: “vorrei, ma non posso”.

Come abbiamo già detto nell'articolo del 2 marzo, la forbice fra il mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile si è assottigliata a tal punto da ridurre il gap tra le due tipologie di finanziamento. Quello che è bene mettere in pratica è valutare attentamente se valga la pena di usufruire del beneficio quasi modesto dei mutui a tasso variabile, o se “congelare” i propri costi per 10, 20 o 30 anni su livelli “privilegiati”.

Al momento certezze assolute non ci sono. Non ci resta che monitorare l’evolversi della situazione e stare allerta.

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