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Mutui, le banche incoraggiano il fisso

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Mutui, le banche incoraggiano il fisso

Mutui, le banche incoraggiano il fisso

Mutui, le banche incoraggiano il fisso
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E’ davvero la soluzione migliore per gli aspiranti mutuatari? Nel Bel Paese comprare case è tornato di moda:  il 2015 dovrebbe chiudersi con 445mila contratti (il 6% in più dello scorso anno) e le banche tornano a stipulare mutui. Il mercato dei mutui lo scorso anno è cresciuto soprattutto grazie alle surroghe, ovvero da quelle operazioni con cui si sposta il mutuo presso un’altra banca (a costo zero) che offre condizioni migliori rispetto alle precedenti.

Nelle preferenze degli italiani, gli istituti specificano che in questo momento il tasso fisso ha superato il tasso variabile, sia che si tratti di surroghe che di nuovi mutui. E tutto questo succede malgrado il tasso variabile costi oggi molto meno: siamo intorno all’1,4% contro un fisso che parte dal 2,2% (nelle migliori condizioni, ovvero quelle in cui si chiede un mutuo inferiore al 50% del valore della casa), per salire intorno al 3% (per mutui intorno all’80% del valore dell’immobile).

Secondo le elaborazioni di Crif, dalla media degli spread praticati dalle banche si evince un dato chiaro: in questo momento gli spread dei mutui sul variabile (1,5%) sono più cari rispetto a quelli praticati sul tasso fisso (1,1%). Viene da chiedersi il perché. Come mai le banche applicano una differenza di 40 punti base tra lo spread a tasso variabile e fisso? Con un Euribor negativo - che molte banche non sottraggono come la logica vorrebbe allo spread nel calcolare il tasso finale dei nuovi mutui - molti istituti si “schermano” alzando lo spread.

Inoltre, facendo leva sulla sicurezza che il fisso accende nell’immaginario collettivo, le banche spingono la domanda verso questa offerta, avendo interessi diversi rispetto ai risparmiatori. C’è da dire, infatti, che il tasso fisso risulterà più vantaggioso nel caso in l’inflazione si normalizzi tornando a valori intorno al 2%. Se invece resterà a zero o bassa a lungo, i vantaggi offerti dallo sconto del variabile (in particolare nei primi anni, quelli in cui si pagano più interessi) sono decisamente più ampi. Ecco spiegato perché anche nell’era dei mini tassi, stipulare o surrogare il mutuo optando per un tasso anziché un altro è, a conti fatti, una scommessa. 

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