Mutui per la casa in frenata

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Mutui per la casa in frenata

Mutuo sì o mutuo no. Per tutti nella vita arriva il fatidico momento, in cui ci si trova di fronte alla decisione di comprare la casa dove abitare. 
Un appartamento dove andare a vivere da single una volta raggiunta l’età per lasciare la famiglia originaria, una casa per una coppia che si forma, per una nuova famiglia o per un nucleo familiare che si amplia.
E’ una scelta delicata che implica motivazioni psicologiche, esigenze e capacità di spesa personali, ma che deve tener presente anche del contesto economico o del clima politico di incertezza, che generalmente rende più cauti e prudenti i consumatori. 
Una scelta di questa portata spesso impegna per il resto dell’esistenza con rate di mutui da pagare e non  prescinde dalla situazione di fiducia sui mercati, dalle tendenze dei tassi di interesse, perché dal loro andamento dipende l’entità stessa della rata mensile. 
In Italia si continua a respirare la voglia di casa, ma i dati non denotano ancora un quadro stabile o particolarmente frizzante. 
Nonostante il buon periodo dei parametri legati ai mutui a tassi fissi e variabili, la richiesta di nuovi finanziamenti diminuisce nuovamente. 
Lo scorso mese di marzo, infatti, ha visto una nuova contrazione del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. Parliamo di un -8,4%.
Quanto al calo complessivo nel primo trimestre dell'anno, la cifra è pari a -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017. E' quanto rivela l'ultimo barometro Crif.
E’ anche vero che questa flessione è più contenuta rispetto a quanto è stato registrato nei tre trimestri precedenti: è un dato di fatto la frenata delle surroghe.
Un fenomeno che è iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari, che dovevano ancora surrogare o per i quali l’operazione risultava ancora vantaggiosa.
Se il numero delle richieste è in calo, cresce invece l’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 sale di un +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro.
Anche in questo caso, il dato è influenzato dalla minore incidenza delle surroghe, che presuppongono un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui. 
Nel dettaglio, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Dall'analisi della distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell'anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.
Sempre dall’indagine CRIF relativamente alla distribuzione per età del richiedente, emerge che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.
Si segnala, tuttavia, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
Sono vivaci le compravendite: con la fine del 2017, l’Osservatorio dell’agenzia delle Entrate ha registrato l’undicesimo trimestre consecutivo di crescita in termini di volumi. 

A questa vitalità delle transazioni non corrisponde però una ripresa dei prezzi, altro indicatore che stenta a ripartire.

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