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Mutui più “leggeri” a febbraio: tassi giù al 2,76%

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Mutui più “leggeri” a febbraio: tassi giù al 2,76%

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È quanto emerge da Banca d’Italia nel report “Principali voci dei bilanci bancari” e il Supplemento al Bollettino statistico “Moneta e banche”. A febbraio i mutui si sono fatti più “snelli” per gli italiani. I tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,76% (2,85% nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,52% (8,50% nel mese precedente).

Già lo scorso anno, sono state buone le performance del credito delle banche, che hanno mutato il loro atteggiamento di apertura verso i potenziali mutuatari. Anche nel 2016, i cordoni della borsa degli istituti di credito continuano ad essere abbastanza allentati, per quello che riguarda il mercato dei mutui. Con il nuovo anno il fenomeno surroga è parzialmente rientrato, per dare più spazio ai “veri” mutui, quelli relativi all’acquisto.

Ma attenzione al tasso variabile che la banca applica sul mutuo: alcuni istituti, nonostante oggi il tasso Euribor a cui di solito sono agganciati sia sottozero, per calcolare lo “spread” concordato con il cliente partono da zero. Con il risultato che il mutuatario paga più del dovuto. La pratica è finita nel mirino della Banca d’Italia, che qualche settimana fa ha inviato agli istituti di credito una lettera in cui li ammonisce a “attenersi a uno scrupoloso rispetto della normativa di trasparenza e correttezza delle condizioni pattuite con la clientela”. Non solo: via Nazionale, che ha ricevuto molte segnalazioni in merito, avverte che le banche devono restituire quello che hanno intascato in più. “Gli intermediari dovranno astenersi dall’applicare di fatto clausole di “tasso minimo” non pubblicizzate e non incluse nella pertinente documentazione di trasparenza e nella modulistica contrattuale”, ammonisce la missiva. E non potranno giustificarsi chiamando in causa il sistema informatico: “Nel caso in cui i parametri di indicizzazione assumano valore negativo, (gli intermediari, ndr) determinino correttamente il tasso di interesse applicabile a ciascun rapporto e all’ammontare degli interessi tempo per tempo dovuti”, ordina Bankitalia. Che prescrive una verifica delle “condotte finora seguite nella determinazione degli interessi finora dovuti” e intima di “provvedere alle conseguenti restituzioni” in caso di violazioni. Il cliente che ritiene di essere stato raggirato può presentare un esposto alla Banca d’Italia e fare ricorso all’Arbitro bancario finanziario.

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