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title: "Lavoro da poco o contratto a tempo determinato: si può avere un mutuo?"
url: "https://www.mutuisupermarket.it/news-mutui/mutuo-contratto-tempo-determinato-apprendistato/"
type: news
description: "Mutuo con contratto a tempo determinato, apprendistato o in prova: quanto vale davvero il tuo reddito per la banca e come rendere la richiesta più solida."
lastmod: 2026-11-06
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# Lavoro da poco o contratto a tempo determinato: si può avere un mutuo?

6 novembre 2026

[Guido Bertolino](/chi-siamo/guido-bertolino/)

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# Lavoro da poco o contratto a tempo determinato: si può avere un mutuo?

Più di un lavoratore dipendente su otto, in Italia, ha un contratto a termine. Secondo gli ultimi dati ISTAT, a settembre 2026 i dipendenti a tempo determinato erano 2,567 milioni, 101 mila in più in un solo mese, mentre i contratti permanenti calavano. E molti di loro, prima o poi, si fanno la stessa domanda: con il mio contratto posso chiedere un mutuo?

La risposta breve è sì, ma quasi mai da soli. Per la banca il punto non è tanto _che tipo_ di contratto hai, ma _quanto del tuo reddito_ è disposta a considerare stabile. Un contratto a termine può valere come uno a tempo indeterminato, a metà, o non valere nulla. E a volte un contratto che formalmente è a tempo indeterminato, come l’apprendistato, per la banca vale zero.

In questa guida vediamo come ragionano davvero le banche, caso per caso, e cosa puoi fare per rendere la tua richiesta più solida.

## Cosa guarda la banca: non il contratto, ma il reddito “che conta”

Quando valuta un mutuo, la banca si fa due domande: _quanto guadagni_ e _per quanto tempo continuerai a guadagnarlo_. Un mutuo dura venti o trent’anni, e la banca deve essere ragionevolmente sicura che la rata verrà pagata anche tra cinque o dieci anni.

Per questo, nella valutazione, i redditi non vengono presi tutti allo stesso modo.

> Un reddito considerato stabile entra nel calcolo per intero. Un reddito meno sicuro può essere **ponderato**, cioè considerato solo in parte, oppure non considerato affatto.

È un passaggio decisivo, perché dal reddito che la banca considera dipende la rata massima che può concederti: di norma tra il 30 e il 35% del reddito netto mensile. Un esempio:

-   con uno stipendio netto di 1.800 euro considerato per intero, la rata sostenibile è intorno ai 600 euro: a 25 anni, con un tasso del 3,2%, sono circa **124.000 euro di mutuo**;
-   se lo stesso stipendio viene considerato al 50%, la rata scende intorno ai 300 euro: circa **62.000 euro di mutuo**;
-   se non viene considerato, la rata sostenibile è zero, e da solo quello stipendio non basta per ottenere il mutuo.

Stesso stipendio, stessa persona, tre risultati molto diversi. Tutto dipende dal tipo di contratto e dalla sua storia. Per capire gli altri motivi per cui una richiesta può non passare, trovi una guida dedicata su [perché la banca dice no al mutuo](/news-mutui/mutuo-rifiutato-perche-e-cosa-fare/).

## Caso per caso: quanto vale il tuo contratto per la banca

Le regole che seguono sono quelle che, nella prassi, applicano in genere le banche con cui lavoriamo ogni giorno. Ogni istituto ha i suoi criteri, quindi vanno prese come un orientamento, non come una garanzia.

### Tempo determinato

Un contratto a termine, in genere, viene considerato **al 50%** se rispetta due condizioni:

-   negli ultimi 24 mesi hai lavorato con continuità per almeno 18;
-   il contratto in corso scade tra almeno 6 mesi.

Se manca una delle due, il reddito rischia di non essere considerato affatto. Contano quindi molto la tua storia lavorativa recente e il momento in cui presenti la richiesta: lo stesso contratto può “valere” a gennaio e non più a settembre, se nel frattempo la scadenza si avvicina.

### Docenti non di ruolo

Per gli insegnanti precari la regola è più favorevole. Con uno **storico di almeno 3 anni** di incarichi, vengono in genere **equiparati a un tempo indeterminato**, sia con contratti di 12 mesi sia con contratti di 10 mesi più i due mesi estivi coperti dalla NASpI.

### Medici specializzandi, ricercatori e praticanti

Chi ha un contratto di formazione specialistica, un contratto di ricerca o un praticantato retribuito vede di solito i propri redditi **considerati al 50%**. Le casistiche sono molte e cambiano da banca a banca, ma sono tra i pochi casi in cui un reddito non stabile può essere valutato anche senza un cointestatario.

### Apprendistato

Qui c’è la sorpresa più grande. Per legge l’apprendistato è un contratto **a tempo indeterminato**: lo dice testualmente il decreto che lo regola (art. 41 del D.Lgs. 81/2015), e alla fine del periodo di formazione, se nessuna delle due parti recede, prosegue come un normale rapporto a tempo indeterminato.

Nella pratica, però, le banche lo trattano come un contratto a termine, perché alla fine della formazione l’azienda può interrompere il rapporto. E la conseguenza è netta: **senza una lettera d’intenti dell’azienda** che confermi l’intenzione di assumerti a tempo indeterminato, quel reddito di solito **non viene considerato**. Se sei in apprendistato e pensi a un mutuo, la prima cosa da fare è parlare con il tuo datore di lavoro.

### Lavoro in somministrazione

Se lavori tramite un’agenzia per il lavoro, anche con un contratto a tempo indeterminato, la banca ragiona in modo prudente: come reddito stabile non considera lo stipendio della missione in corso, ma solo il minimo che l’agenzia ti garantisce nei periodi in cui non sei impiegato, la cosiddetta indennità di disponibilità. È una cifra più bassa del tuo stipendio abituale, ed è su quella che si calcola la rata.

### Periodo di prova e neoassunti

Il periodo di prova deve essere concluso: finché è in corso, il datore di lavoro può interrompere il rapporto senza preavviso, e nessuna banca accetta questo rischio. In genere, poi, le banche chiedono almeno **3 buste paga**, quindi nella maggior parte dei casi la prova è già superata quando si arriva alla richiesta. Se la tua prova è più lunga, conviene aspettare che finisca.

## Come rendere la richiesta più solida

Con un reddito ponderato al 50% o considerato zero, nella quasi totalità dei casi da soli non si arriva al mutuo. Ecco le strade per farcela.

**Un cointestatario o un garante con un contratto stabile.** È la soluzione di gran lunga più comune. Se sei a tempo determinato, in apprendistato o in somministrazione, nella grandissima maggioranza dei casi la banca ti chiederà di affiancare un partner o un familiare con un reddito a tempo indeterminato. Le due strade sono diverse:

-   il **cointestatario**  firma il mutuo con te: i vostri redditi si sommano, siete entrambi responsabili delle rate e di solito anche entrambi proprietari della casa;
-   il **garante** (o fideiussore) non diventa proprietario e non paga le rate, ma si impegna a farlo se tu non riesci. Spesso si tratta di un genitore. Ne parliamo anche nella guida su come [aiutare i figli a comprare la prima casa](/news-mutui/aiutare-figli-comprare-prima-casa-mutuo/).

**Una lettera d’intenti del datore di lavoro.** Per l’apprendistato è quasi indispensabile. Una dichiarazione dell’azienda sull’intenzione di confermarti a tempo indeterminato cambia il modo in cui la banca guarda il tuo reddito.

**Scegliere la banca giusta.** Non tutte le banche ragionano allo stesso modo sui contratti non standard. Alcune, come [ING](/banche-mutui/ing/), [Intesa Sanpaolo](/banche-mutui/intesa-sanpaolo/) e [Monte dei Paschi di Siena](/banche-mutui/monte-dei-paschi-di-siena/), sono in genere più aperte a valutarli; altre sono molto più rigide. È uno dei casi in cui confrontare le banche non significa solo confrontare i tassi.

**Ridurre il peso della rata.** Un anticipo più alto, una durata più lunga e nessun altro finanziamento in corso abbassano la rata rispetto al reddito che la banca considera, e rendono la richiesta più facile da far passare.

## Under 36: il Fondo Consap aiuta, ma non sul reddito

Se hai meno di 36 anni, puoi chiedere il mutuo con la garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa gestito da Consap, che copre fino al 50% del capitale e fino all’80% con ISEE non superiore a 40.000 euro. Il Fondo non richiede un tipo di contratto particolare, ed è utile soprattutto quando hai poco anticipo: ne abbiamo parlato nella guida al [mutuo al 100%](/tutto-sul-mutuo/guide-approfondimento/mutuo-100/).

Attenzione però a non fraintendere il suo ruolo. Il Consap garantisce la banca sul capitale, ma **non cambia il modo in cui viene valutato il tuo reddito**: se per la banca il tuo stipendio vale zero o il 50%, con il Fondo vale lo stesso. La garanzia aiuta sull’anticipo, non sulla stabilità del lavoro.

## Quando conviene aspettare (senza perdere la casa)

A volte la scelta più saggia è aspettare qualche mese: la fine del periodo di prova, la terza busta paga, il traguardo dei 18 mesi di continuità, la conferma dopo l’apprendistato. Nel frattempo, se hai trovato la casa giusta, puoi tutelarti nella proposta d’acquisto e nel preliminare con una **clausola sospensiva** legata all’ottenimento del mutuo: se il finanziamento non arriva, recuperi la caparra. Trovi come scriverla bene nella nostra guida su [preliminare e clausola sospensiva](/news-mutui/preliminare-di-compravendita-clausola-sospensiva/).

### Perché qui un consulente fa la differenza

Sui contratti non standard i criteri cambiano molto da banca a banca, e spesso non sono scritti da nessuna parte. Un contratto che la legge formalmente riconosce come stabile può valere zero, un determinato può valere la metà, e la stessa richiesta può passare in una banca ed essere respinta in un’altra. **I consulenti di MutuiSupermarket conoscono questi criteri e lavorano ogni giorno con le banche**: possono dirti in anticipo quanto vale il tuo reddito, se ti serve un cointestatario o un garante e a quali banche conviene rivolgersi, prima che tu presenti una richiesta destinata a tornare indietro. Il servizio è gratuito.

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