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Prezzi delle case ancora in calo

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Il trend negativo registrato negli ultimi anni non accenna ad arrestarsi: il valore degli immobili, infatti, continua a diminuire nonostante le aspettative di ripresa paventate ad inizio 2015; gli unici soddisfatti sono i nuovi potenziali acquirenti che si ritrovano a pagare per una casa fino a un terzo in meno di quanto avrebbero dovuto sborsare pochi anni fa. La conferma viene direttamente dall'Istat, che in base alle stime preliminari per l’anno corrente conferma la tendenza al ribasso dei prezzi delle abitazioni in atto da oltre tre anni: in particolare, il calo rispetto all’anno 2010 raggiunge il -13,7%. Una diminuzione tendenziale legata tanto ai prezzi delle abitazioni già esistenti (-3,8%) quanto a quelle di nuova costruzione (-2,0%); analisi a parte, quello registrato nel primo trimestre 2015 è il quattordicesimo calo congiunturale consecutivo e le prospettive non lasciano grandi spazi all’ottimismo.

Se in Italia il prezzo degli immobili è in ‘discesa libera’, all'estero suona ‘tutt’altra musica’! La palma della città più cara d'Europa per l'acquisto di una casa spetta a Londra: secondo i dati Deloitte, il prezzo medio si aggira attorno ai 14 mila euro al metro quadro contro una media nazionale di 4.929 euro. In Francia, Parigi non è da meno con i suoi 10.270 euro ma il prezzo medio è inferiore di ca. 1000 euro al metro quadro (3.932 euro). Nella classifica, seguono Svezia (3.137 euro) e Irlanda (2.550 euro) mentre la situazione russa è più vicina a quella italiana: si è registrato, infatti, un calo del 16,6% causato principalmente dal deprezzamento del rublo, con una media nazionale sotto i 1.000 euro al metro quadro. Nel quarto trimestre 2014, i Paesi che hanno visto i rincari più importanti su base annua sono Irlanda (+16,3%), Malta (+11%), Svezia (+10,4%), Estonia (+10,1%) e Regno Unito (+10%).

Per il real estate italiano la sfumatura per questi primi 6 mesi del 2015 sembra attestarsi su un color ‘grigio chiaro’: nell’analisi del trend negativo dei prezzi degli immobili è necessario tenere fortemente in considerazione la frenata delle compravendite, che nel primo trimestre 2015 sono risultate ‘in stand-by’. Secondo l’Agenzia delle Entrate, a livello nazionale nel primo trimestre 2015 le compravendite residenziali sono state 95.448, -3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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