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title: "Prezzi degli immobili: +5,5% sull’anno, ma il trimestre segna -2,6%"
url: "https://www.mutuisupermarket.it/news-mutui/prezzo-mq-immobili-q2-2026-crif/"
type: news
description: "Prezzi immobiliari in crescita del 5,5% annuo ma in frenata congiunturale: i dati della Bussola Mutui CRIF-MutuiSupermarket.it sul secondo trimestre 2026."
lastmod: 2026-07-29
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# Prezzi degli immobili: +5,5% sull’anno, ma il trimestre segna -2,6%

29 luglio 2026

[Redazione MutuiSupermarket](/chi-siamo/)

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29 luglio 2026

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# Prezzi degli immobili: +5,5% sull’anno, ma il trimestre segna -2,6%

Nel secondo trimestre 2026 il prezzo al metro quadro degli immobili posti a garanzia di un mutuo ipotecario segna un +5,5% rispetto allo stesso trimestre del 2025. È uno dei valori più alti degli ultimi tre anni: per trovarne uno superiore bisogna risalire al trimestre immediatamente precedente, il primo del 2026, quando la crescita tendenziale aveva toccato il +7,4%.

Il confronto con quel dato, però, introduce subito una sfumatura che vale la pena mettere a fuoco. Il +5,5% del secondo trimestre non è un’accelerazione: è il secondo valore di una sequenza in cui la crescita, pur restando robusta, ha cominciato a ridursi. E se si abbandona il confronto anno su anno per guardare a quello tra un trimestre e l’altro, il segno cambia del tutto.

I dati sono quelli della [Bussola Mutui CRIF – MutuiSupermarket](/news-mutui/bussola-andamento-mutui/bussola-mutui-secondo-trimestre-2026/), l’osservatorio trimestrale sul mercato dei mutui residenziali e immobiliare, che per la parte immobiliare si basa sulle rilevazioni di CRIF Real Estate Services su un campione di appartamenti, attici, loft, mansarde, ville e villette a schiera oggetto di perizia per l’erogazione di un mutuo.

## Il dato che il tendenziale nasconde

La stessa rilevazione che segna il +5,5% su base annua misura anche la variazione tra il secondo trimestre 2026 e quello immediatamente precedente. Su questo piano il prezzo al metro quadro degli immobili a garanzia segna un **\-2,6%**, e il calo è diffuso a tutte le aree del Paese: Nord Ovest -4,2%, Centro -3,8%, Nord Est -2,3%, Sud e Isole -1,1%.

Per avere un termine di paragone: nel quarto trimestre 2025, confrontato con il terzo, la tendenza era altrettanto uniforme, con un +1,8% sull’intera Italia e tutte e quattro le macroaree in crescita. Nel giro di due trimestri il quadro si è capovolto.

Una conferma indipendente arriva dal valore medio dell’immobile posto a garanzia, che segue una traiettoria coerente: circa 176.000 euro nel quarto trimestre 2025, 183.000 nel primo trimestre 2026, 180.000 nel secondo. Il punto più alto della serie è il primo trimestre dell’anno; il secondo arretra.

## Perché i due numeri non si contraddicono

Un +5,5% e un -2,6% riferiti allo stesso trimestre e allo stesso campione possono sembrare inconciliabili. Non lo sono, perché misurano cose diverse: i prezzi restano nettamente più alti di un anno fa, ma la spinta che li aveva portati fin lì si è esaurita. Sono due informazioni entrambe vere e utili a chi deve decidere se comprare adesso.

Resta una cautela d’obbligo. Un singolo trimestre non definisce una tendenza, e le serie congiunturali sul mercato immobiliare sono per natura più rumorose di quelle annuali, perché risentono di stagionalità e composizione del campione. Servirà il numero della Bussola con i dati del terzo trimestre, per capire se il -2,6% sia l’inizio di un assestamento o un singolo passo indietro dentro un percorso ancora in salita.

## Non tutti gli immobili crescono allo stesso modo

Il +5,5% medio nasconde tre traiettorie molto diverse.

> Nel secondo trimestre 2026 il prezzo al metro quadro degli immobili **nuovi** cresce dell’**11,1%** rispetto allo stesso trimestre del 2025, quello degli immobili **ristrutturati** dell’**11,2%**, mentre quello degli immobili **usati** si ferma al **5,4%**.

La distanza è di quasi sei punti percentuali, e non è un fatto isolato del trimestre. Guardando la serie degli ultimi dodici mesi, il divario si è aperto a partire dal primo trimestre 2026, quando il nuovo era arrivato al +14,1% e il ristrutturato al +9,8% contro l’+8,8% dell’usato. Prima di allora le tre curve si erano mosse in modo più ravvicinato e si erano più volte incrociate.

Il dato ha una lettura piuttosto diretta. Il mercato sta pagando un premio crescente per gli immobili che non richiedono interventi: quelli di nuova costruzione e quelli già riqualificati. È coerente con quanto si osserva da tempo sul fronte dell’[efficienza energetica](/news-mutui/migliori-mutui-green-tasso-fisso-luglio-2026/), con l’attenzione crescente delle banche ai profili di rischio ambientale degli immobili finanziati e con la diffusione dei mutui green, che secondo CRIF nel 2025 hanno quasi raddoppiato i volumi erogati arrivando a rappresentare in media il 16% delle erogazioni degli istituti che li offrono.

## Cosa significa per chi sta comprando

Sulla carta la divergenza sembra suggerire una conclusione semplice: l’usato costa meno e si rivaluta meno, quindi conviene puntare al nuovo. La realtà è più articolata, e vale la pena esplicitare i termini del confronto.

Chi acquista un immobile da ristrutturare paga un prezzo d’ingresso più basso, ma sostiene costi di intervento che è difficile determinare a partire dai soli dati sulle compravendite. Quello che i dati dicono con chiarezza è un’altra cosa: la ristrutturazione, se portata a termine, colloca l’immobile su una traiettoria di prezzo molto più simile a quella del nuovo che a quella dell’usato. Il +11,2% dei ristrutturati contro il +5,4% degli usati misura esattamente questo scarto.

## La geografia si è ribaltata

Nel secondo trimestre 2026 la crescita tendenziale più forte si registra nel **Sud e Isole (+8,1%)**, seguito dal **Centro (+7,5%)**, dal **Nord Ovest (+5,3%)** e dal **Nord Est (+3,7%)**.

L’ordine è l’esatto contrario di quello che chiudeva il 2025. Sull’intero anno scorso il Nord Est era l’area più dinamica con un +4,0% e il Nord Ovest seguiva a +3,7%, mentre Centro e Sud e Isole restavano indietro, rispettivamente a +1,4% e +1,9%. Nel quarto trimestre 2025 il Centro era addirittura l’unica macroarea in territorio negativo, a -0,5%. Sei mesi dopo è la seconda per crescita.

Anche sul fronte congiunturale la graduatoria si dispone in modo speculare: le aree che crescono di più sull’anno sono quelle che arretrano di meno sul trimestre. Sud e Isole si ferma a -1,1% e Nord Est a -2,3%, mentre Centro e Nord Ovest cedono rispettivamente il 3,8% e il 4,2%.

## Alcune precisazioni

La prima riguarda la classificazione. Le aree della Bussola seguono la ripartizione Nielsen, che non coincide con la geografia intuitiva: la **Sardegna rientra nel Centro** insieme a Toscana, Umbria, Marche e Lazio, mentre nel Sud e Isole l’unica isola è la Sicilia.

La seconda riguarda il significato di queste percentuali. Si tratta di variazioni, non di livelli: il fatto che i prezzi crescano più rapidamente al Sud non ribalta di certo il quadro generale dei prezzi, che restano strutturalmente superiori al Nord. Su valori assoluti più bassi, peraltro, le variazioni percentuali risultano meccanicamente più ampie a parità di scostamento in euro.

Va aggiunto che la dinamica dei prezzi non si traduce automaticamente in uno spostamento dei volumi. Nel primo trimestre 2026 le aree Nord Ovest e Nord Est raccolgono ancora il 55% delle nuove erogazioni di mutuo sul totale nazionale, e sul fronte della domanda online il peso delle due aree settentrionali è persino superiore, pari al 58% delle richieste raccolte nel secondo trimestre. **Il baricentro del mercato del credito ipotecario resta saldamente al Nord**: quello che si muove più velocemente è il prezzo, non il volume.

Il quadro regionale delle erogazioni conferma che la lettura per macroaree appiattisce differenze rilevanti. Nel confronto tra primo trimestre 2026 e primo trimestre 2025 la Sardegna registra il calo più marcato d’Italia (-13,8%), mentre nello stesso periodo Basilicata (+12,4%) e Sicilia (+3,8%) crescono. Anche all’interno della stessa macroarea, insomma, i mercati locali si comportano in modo molto diverso.

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