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Verso il 2017: mutui a confronto

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Quale mutuo conviene scegliere ora in previsione del prossimi mesi del 2017? E’ un buon momento per il mercato immobiliare, che già da mesi è tornato a crescere, stimolato anche dalla discesa dei prezzi degli immobili.  Negli ultimi due anni si sono riscontrati segnali finalmente positivi, rispetto al periodo buio 2011-2013: da allora, sia la domanda sia le erogazioni alle famiglie hanno ripreso a salire. Il livello di erogato non è quello che si viveva nel periodo pre-crisi, ma indubbiamente la direzione intrapresa dal mercato dei mutui è quella giusta: il processo di ridimensionamento dei costi del prodotto mutuo è stato avviato da tempo, raggiungendo livelli eccezionalmente bassi, mai visti in passato.

La ripresa delle erogazioni di questo ultimo periodo è stata frutto della politica dei tassi bassi della BCE e di una ripresa della concorrenza bancaria, che ha indotto gli istituti di credito ad una continua gara al ribasso degli spread sui prodotti in commercio. Oggi la situazione è favorevole e basta fare un paragone con 5 anni fa per capirlo: nel 2011 un mutuo a tasso fisso di lunga durata veniva venduto a tassi anche superiori al 5% rispetto al 2% di adesso.

Anche a novembre sono tante le offerte sul mercato per tutti coloro che volessero acquistare casa. E quando, ci si trova a valutare le varie proposte e a dover decidere quale mutuo accendere fra quelli disponibili, oltre a mettere a confronto i costi necessari per il finanziamento, dalle spese notarili, a quelle di ipoteca e di pre-ammortamento, è sempre  opportuno valutare le tipologie di tassi di interesse dei mutui. Proprio in questi mesi, vivacizzando lo scenario degli ultimi anni, gli italiani si sono “schierati” sempre più dalla parte del mutuo a tasso fisso, certamente meno vantaggioso del tasso variabile nell’immediato, con un pagamento di rate mensili più alte, ma indiscutibilmente capace di assicurare maggiore tranquillità. Scegliendo infatti il tasso fisso, a differenza del variabile, le condizioni stipulate al momento dell’accensione del mutuo rimarranno sempre le stesse, indipendentemente dalle oscillazioni e dalla volatilità del mercato: la rata resta costante. Agganciato all’Eurirs, a seconda della durata, il finanziamento a tasso fisso è un’opzione che infonde sicurezza e permette di archiviare nel cassetto il pensiero del mutuo.

La convenienza nel breve, tuttavia, pende verso il mutuo a tasso variabile (correlati all’Euribor), che sono molto appetibili. I tassi Euribor restano ai minimi storici. Quelli a un mese sono allo -0,37%, quelli a tre mesi a -0,31%. Inoltre, in previsione dell’andamento economico del 2017 e le aspettative sui tassi Euribor e Euris, per chi dovesse stipulare un mutuo in questi ultimissimi mesi del 2016 e per chi vuole assumersi una piccola componente di rischio, è consigliabile valutare il tasso variabile.

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