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title: Nel 2026 tassi variabili competitivi ma il fisso piace sempre
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type: rassegna
description: Nel 2026 tassi variabili più convenienti del fisso, soprattutto per i mutui green. Le previsioni su Euribor, Irs e scelte delle famiglie.
lastmod: 2025-12-27
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# Nel 2026 tassi variabili competitivi ma il fisso piace sempre

27 dicembre 2025

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# Nel 2026 tassi variabili competitivi ma il fisso piace sempre

## **Mutui. Nel 2026 tassi variabili vantaggiosi, ma il fisso piace sempre**

#### _Differenza dello 0,45% per i prodotti green e dello 0,75% per quelli tradizionali_

di **Marzia Redaelli**

Il 2026 si annuncia come un anno di consolidamento dei tassi variabili e di lieve aumento di quelli fissi. È questo lo scenario che deve attendersi chi ha in programma di stipulare un mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della casa. La previsione si basa sulle stime del mercato finanziario.

**Previsioni sui tassi**  
Per i mutui a tasso variabile, l’Euribor a tre mesi è visto stabile poco sopra il 2% fino all’autunno del prossimo anno, per poi tornare gradualmente a salire fino al 2,97% nel 2030. L’Euribor è il tasso al quale le banche si scambiano denaro a brevissimo termine e che viene applicato ai mutuatari con una maggiorazione, lo spread, che rappresenta il guadagno dell’istituto di credito.

Per i mutui a tasso fisso è più difficile tracciare un’evoluzione nel tempo, perché non esistono vere e proprie stime di mercato sull’Irs (Interest Rate Swap), il tasso di riferimento. Attualmente l’Irs si colloca poco sopra il 3%, dopo un assestamento al rialzo negli ultimi mesi, da quando la Banca centrale europea ha smesso di tagliare i tassi di interesse.

**I tagli Bce sono finiti**  
«Dopo le recenti dichiarazioni di Isabel Schnabel della Bce – afferma Guido Bertolino, responsabile Business Development di MutuiSupermarket.it – i mercati ritengono conclusa la stagione dei tagli e considerano escluse ulteriori manovre di allentamento della politica monetaria sia nel breve sia nel medio termine. Se e quando la Banca centrale europea tornerà a intervenire, lo farà al rialzo. Guardando ai futures sull’Euribor, un primo aumento dei tassi potrebbe avvenire tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027».

Secondo Bertolino, il mercato dei mutui è quindi destinato a stabilizzarsi sugli attuali livelli dei tassi di interesse e, nel prossimo futuro, il tasso variabile continuerà a costare meno del fisso. In realtà, il vantaggio del variabile è soprattutto legato al fatto che l’Irs continua a muoversi al rialzo. Tuttavia, nel corso del 2026 anche il fisso dovrebbe fermarsi su livelli non troppo superiori a quelli attuali.

**L’effetto green**  
Il tipo di mutuo, che a sua volta dipende dal tipo di immobile, può fare una differenza significativa. «La differenza tra il costo dei mutui a tasso fisso e variabile – continua Bertolino – sebbene destinata ad aumentare, varia molto in funzione della tipologia di immobile. Per gli immobili green, cioè in classe energetica A o B e in alcuni casi C, il tasso fisso costa in media, in termini di Taeg (Tasso annuo effettivo globale), solo lo 0,45% in più rispetto ai corrispondenti mutui a tasso variabile, grazie al fatto che spesso le banche applicano tassi inferiori agli indici Irs. Per gli immobili con classi energetiche meno efficienti, invece, i tassi fissi costano in media lo 0,75% in più rispetto ai variabili».

**Il fisso piace sempre**  
L’idea di avere una rata costante resta un fattore centrale nella scelta del mutuo ed è considerata impagabile da molti risparmiatori. Resta comunque la possibilità di surrogare il finanziamento, cioè di passare da un mutuo a tasso variabile a uno a tasso fisso senza costi aggiuntivi.

«La preferenza per il tasso fisso – precisa Bertolino – rimane largamente dominante, sostenuta dalla tradizionale bassa propensione al rischio delle famiglie italiane, soprattutto dopo il trauma dell’impennata dei tassi nel 2022». Tuttavia, questa prevalenza si è leggermente ridotta: «Nella prima metà del 2025 il fisso è stato scelto dal 99% degli utenti, poi la quota è scesa al 90% ed è destinata a ridursi ulteriormente, anche perché, in assenza di nuovi tagli da parte della Bce, l’attuale livello dei tassi fissi non riflette ancora pienamente l’ultimo movimento dell’Irs».

**Occhio ai tempi dell’offerta**  
Considerato l’assestamento al rialzo dei tassi fissi e il tempo che intercorre tra il preventivo della banca e la stipula del mutuo – spesso diversi mesi – è fondamentale verificare per quanto tempo è valido il tasso proposto e capire se e quando l’istituto lo blocca formalmente, ad esempio all’accettazione o alla delibera. Solo così è possibile pianificare in modo consapevole la scelta del mutuo ed evitare brutte sorprese nel caso in cui, nel frattempo, i tassi fissi dovessero salire.

«Alla luce dell’andamento dei tassi – conclude Bertolino – il variabile può fare meno paura: offre rate più basse rispetto al fisso, che sono previste stabili almeno per il prossimo anno e dovrebbero rimanere inferiori per circa tre anni. Al termine di questo periodo, il mutuatario potrà sempre valutare la surroga e approfittare dell’evoluzione del mercato».

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