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Chi è il garante mutuo e quali sono i suoi requisiti? Facciamo chiarezza.

Chi è il garante mutuo e quali sono i suoi requisiti_ Facciamo chiarezza

La precarietà nel mondo del lavoro ha modificato l’accesso ai mutui. A differenza di 20 o 30 anni fa, quando una giovane coppia di fidanzati aveva dalla sua parte la sicurezza economica per chiedere un finanziamento in banca, acquistare una casa e mettere su famiglia, i ragazzi di oggi devono pensarci due volte prima di imbarcarsi in questa impresa.

La continuità di un contratto di lavoro rappresenta sempre un’incognita e prendersi l’impegno di restituire nel tempo un debito, può essere un freno di non poco conto per staccare il cordone ombelicale dalla famiglia.

Una delle discriminanti indispensabili per ottenere facilmente un mutuo è avere una busta paga. Un tempo era molto più semplice, ma negli ultimi anni le regole del mercato del lavoro hanno fatto sì che i nuovi impieghi prevedessero sempre meno una formula di lavoro a tempo indeterminato e sempre più contratti alternativi.

Da diversi anni si è fatta sempre più necessaria, al momento della stipula di un mutuo, la figura del garante, spesso obbligatoria per l’accesso al credito.

Cosa implica il garante?

Quando si accende un mutuo, non sempre le garanzie che è possibile fornire sono sufficienti. La soluzione più diffusa per fare il grande salto e non schiantarsi a terra è dotarsi di un “paracadute”: ovvero il garante per il mutuo o fideiussore.

Chi è in concreto?

E’ colui che si impegna formalmente a versare le mensilità dovute nel caso in cui il beneficiario del mutuo non riesca a farlo per qualsiasi motivo.

Nella maggior parte dei casi, quando una giovane coppia chiede un mutuo e non possiede un lavoro ben retribuito o una posizione solida, la banca pretende l’intervento di un garante per il mutuo. Vuole, cioè, che ci sia una parte terza in grado di pagare il debito quando i ragazzi non riescono a far fronte alle rate.

Il garante non deve essere necessariamente un genitore o un parente, anche se normalmente viene scelto all’interno della famiglia e nella quasi totalità dei casi si puntano gli occhi su uno dei genitori, ma non è detto che debba per forza essere così; può anche essere un amico di cui si gode la totale fiducia.

All’istituto di credito basta che questa persona abbia un reddito solido e regolare, in grado di assolvere il compito e la responsabilità di «coprire le spalle» ai beneficiari del prestito. Per dirla in altre parole: che sia il padre o il vicino di casa, alla banca serve che qualcuno paghi.

Infatti, tutti gli intermediari finanziari, prima di concedere un prestito o un mutuo, chiedono specifiche garanzie sulla solvibilità del cliente. La banca, o chi eroga il finanziamento, si accerta che il potenziale mutuatario sia in grado di rimborsare le rate del prestito e che, se non sarà in grado di farlo, al finanziatore sarà comunque possibile rivalersi su altri beni per poter rientrare della somma erogata.

Innanzitutto, viene valutato il merito creditizio del cliente; solitamente si richiede che la rata del mutuo non superi un terzo del suo reddito percepito e, qualora tale percentuale non venisse rispettata, il prestito può anche essere negato.

Oltre al merito creditizio, poi, la banca o l’ente finanziatore può richiedere ulteriori garanzie, solitamente di due tipi: reali e personali. Le garanzie reali consistono nell’ipoteca di primo grado, ovvero di un diritto reale che garantisce al creditore la possibilità di espropriare l’immobile in caso di insolvenza e di venderlo all’asta per ottenere la somma residua.

Le garanzie personali si traducono nella figura del garante. La normativa a cui fare riferimento è quella legata agli articoli 1936 e seguenti del codice civile, in tema di fideiussione. La persona che firma come garante è un soggetto terzo rispetto al mutuatario che garantisce alla banca l’adempimento delle obbligazioni, nel caso il debitore principale non sia più in grado di onorare il prestito.

Il garante viene chiamato a intervenire solo ed esclusivamente nel momento in cui il mutuatario si dovesse mostrare insolvente. In questo caso, la banca può richiedere al garante le somme non rimborsate, fino all’importo massimo stabilito nel contratto stesso.

Dato che la garanzia è di natura personale, il garante risponde con tutto il suo patrimonio. In caso fossero previsti più garanti, ciascuno risponderà pro-quota. Allo stesso tempo, però, il garante non ha diritti sull’immobile, né di proprietà – in quanto non risulta come intestatario – né di possesso. Di conseguenza, non potrà nemmeno detrarre fiscalmente gli interessi passivi del mutuo.

I requisiti variano da una banca all’altra, ma di norma sul garante per il mutuo verrà considerato il reddito, come uno degli elementi più importanti da verificare per sapere se la persona che si ha davanti può svolgere la funzione di garante.

In particolare, la lente di ingrandimento punta sul suo tipo di lavoro -se ha un contratto a tempo indeterminato, se è un imprenditore solvente – e su ciò che resta dalle entrate mensili togliendo le spese per il mantenimento della famiglia e per onorare determinati impegni. Ciò che rimane deve essere adeguato per coprire l’importo della rata che si vuole avallare.

Un altro dei fattori di cui la banca tiene conto è il patrimonio. Vengono valutate le proprietà del possibile garante, in particolar modo quelle immobiliari.

Anche l’età è un dato fondamentale. Solitamente il garante per il mutuo non deve superare i 75 anni al momento dell’estinzione del debito. Significa che non potrebbe avallare un mutuo di 20 anni quando è già 60enne, anche se alcuni istituti di credito alzano di 5-10 anni quella soglia quando ci sono le condizioni;

La banca analizza anche le garanzie già prestate. Raramente una banca accetterà come garante per un mutuo una persona che sta coprendo il debito di un altro, come, ad esempio, un padre che è già garante di un altro figlio.

Per ottenere tutte queste informazioni, la banca può chiedere a chi si offre come garante di un mutuo di mostrare l’ultima dichiarazione dei redditi ed eventuali attestati delle proprietà possedute.

Il garante può rinunciare al suo impegno?

La banca, di solito, non accetta che il garante di un mutuo rinunci al suo impegno senza un valido motivo. Per questo è importante pensarci bene prima di assumersi questo incarico.

Può accadere, però, che ci sia una spiegazione convincente. Ad esempio, quando il garante ritiene che il mutuatario abbia una posizione economica tale da prendersi la responsabilità di continuare il suo impegno da solo. In questo caso, però, non basta andare in banca e dire: «Mi ritiro». Occorre, infatti, sostituire o surrogare il mutuo senza includere la figura del garante.

È possibile, a seconda della disponibilità dell’istituto di credito, anche sostituire il garante. Se, ad esempio, quello originale ha un problema imprevisto di natura economica e il mutuatario sceglie un’altra persona che si prenda l’impegno, può farne richiesta alla banca. L’importante è che chi deve subentrare offra almeno le stesse garanzie di reddito rispetto alla prima.

Ma che cosa rischia il garante per il mutuo se la persona che copre non paga il debito? La banca può agire nei suoi confronti con una richiesta di pignoramento che può interessare anche la sua casa. Lo stesso può verificarsi con il suo stipendio, con il suo conto corrente o con altri beni di sua proprietà.

Tuttavia, l’istituto di credito deve comunicargli prima, anche in via informale, che il debitore non ha rispettato l’onere del pagamento della rata, in modo da consentirgli di versarla lui prima che la banca passi alle vie di fatto.

E che succede se il garante non c’è?

Se si è determinati e anche un po’ fortunati, non bisogna arrendersi. Si può ad esempio accedere al Fondo di Garanzia istituito dal Governo per mutui destinati all’acquisto della prima casa presentando domanda alla banca. Oppure, se possiede già un immobile e si chiede un mutuo per acquistarne un altro, può offrire come garanzia l’immobile di cui si è proprietario.

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