
Tasso fisso o variabile?
Dopo il taglio del costo del denaro di giugno 2025 — l’ottavo consecutivo sotto la presidenza Lagarde — la Banca Centrale Europea ha portato il tasso di rifinanziamento principale al 2,15%, mentre il tasso sui depositi, che influenza direttamente l’Euribor, è sceso al 2,00%, su cui è rimasto stabile fino ad oggi. Di recente, però, lo scenario è cambiato in modo significativo: la guerra in Medio Oriente ha riacceso le pressioni inflazionistiche attraverso i prezzi dell’energia, e la BCE ha esplicitamente segnalato che la prossima mossa potrebbe essere un rialzo, se le condizioni lo richiedessero.
In questo contesto, i tassi variabili resteranno su livelli relativamente contenuti finché la BCE non interverrà — ma le aspettative dei mercati segnalano già una netta risalita dell’Euribor entro fine anno, dando, di fatto, l’intervento per scontato. L’IRS, il parametro alla base del costo dei mutui fissi, si muove invece secondo una logica diversa: riflette le attese di lungo periodo, e oggi la curva IRS si inverte oltre i 20 anni — il che significa che i mercati si aspettano pressioni sui tassi nel breve e medio periodo, ma non nel lungo. Una distinzione che ha conseguenze concrete sulla scelta del mutuo.
Il confronto tra i tassi
I mutui a tasso variabile costano oggi ancora meno dei corrispettivi fissi, ma il divario andrà a restringersi rapidamente. I migliori TAEG variabili si collocano attualmente 40-50 punti base al di sotto dei migliori fissi — un vantaggio probabilmente destinato a durare ancora poco: l’Euribor risulta già in risalita a marzo, ed ogni rialzo della BCE si trasmetterebbe immediatamente alle rate variabili.
La politica delle banche, anche nei mesi scorsi, è stata quella di sostegno attivo del tasso fisso, con offerte promozionali che di fatto hanno tamponato la risalita dell’IRS di inizio anno. Con gli ultimi eventi, la tendenza non farà che rafforzarsi, con gli istituti di credito pronti a rispondere al bisogno di certezze di nuovi e vecchi mutuatari. Alcune banche hanno lanciato promozioni primaverili con tassi fissi competitivi e condizioni garantite fino alla stipula, purché avvenga entro l’estate. Altre, come Intesa Sanpaolo, scelgono invece la strada dei mutui a lunga durata anche per mutuatari non più giovanissimi — una mossa che sfrutta l’inversione della curva IRS, dove le durate maggiori offrono oggi un tasso di riferimento più basso rispetto al picco a 20 anni.
Proiezioni Euribor 3 mesi
Previsioni sull’andamento dell’Euribor 3 mesi aggiornate al 25/03/2026, estrapolate dalle quotazioni dei Futures sull’Euribor 3 mesi scambiati sul Mercato Liffe di Londra.
Le proiezioni più recenti segnano una discontinuità netta rispetto a quelle dei mesi scorsi: l’Euribor è atteso in salita verso il 2,8% entro fine 2026, con un picco intorno alla primavera 2027, per poi ridiscendere gradualmente. Il quadro è però estremamente volatile: le rapide evoluzioni del conflitto in medio oriente sono in grado di mutare le aspettative in poche ore. Fare previsioni precise è, in questo momento, quasi impossibile.
Chi sceglie oggi un variabile affronta quindi un orizzonte molto diverso rispetto a quello di qualche mese fa: il vantaggio di costo iniziale esiste ancora, ma la finestra si è accorciata e il rischio al rialzo è concreto e vicino.
Chi dovrebbe scegliere il fisso? Chi il variabile?
Lo scenario attuale parla abbastanza chiaramente: il tasso fisso è oggi la scelta consigliata per la maggior parte dei mutuatari. Costa un po’ di più rispetto al variabile, ma offre certezza totale per tutta la durata del mutuo — e in un momento in cui i tassi potrebbero salire già entro l’anno, quella certezza ha un valore concreto. Chi ha già un mutuo variabile dovrebbe valutare seriamente una surroga verso il fisso, finché le condizioni restano favorevoli.
Mantenere il tasso variabile può avere ancora senso per chi ha una durata residua breve, e quindi ha già versato gran parte degli interessi, o la liquidità per gestire eventuali aumenti di rata senza stress.

Giovani e mutui al 100%
Per i giovani under 36 con ISEE non superiore a 40.000 euro è possibile accedere a mutui che finanziano fino al 100% del prezzo di acquisto a condizioni vantaggiose grazie alla garanzia CONSAP. Tradizionalmente, la durata di questi mutui agevolati non è superiore ai 30 anni, ma di recente Intesa Sanpaolo ha introdotto piani di ammortamento fino a 40 anni. Di fatto, questa possibilità aumenta il potere d’acquisto: a parità di rata, si riescono a ottenere fino a 20.000 € in più.
Per tutti i richiedenti over 36 o per i giovani con ISEE superiore ai 40.000, i costi aumentano in misura significativa quando si richiede un finanziamento di importo superiore all’80% del valore dell’immobile (la cifra più bassa tra prezzo di vendita e il valore indicato dalla perizia). La differenza di TAEG tra un LTV dell’80% e uno del 90% si aggira sui 70 punti base.
I tassi mutuo in pillole
Il tasso fisso è una tipologia di interesse applicata ai mutui dove l’importo della rata rimane costante per tutta la durata del finanziamento. Questo significa che, indipendentemente dalle variazioni dei tassi di mercato, pagherai sempre lo stesso importo mensile. La stabilità delle rate ti permette di sapere esattamente quanto pagherai, facilitando la pianificazione delle tue finanze.
Il tasso fisso è basato sull’indice Eurirs, al quale viene aggiunto uno spread deciso dalla banca. Uno dei principali vantaggi è la sicurezza e la prevedibilità nei costi, poiché protegge dalle eventuali variazioni dei tassi di interesse nel tempo. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia: i tassi iniziali del tasso fisso sono generalmente più alti rispetto al tasso variabile, perché offrono una maggiore protezione dal rischio di rialzi futuri.
Il tasso variabile è un tipo di interesse applicato ai mutui, dove le rate possono variare nel tempo in base agli indici di mercato come l’EURIBOR o, molto più raramente, il tasso BCE. Questo significa che, se questi tassi aumentano o diminuiscono, anche le tue rate mensili faranno lo stesso. La banca aggiunge anche uno spread, una maggiorazione fissa, che costituisce il suo profitto.
Uno dei vantaggi del tasso variabile è che, inizialmente, i tassi di interesse tendono ad essere più bassi rispetto al tasso fisso, permettendo di pagare rate inferiori. Tuttavia, l’incertezza sulle future oscillazioni dei tassi di mercato comporta il rischio di aumenti significativi delle rate, rendendo il costo del mutuo meno prevedibile.
Il mutuo a tasso variabile con CAP è una forma ibrida. Il CAP prevede la soglia oltre la quale il tasso variabile si trasforma in fisso. Questo tipo di mutuo offre il vantaggio di sfruttare i tassi convenienti del variabile mettendo un limite – il CAP, appunto – all’aumento dei tassi di interesse. Per approfondirne le caratteristiche, puoi consultare la voce dedicata al tasso variabile con CAP sul Glossario.
Trova il tuo mutuo
Domande frequenti
Molti mutui prevedono un piano di ammortamento alla francese, il quale consiste in una rata costituita da una quota interessi, relativa agli interessi maturati nel mese, e da una quota capitale, destinata alla riduzione del debito. La quota interessi tende a diminuire con la riduzione del debito, mentre la quota capitale aumenta per mantenere costante la rata nel tempo.
Calcolare la rata del mutuo non è così semplice, ma volendo utilizzare una calcolatrice la formula è la seguente:
r = (1 + 1 / {(1 + i / 12) ^ n – 1}) * i / 12 * M
dove r è la rata, i è il TAN, n il numero di rate e M è l’importo del mutuo.
Una volta ottenuta la rata, il calcolo degli interessi è molto semplice ed è pari a:
I = r * n – M
dove I sono gli interessi totali, r è la rata, n il numero di rate e M è l’importo del mutuo.
Se preferisci avvalerti di uno strumento più immediato, puoi utilizzare il nostro pratico calcolatore rata e piano d’ammortamento.
Per abbassare la rata del mutuo, esistono diverse strategie:
- Surroga del mutuo: trasferisci il tuo mutuo presso un’altra banca che offre condizioni più vantaggiose.
- Rinegoziare il tasso di interesse: contatta la tua banca per negoziare un tasso di interesse più basso.
- Allungamento della durata del mutuo: aumentare il periodo di ammortamento riduce l’importo delle rate, ma aumenta il costo complessivo degli interessi.
- Estinzione parziale anticipata: riduci l’importo del debito residuo versando una somma extra, permettendo di rinegoziare condizioni migliori o ridurre il numero delle rate.
Ottenere un mutuo senza una busta paga stabile o garanzie non è facile, ma esistono alcune possibilità:
- garanzie alternative: puoi fornire garanzie diverse dalla busta paga, come il coinvolgimento di un terzo garante (fideiussore) che si impegni a coprire le rate in caso di inadempimento;
- ipoteca su un altro immobile: se possiedi altre proprietà, potresti concederle in ipoteca per ottenere il mutuo;
- mutuo chirografario: è possibile ottenere un mutuo basato solo sulla garanzia personale, ma con condizioni più stringenti e tassi di interesse più elevati;
- polizze assicurative fideiussorie: talvolta le banche accettano delle polizze fideiussorie come garanzie aggiuntive;
- fondo di garanzia: alcune categorie, come i giovani under 36, possono accedere a fondi di garanzia statali che coprono una parte del mutuo in assenza di garanzie tradizionali.
In ogni caso, è fondamentale presentare un profilo di stabilità finanziaria e dimostrare la tua capacità di rimborso attraverso altri mezzi economici o documentazioni reddituali dettagliate.
Oltre ad avvalerti della consulenza di un’agenzia immobiliare o di un notaio, che possono effettuare una lunga serie di controlli per tuo conto, ci sono altre precauzioni fondamentali:
Ispeziona l’immobile con un tecnico: porta con te un tecnico di fiducia (come un geometra, un architetto o un ingegnere) per valutare con attenzione lo stato dell’immobile. Questo può aiutarti a individuare eventuali problemi strutturali o impianti non a norma.
Verifica lo stato di manutenzione del palazzo: se l’immobile è parte di un condominio, verifica lo stato di manutenzione del palazzo e chiedi di vedere il verbale delle ultime assemblee condominiali per conoscere eventuali lavori straordinari in programma.
Controlla la situazione condominiale del venditore: assicurati che il venditore non abbia debiti verso il condominio. Richiedi al venditore una dichiarazione dell’amministratore di condominio che attesti la regolarità dei pagamenti.
Adottando queste misure preventive, puoi ridurre significativamente i rischi e assicurarti che l’acquisto della tua casa avvenga in tutta serenità.
- Scegli il sistema del prezzo-valore: quando acquisti una casa, puoi richiedere di applicare il sistema del prezzo-valore. Questo sistema permette di pagare le imposte sull’acquisto non sul prezzo di vendita, ma sul valore catastale. In questo modo, si ottiene anche una riduzione del 30% sugli onorari notarili.
- Richiedi più preventivi: anche se c’è una certa uniformità tra i notai grazie a tariffe obbligatorie per alcune voci, l’onorario può variare. Chiedi preventivi dettagliati a diversi notai e confrontali per scegliere il più conveniente. L’onorario è la parte su cui puoi negoziare, poiché le imposte di registro, ipotecarie e catastali sono fissate per legge.
- Verifica le agevolazioni fiscali: se stai acquistando la prima casa, informati sulle detrazioni e agevolazioni fiscali sui mutui. Ad esempio, puoi ottenere una detrazione del 19% delle spese legate al mutuo, comprese quelle notarili.
- Spese condivise: negozia con il venditore per dividere il costo del notaio. In alcuni casi, è possibile distinguersi dalle pratiche comuni e accordarsi affinché il costo non sia totalmente a carico dell’acquirente
Per saperne di più sul ruolo del notaio e i costi che comporta, consulta la nostra guida alle spese notarili.
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