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Mercato immobiliare, cosa c’è da sapere

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Mercato immobiliare, cosa c’è da sapere

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Mercato immobiliare, cosa c’è da sapere
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La scelta di investire nel settore immobiliare torna ad essere un pilastro per le famiglie italiane, nonostante le prospettive future tuttora incerte e le condizioni reddituali non proprio stabili. Ci sarebbe, quindi, un ritorno di fiamma tra gli italiani e l’investimento immobiliare, ma in che condizioni è il mercato attuale? Decidere di investire adesso nel settore immobiliare può essere una decisione azzeccata?

Ce lo spiega l’analisi dell’Osservatorio Immobiliare 2016 di Nomisma, che evidenzia tutti gli elementi caratteristici del settore, prezzi degli immobili, domanda e offerta. La seconda parte del 2016, sempre positiva ma più debole rispetto all’exploit dei primi due trimestri che hanno registrato un 20% di crescita certificata dall’agenzia delle Entrate,  a fine anno porterà le compravendite immobiliari a chiudere con un +12,3%.

Uno degli elementi chiave per scegliere se investire nel settore riguarda il suo valore. I prezzi del settore immobiliare non hanno invertito il trend recessivo, che tuttavia è da considerarsi attenuato. I cali saranno lievi e tenderanno a stabilizzarsi. L’ultima variazione dei prezzi del mercato immobiliare è stata contenuta in un range da -1,1% a -0,6%.  Una debole ripresa dei prezzi degli immobili potrebbe arrivare solo nel 2018.

Se il mercato immobiliare sta tentando di risalire a galla nel bel mezzo di un contesto ancora confuso, ad alimentare la prospettiva di risalita e rilancio è proprio il ritorno di interesse per il mattone. Per quanto riguarda la domanda, il settore immobiliare ha realizzato un aumento del 4,7% da gennaio a ottobre. L’incremento ha interessato tutti i capoluoghi di regione, ma soprattutto le città di Campobasso, Bologna, Milano, Roma, Napoli e Torino. Questo aumento fa ben sperare che anche il 2017 sarà un anno positivo per gli scambi immobiliari.

L’indagine, infine, indica come sia sempre maggiore la dipendenza delle transazioni residenziali dalle erogazioni dei mutui: sono legati alle banche il 59,8% degli acquisti contro il 44% del 2014. Tale relazione nell’ultimo biennio è stata fattore propulsivo della ripresa.

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