Salgono le stime sull’inflazione, la stangata tocca anche i mutui
Salgono le stime sull’inflazione, la stangata tocca anche i mutui
Da Hormuz ai tassi
V.L.
L’Euribor tre mesi è balzato al 2,18%. I’rs a 20 anni è passato dal 3% al 3,34%.
L’attacco degli Stati Uniti in Iran e la chiusura — o rischio chiusura dello Stretto di Hormuz stanno già producendo effetti concreti non soltanto sui mercati finanziari globali ma anche sulle tasche delle famiglie. Scattando aspettative al rialzo dei tassi, il Cpi di aprile è salito del 3,8% annuo, dal 3,3% di marzo, con il dato reale al 2,8%. Il Ppi è avanzato dell’1,4% nel mese e del 6% su base annua, segnale di pressioni al monte ancora intense.
Nei frattempo l’inflazione americana continua a inviare segnali poco rassicuranti. Il Cpi di aprile è salito del 3,8% annuo, dal 3,3% di marzo, con il dato reale al 2,8%. Il Ppi è avanzato dell’1,4% nel mese e del 6% su base annua, segnale di pressioni al monte ancora intense.
Nei sette anni il trentennale americano è salito fino al 5,20%, livello che non si vedeva dal 2007: prima di chiudere la settimana a 5,05%. Il decennale tedesco sopra il 3% mancava invece dal 2011, con effetti diretti anche sul costo dei mutui degli italiani. Nella seduta di venerdì i rendimenti si sono leggermente distesi sull’ipotesi di nuovi colloqui per porre fine al conflitto in Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il pericolo appare ancora pieno di ostacoli.
Lo dimostra il petrolio, sempre nei pressi dei 100 dollari al barile, una soglia che storicamente, quando rimasta persistentemente elevata, ha sempre danneggiato il ciclo economico.
Eppure le Borse tornano vicine ai record (l’S&P 500 sopra quota 7.500 punti e il Ftse Mib a un passo dai 50mila punti)
Scontando le nuove attese, il tasso medio dei mutui triennali Usa ha superato la soglia psicologica del 7%
Questo vuol dire che chi sta pagando un mutuo a tasso variabile si ritroverà dal prossimo mese una rata di 15-20 euro (per un mutuo di 150mila euro a 30 anni), un trend che potrebbe proseguire se davvero la Bce dovesse allinearsi al movimento di mercato. Difatti i mercati obbligazionari stanno già facendo il lavoro sporco della banca centrale, irrigidendo le condizioni finanziarie ben prima di eventuali mosse ufficiali della Bce, e scantano tra i due e tre rialzi dei tassi nell’Eurozona nei prossimi trimestri per fronteggiare il rimbalzo dell’inflazione innescato dal conflitto in Medio Oriente. Le curve forward sull’Euribor indicano attualmente un rialzo ulteriore dello 0,50%-0,60% nei prossimi mesi, con il tasso a tre mesi atteso tra il 2,7% e il 2,8% entro fine anno. Una scenario che rischia di pesare soprattutto sui mutuatari a tasso variabile già esposti all’aumento delle rate.
Diverso invece il quadro per chi oggi deve accendere un nuovo mutuo. «Al momento le banche italiane hanno scelto di non trasferire immediatamente al costo dei mutui i rialzi dell’Euribor, lanciando invece importanti campagne promozionali a sostegno della domanda» — osserva Rossini, ad di MutuiSupermarket.it. — «Le migliori offerte dei nuovi mutui a tasso variabile sono infatti passate soltanto dal 2,47% al 2,49%, mentre sui fissi si è addirittura registrata un lieve miglioramento delle offerte, dal 3,33% al 3,17%. Molti istituti di credito in questa fase hanno deciso di ridurre lo spread, ovvero il margine lordo applicato sul prestito che rappresenta una delle due componenti italiane del costo di un mutuo, evitando così un rapido aumento dei costi. Se non lo avessero fatto, i nuovi mutui a tasso fisso di 150mila euro vedrebbero già in media rate più care di circa 30 euro.
Una situazione che potrebbe però rivelarsi solo temporanea. Certimiamo la stagione degli sconti i nuovi prodotti nei prossimi mesi si adegueranno al rialzo dei tassi di mercato. Come comportarsi? Paradossalmente, proprio in questa fase di forte tensione geopolitica, il tasso fisso potrebbe tornare a rappresentare una forma di protezione. «La nostra Artificial Intelligence ChatMutuo AI, analizzando la curva dei futures sull’Euribor 3 mesi, prevede che nel caso di un’asta temporanea. Per un mutuo a 30 anni la spesa totale per interessi nei prossimi cinque anni sarà inferiore scegliendo il tasso fisso rispetto al tasso variabile» — conclude Rossini. — «Con un possibile risparmio stimato fra 2.500 e 4.000 euro».
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