Affitto o mutuo nel 2026: come fare la scelta giusta per il proprio futuro

meglio afitto o mutuo

Comprare casa o restare in affitto? È il dilemma che accompagna generazioni di italiani e che oggi, con uno scenario di tassi d’interesse stabilizzati e un mercato degli affitti in forte ascesa, richiede un’analisi lucida. Non esiste una risposta universale, ma esistono numeri e logiche finanziarie che possono aiutare a decidere.

Il “risparmio forzato”: perché la rata non è solo un costo

Uno degli errori più comuni è paragonare l’intera rata del mutuo al canone d’affitto. Tecnicamente, però, sono due flussi di denaro molto diversi. Il mutuo in Italia segue solitamente l’ammortamento alla francese: questo significa che la rata è fissa, ma la sua composizione cambia nel tempo.

  • La quota interessi:  è il costo del servizio bancario, predominante nei primi anni del piano.
  • La quota capitale:  è la parte di rata che estingue il debito e aumenta la tua proprietà reale sulla casa (la cosiddetta equity).

Mentre l’affitto è un costo a fondo perduto al 100%, ogni quota capitale versata nel mutuo è, di fatto, un risparmio forzato. Quei soldi non “spariscono”, ma si trasformano in mattoni che restano nel tuo patrimonio.

Il match nelle grandi città

Nelle metropoli italiane, il divario tra affitto e mutuo si è assottigliato drasticamente. Non è affatto raro che la rata del finanziamento necessario all’acquisto sia addirittura inferiore al canone mensile richiesto per la locazione.

Prendiamo come caso studio Milano, dove i valori medi di febbraio 2026 offrono uno spaccato chiarissimo. Se consideriamo un bilocale di circa 50 mq in una zona semicentrale o ben servita, il valore di mercato si attesta intorno ai 250.000 €.

Scenario A: il vantaggio di chi ha un capitale iniziale (LTV 80%)

Se hai la possibilità di coprire il 20% del prezzo d’acquisto (50.000 €) e richiedi un mutuo di 200.000 €, per una classica durata di 30 anni, i numeri parlano chiaro:

  • Immobile ordinario: con i migliori tassi attuali, la rata oscilla tra i 970 € e i 1.010 € al mese.
  • Immobile Green: se la casa è in classe energetica elevata, la rata scende ulteriormente, partendo da circa 930 € e restando stabilmente sotto la soglia psicologica dei 1.000 €.

Considerando che un affitto per la stessa tipologia di immobile a Milano parte ormai dai 1.100 € – 1.200 €, il risparmio mensile è immediato e tangibile, senza contare la costruzione del patrimonio personale di cui parlavamo prima.

Migliori tassi per immobili green

Banca

Rata

TAN

TAEG

Crèdit Agricole

832,46 €

2,90%

3,06%

CREDEM

830,32 €

2,88%

3,06%

BPER

837,82 €

2,95%

3,15%

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Migliori tassi per immobili ordinari

Banca

Rata

TAN

TAEG

Crédit Agricole

867,12 €

3,22%

3,43%

BPER

870,41 €

3,25%

3,46%

CREDEM

871,51 €

3,26%

3,54%

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Scenario B: “ma se non ho i risparmi iniziali?”

È l’obiezione più comune, specialmente tra i giovani: “Senza i 50.000 € dell’anticipo sono costretto all’affitto”. In realtà, non è più così.

Qui entra in gioco il Fondo di Garanzia Consap, pensato proprio per chi non dispone del capitale iniziale ma ha un reddito stabile. Grazie a questo strumento, è possibile ottenere un mutuo al 100% del valore dell’immobile.

In questo caso, su un valore di 250.000 € (il tetto massimo finanziabile con il Fondo) e anche in questo caso 30 anni di durata, la rata si aggirerebbe tra i 1.080 € e i 1.120 €. Si tratta di una cifra quasi identica a un canone d’affitto medio, con la differenza fondamentale che, mese dopo mese, si smette di pagare una rendita a un proprietario e si inizia a investire nella propria casa.

Migliori tassi Consap per immobili green

Banca

Rata

TAN

TAEG

Intesa Sanpaolo

1.055,36 €

3,01%

3,12%

BPER

1.094,89 €

3,30%

3,44%

Webank

1.104,55 €

3,37%

3,44%

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Migliori tassi Consap per immobili ordinari

Banca

Rata

TAN

TAEG

Intesa Sanpaolo

1.124,01 €

3,51%

3,63%

BPER

1.122,61 €

3,50%

3,65%

Webank

1.132,40 €

3,57%

3,65%

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Una scelta di prospettiva per gli under 36

Questa tipica situazione da “prima casa” dimostra che l’ostacolo non è più il costo della rata – ormai in molti casi del tutto paragonabile o inferiore all’affitto – ma la conoscenza degli strumenti finanziari a disposizione. Il Fondo Consap rappresenta il ponte che permette ai giovani di trasformare quella che sarebbe una spesa “persa” in un investimento per il proprio futuro, mantenendo la stessa sostenibilità mensile di un canone di locazione.

Giovani e mutui 100%: il mito della “libertà perduta”

Spesso i giovani temono che il mutuo sia una catena che impedisce la mobilità lavorativa. In realtà, la casa di proprietà è un asset flessibile:

  1. Si può affittare: se la carriera ti porta in un’altra città, il canone d’affitto percepito può coprire (e spesso superare) la rata del mutuo, trasformando l’impegno in una rendita.
  2. Si può vendere: il mercato immobiliare delle grandi città resta liquido; vendere un immobile per acquistarne un altro altrove è una pratica consolidata.
  3. Il supporto dello Stato: per chi non ha il capitale iniziale, il Fondo di Garanzia Consap rimane lo strumento chiave per accedere a mutui che coprono l’intero prezzo d’acquisto, permettendo di iniziare a costruire il proprio futuro anche senza risparmi pregressi consistenti.

Uno strumento in mano ai giovani

Con la BCE che mantiene i tassi d’interesse invariati al 2% e un’inflazione che mostra segni di stabilizzazione al target del 2% nel medio termine, il mercato immobiliare del 2026 offre una finestra di stabilità ideale per pianificare.

Restare in affitto offre flessibilità immediata, ma il mutuo resta lo strumento più potente per trasformare una spesa mensile in un investimento per la vita.

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