Andamento Tassi: l’ottovolante dell’IRS e la risposta delle banche

andamento IRS gennaio 2025

L’IRS in salita, cos’è successo?

A partire da inizio dicembre 2024, abbiamo assistito a una risalita dell’IRS, se non clamorosa, certamente percettibile. Colpa delle notizie sull’inflazione, un po’ meno buone del previsto: a dicembre ha continuato a scendere, ma meno delle aspettative. Colpa anche del prezzo del gas, che ha registrato una crescita fino a Capodanno, toccando il proprio picco il 2 gennaio. Tutti segnali che i mercati hanno provato a interpretare, per fare nuove previsioni sulle prossime mosse della BCE: l’ipotesi è che la Lagarde potrebbe rallentare il ritmo dei tagli ai tassi attesi per il 2025.

Leggi anche: BCE: quarto taglio consecutivo e riflessi sul mercato dei mutui

 

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Inversione di tendenza a metà gennaio

A partire dal 14 gennaio 2025, però, la traiettoria dell’IRS a 20 anni è cambiata di nuovo. Il merito va certo alla discesa del prezzo del gas, che nelle prime settimane di gennaio ha fatto registrare un calo dell’8%. Non bisogna sottovalutare, però, l’impatto del clima internazionale: gli occhi dei mercati sono puntati sul cessate il fuoco tra Israele e Palestina. La svolta potrebbe portare di conseguenza a un allentamento dei problemi sul Mar Rosso, dove da ottobre la situazione è estremamente tesa a causa degli attacchi alle navi mercantili da parte degli Huthi, alleati yemeniti di Hamas. Gli attacchi hanno avuto un pesante riflesso sull’economia, facendo crescere i costi di tutti i trasporti commerciali tra Europa ed Estremo Oriente, le cui rotte passano dal Mar Rosso, con conseguente impatto sull’inflazione. Si auspica una distensione generale della situazione geopolitica, dunque, che offra cauti spiragli di ottimismo anche per la risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina.

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Cosa aspettarsi nell’immediato futuro

Nonostante la frenata dell’IRS, guardando al tasso nel corso del mese, abbiamo a gennaio una media del 2,49%, contro il 2,25% di dicembre. Comunque vadano i prossimi giorni, una prospettiva sembra inevitabile: a febbraio i prezzi dei mutui a tasso fisso saliranno un po’. A questo scenario, gli istituti di credito, lungi dal fare blocco e adottare strategie simili, stanno reagendo nei modi più disparati. Sono diverse, però, le banche che stanno sacrificando punti di spread e margine per compensare l’aumento del costo del denaro, al fine di mantenere i tassi bassi per continuare a lavorare verso i propri obiettivi di erogato.

Banche mutuo: le novità e le migliori offerte del momento

Crédit Agricole, Credem e Banca Sella sono le banche che hanno rimaneggiato lo spread per tamponare l’aumento dell’IRS:

  • Crédit Agricole ha tagliato fino a 26 punti base sullo spread dei mutui acquisto, fino a 31 sulle surroghe e da 9 a 27 punti base sui mutui con Garanzia Consap.
  • Credem ha ridotto lo spread per i mutui acquisto e le surroghe fino a 25 punti base. Riduzione più contenuta sulle surroghe se si tratta di immobili green, fino a 17 punti base;
  • Banca Sella ha tagliato i tassi fissi fino a 15 punti base;

In controtendenza, troviamo BNL, che aumenta lo spread sui tassi fissi di 20 punti base.

Di seguito, diamo un’occhiata alle migliori offerte del mese, ordinate per TAEG.

Migliori mutui a tasso fisso per l’acquisto

Preventivo Mutuo € 140.000 a Tasso Fisso, 30 Anni, Acquisto Prima Casa

Banca

Rata

TAN

TAEG

Banco di Sardegna

€ 549,54

2,45%

2,65%

Webank.it

€ 561,21

2,61%

2,69%

Banco BPM

€ 553,90

2,51%

2,72%

Migliori mutui surroga

Preventivo Mutuo € 100.000 a Tasso Fisso, 20 Anni, Surroga

Banca

Rata

TAN

TAEG

Crédit Agricole

€ 543,65

2,78%

2,95%

Intesa Sanpaolo

€ 547,12

2,85%

3,04%

CheBanca!

€ 556,60

3,04%

3,17%

Migliori mutui acquisto per immobili green

Preventivo Mutuo € 140.000 a Tasso Fisso, 30 Anni, Acquisto Prima Casa, Immobile ad alta efficienza energetica

Banca

Rata

TAN

TAEG

Webank.it

€ 546,64

2,41%

2,48%

Banco BPM

€ 539,44

2,31%

2,52%

Crédit Agricole

€ 545,20

2,39%

2,53%

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