Lo straordinario 2020 dei mutui

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Lo straordinario 2020 dei mutui

Gli italiani tengono molto alla casa. L’abitazione di proprietà è un’ambizione di molti e costituisce una delle poche certezze indispensabili, di fronte a un futuro incerto e a un mercato del lavoro instabile. D'altronde  chi non l’ha mai desiderata? Ma l’acquisto di una casa comporta quasi sempre una spesa di non poco conto.

E se non si possiede una liquidità tale da potersi permettere un immobile su due piedi, si può sempre richiedere un mutuo. A meno che non si disponga di enormi risorse finanziarie, è praticamente d’obbligo accendere un finanziamento. Nell'acquisto di un immobile, che sia il primo o meno, la stragrande maggioranza degli italiani si affida alla formula sempreverde del mutuo.

Il mutuo è uno dei contratti più diffusi in assoluto per coronare il “sogno”: con il mutuo, infatti, si ottiene la liquidità di cui normalmente non si dispone e con cui si può coprire anche fino all'intero valore del bene che viene posto a garanzia del prestito. Anche se non sono tanti come in passato di giovani che si sposano e che vogliono costruire una famiglia, comprando una casa, ce ne sono ancora comunque. Il principale ostacolo che deve essere superato è prettamente economico e si può risolvere proprio con un mutuo.

La crisi economica e lavorativa italiana obbliga i giovani alla ricerca del massimo risparmio, soprattutto nelle scelte che ruotano intorno alla casa. Gli under 35 che aspirano ad acquistare la loro prima abitazione necessitano del miglior mutuo a condizioni agevolate, con rate basse e piano di rimborso flessibile.

Senza ombra di dubbio, anche per i giovanissimi è davvero un momento eccezionale per accendere un mutuo con la consapevolezza che le condizioni attuali sono veramente singolari. Da diversi mesi i finanziamenti per la casa ci regalano notizie più che rassicuranti. E’ sicuramente complice una periodo più che favorevole, iniziato da quella fine del 2019 da cui abbiamo ereditato un costo del denaro basso, il protrarsi del quantative easing e parametri Euribor e Irs molto bassi, rivivendo nel 2020 questo scenario di convenienza assoluta di tassi stracciati, valida non solo quest’anno, ma presumibilmente anche negli anni a venire.

Dunque anche il 2020 è iniziato con il piede giusto e sarà segnato dall'era d’oro dei tassi nella loro inarrestabile corsa al ribasso. Chi dovesse decidere di stipulare un mutuo per acquistare casa nei prossimi tempi, può stare tranquillo. E a inizio febbraio c’è già quasi aria di primavera e di una ritrovata prosperità per i mutui che continuano a sorprenderci, “sfidando” le leggi del mercato e stimolando i potenziali mutuatari a cavalcare questa ondata straordinaria di ripresa del settore. I numeri dovrebbero continuare progressivamente a crescere e non si dovrebbe verificare un’inversione improvvisa di marcia.

Fra le banche si sta scatenando la “guerra” a chi offre ai mutuatari le condizioni migliori, limando i tassi, scaldando i motori della competizione, proponendo offerte molto interessanti, che si tratti di acquisto prima casa o di ristrutturazione, sia in caso di mutuo ex novo che di surroga di un finanziamento già in corso.

La surroga della surroga sta diventando una moda, perché i mini tassi hanno rimesso in gioco questa operazione rendendo di nuovo appetibile l’opportunità della surroga anche per chi aveva fatto un mutuo di recente, un paio d’anni fa o anche nell'ultimo anno. Si può rottamare il vecchio mutuo arrivando a risparmiare anche un punto percentuale.

Ora c’è da chiedersi: le prospettive dei prossimi mesi dove conducono? Al tasso variabile o al fisso? Qual è il più conveniente?

Entrambi i tassi si attesteranno a livelli bassi per l’anno in corso e molto probabilmente la situazione resterà invariata anche per i prossimi anni. Da questa conclusione, possiamo affermare che i possessori di un mutuo a tasso variabile possono essere sollevati: l’andamento dei tassi viene collocato ancora ai minimi storici dell’Euribor negativo su tutte le scadenze, fermo a -0,464 (mensile) e – 0,395 (trimestrale).

E sul fronte tasso fisso? Da inizio anno gli indici Eurirs, sulla base dei quali si calcolano le rate dei mutui a tasso fisso, tanto per i nuovi quanto per le surroghe, sono scesi di circa 30 punti base. Vale a dire che chi oggi va in banca per stipulare un nuovo mutuo a tasso fisso, o chiede un preventivo di surroga, si trova dinanzi a delle condizioni decisamente favorevoli, anche rispetto a fine 2019.

Oltre ai vantaggi offerti dai bassi tassi di interesse, l’anno si apre in positivo anche in termini di normativa: parliamo di una delle riforme introdotte dal decreto fiscale 2020, grazie al quale si può scongiurare la confisca dell’immobile.

Di cosa si tratta? Quando si rischia il pignoramento e la messa in asta dell’immobile, si può correre ai ripari rinegoziando il mutuo, nel caso in cui la casa coincida con la sede di residenza. Diciamo che questo decreto fiscale ha riacceso le speranze degli italiani con difficoltà di pagamento del mutuo, evitando il pignoramento della casa con la rinegoziazione del finanziamento in extremis. Sicuramente è una misura ‘salva-casa’ rivolta a coloro che non sono più riusciti a pagare le rate del mutuo: la legge consente in via eccezionale di rinegoziare il debito con la banca per i pignoramenti avviati tra il 1 gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

Occorre tuttavia possedere requisiti specifici da non sottovalutare: il richiedente deve aver acquistato la casa attraverso un prestito e deve risultare che sia la sua residenza; il creditore deve essere una banca, a cui necessariamente deve essere stato restituito almeno il 10% del finanziamento.

Inoltre, la domanda di rinegoziazione può essere presentata fino al 31 dicembre 2021 e la somma non deve oltrepassare i 250 mila euro. L’ammontare che il debitore restituirà con la rinegoziazione non può essere inferiore al debito totale residuo, maggiorato degli interessi. Una volta che parte l’iter, il saldo dovrà essere compiuto entro al massimo 30 anni. Il soggetto richiedente non può avere più di 80 anni.

Cosa succede se la domanda viene “bocciata”? Niente panico: il debitore può rivolgersi ai familiari fino al terzo grado di parentela, a cui vengono applicate le stesse condizioni: in caso la richiesta del parente venga accolta, questi diventa detentore dell’abitazione; il debitore conserva il diritto di viverci per cinque anni: trascorso questo termine, la casa torna ad essere di proprietà del debitore che è stato in grado di rendere il denaro prestato.

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