Mutui: che anno sarà il 2018?

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Mutui: che anno sarà il 2018?

L’altro lato della medaglia dell’acquisto casa è sempre il mutuo. Nel corso degli ultimi due anni, è stato in costante aumento il ricorso al mutuo, grazie anche al fatto che numerose banche hanno ricominciato a proporre ai loro clienti condizioni contrattuali particolarmente interessanti e a concedere la possibilità di ottenere un finanziamento. 

La scelta del mutuo è può agitare il sonno dei risparmiatori, perché è un contratto che dura 20 / 30 anni: e poi ci vogliono mesi e mesi per scegliere la casa e insieme all'ulteriore impegno di decidere con quale banca indebitarsi e come farlo. 

Ma sono molti anche i clienti italiani che hanno intrapreso l’abitudine di confrontare tra loro le proposte dei diversi istituti di credito.

Nel corso del 2016 e del 2017, gli italiani hanno preferito i mutui a tasso fisso. Del resto, ad oggi i tassi di interesse sono bassissimi. Accendere un contratto di questo genere con un tasso così basso è un’occasione da non perdere, perché permette di mantenerlo anche in futuro, nonostante si avverta nell'aria una crescita dei tassi nel corso dei prossimi anni. 

Solo un 25-30% di italiani preferisce il tasso variabile; ad oggi si tratta di mutui con tassi intorno al 1-1,5% di interesse, ma la variabilità di questo tasso lo può far balzare verso l’alto in ogni momento. Visto che i prestiti di una certa consistenza hanno un periodo di ammortamento in genere superiore ai 10 anni, molti tendono a preferire il tasso fisso, perché ci mette al riparo dai possibili scossoni dei prossimi anni.

Il trend dei mutui è certo in risalita in termini di valori assoluti e di numero di prestiti ipotecari, com’è naturale, con la ripresa del mercato abitativo. Ma per ora questa ripresa è evidenziata dal numero delle compravendite abitative, che dalle 800 mila del 2006 erano precipitate a meno di 400 mila del 2013 e dall’anno successivo segnano una ripresa sempre più marcata (450 mila nel 2016). 

I valori immobiliari, infatti, anche se il dato è molto diversificato a seconda della tipologia e delle zone, restano congelati a livelli lontani da quelli pre-crisi. 

Ora la grande domanda che ci si pone a chiusura del 2017, è che anno sarà il 2018 se si decide di stipulare un mutuo, quali tassi offrirà l’offerta dei mutui. Si ripropone anche il classico dilemma tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile.

Il mutuo gioca un ruolo centrale, soprattutto ora che si trovano tassi con spread ai minimi storici. 

Le banche continuano a spingere nell’erogare mutui a tasso fisso, offrendo spread molto bassi anche sotto lo 0,5% rispetto a quello del tasso variabile dove gli spread sono più alti e oscillano intorno all’1%.

L’indice Euribor, legato al tasso variabile, continua a essere negativo a -0,3 mentre l’Eurirs, legato al fisso, è in risalita, perché nel prossimo anno la BCE probabilmente inizierà a ridurre gli stimoli monetari e questo fa alzare il costo del denaro nel lungo periodo rappresentato dai tassi Eurirs.

Oggi i migliori mutui a tasso fisso sono intorno all’1,8%, mentre i migliori mutui a tasso variabile sono sotto l’1%. Nella scelta del tasso variabile è indispensabile fare delle considerazioni a lungo termine: il tasso infatti non viene bloccato al momento della stipula del contratto perciò bisogna avere ben chiaro che si potrà andare incontro ad eventuali oscillazioni al rialzo che comporteranno un aumento della rata da pagare alla banca stessa. 

Si tratta di una scelta più rischiosa rispetto al tasso fisso ma che, almeno nella fase iniziale, risulta essere più conveniente e addirittura può accadere che in particolari condizioni di mercato, proprio come sta accadendo oggi, la scelta del mutuo variabile porti ad una ulteriore diminuzione della rata rispetto a quanto preventivato in fase di stipula del mutuo.

Sono precauzioni impostanti per chi nel 2018 si appresta a stipulare un mutuo, dove è fondamentale valutare anche la durata del mutuo, oltre che al valore del mutuo in relazione al valore dell’immobile.

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