Mutui e Coronavirus, ecco i primi effetti

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Mutui e Coronavirus, ecco i primi effetti

La meta più importante per le famiglie italiane, compresi i nuclei rappresentati da una sola persona, i single, è la casa di proprietà. La rinnovata “passione” per il mattone non è casuale: dal secondo semestre del 2019, le condizioni vantaggiose, che hanno determinato il costo più basso nella storia dei mutui, hanno contribuito a creare un humus estremamente favorevole per la stipula di un mutuo.

Anche il 2020 è partito bene con una vera e propria escalation in termini di richieste di nuovi mutui e surroghe.

Ebbene, si tratta di una china in rapida discesa, senza decelerazioni a prima vista. Mese dopo mese, i tassi dei mutui si sono drasticamente ridotti, mentre le banche hanno ingaggiato una vera e propria sfida a chi offre l’interesse più basso.

Il risultato conclamato è che il delta fra il mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile si è ristretto a tal punto da quasi annullare il divario tra le due tipologie di finanziamento.

Ora come si sa il nostro Paese è chiamato a gestire con grande impegno l’emergenza del Coronavirus. In attesa di altri sviluppi, fino ad oggi l’impennata di informazioni sul contagio ha generato conseguenze finanziarie anche notevoli.

Sorge spontanea una domanda. Qual è il legame fra Coronavirus e mutui?

Già ci si chiede cosa succederà ai finanziamenti per la casa. E’ presto detto: se l’attenzione sul tema è molto alta, i tassi sui mutui invece continuano a scendere in picchiata. E’ proprio così: il Coronavirus abbatte i tassi dei mutui.

Veniamo ai dati. C’è stato un impatto significativo sull'andamento degli indici Eurirs. Di fatto, l’indice si ripresenta in grande spolvero sui livelli registrati ad Agosto. L’effetto lampante è, come detto, che diventa veramente marginale la forbice di costo tra i mutui fissi, legati inscindibilmente all’Eurirs, e i finanziamenti variabili, che si aprono con un tasso iniziale più basso.

In particolare, negli ultimi giorni di febbraio, i due indici sono tornati a calare sensibilmente, toccando record contrassegnati da segno negativo. L’Euribor a 1 mese è arrivato a -0,488%, quando a inizio mese si attestava sul -0,455%. Il tasso Eurirs a 10 anni è al -0,16%, quando era a -0,03% a inizio mese.

E non è tutto. Se allo stato attuale il tasso principale della BCE è pari allo 0,00%, in caso di diffusione della pandemia, la Banca centrale europea lascia intendere che potrebbe ragionevolmente valutare un taglio dei tassi di interesse a supporto di un’economia già fragile e che inevitabilmente attraverserà una fase di ben più grave difficoltà.

Dunque ad una prima analisi, l’emergenza Coronavirus in Italia paradossalmente potrebbe dare un’ulteriore spinta al mercato dei mutui, più leggeri per tutti. Con uno scenario di questo tipo chiedere e aprire un mutuo potrebbe essere un grande affare.

L’andamento al ribasso dell’Irs ha un impatto decisivo sul budget di chi sta per accendere un nuovo mutuo a tasso fisso, o ne sta rimborsando uno ma sta considerando la surroga, cioè il trasloco verso un altro istituto a condizioni migliori.

Questo in pratica significa che i fan del fisso potranno accaparrarsi condizioni migliori in termini di importo delle rate da pagare, con scostamenti fino a 30 punti base rispetto a chi ha avuto accesso ad un prestito alla fine del 2019.

Anche i mutui a tasso variabile, in caso di una ulteriore sforbiciata della BCE, possono risultare una buona scelta per i nuovi mutuatari che hanno bisogno di risparmiare sulla rata del prestito. Per i titolari che hanno già acceso un mutuo a tasso variabile, nei mesi a venire potrebbero vedersi diminuire ulteriormente la rata del finanziamento se l'Euribor seguita a scendere.

Nell'insieme si può affermare che in Italia il prospettiva dei mutui resta più che appetibile. Ma quanto pesano anche i fattori psicologici in questo periodo? Sicuramente contano.

E’ cosa tutt'altro che semplice fare previsioni certe su come evolverà la situazione nelle prossime settimane. A dispetto di tassi dei mutui vantaggiosi, la preoccupazione e il senso di precarietà che sta dilagando potrebbe limitare le richieste da parte di tanti risparmiatori che, pur desiderando comprare casa, rimanderanno in attesa di tempi migliori, lasciandosi sfuggire un’apprezzabile possibilità di risparmio.

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