A fine 2025 il mercato tiene, ma per accedere al mutuo serve sapere come muoversi

dati omi mercato immobiliare

Il mercato immobiliare italiano chiude il 2025 in sostanziale tenuta. Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel quarto trimestre 2025 le compravendite di abitazioni hanno sfiorato le 219mila unità, segnando un +0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. La domanda c’è, e in molte aree del paese – Nord Ovest, Centro, Isole – è addirittura in crescita. Non è un mercato in ebollizione, ma è un mercato vivo.

Eppure molte persone, soprattutto giovani alla ricerca della prima casa, faticano a trasformare l’intenzione di acquisto in un rogito. Non perché il mercato sia chiuso, ma perché il percorso per accedervi è diventato più stretto – e meno intuitivo di quanto si pensi.

Il vero ostacolo non sono (solo) i tassi

È facile guardare al tasso di interesse come al principale nemico del mutuo. E in effetti il tasso medio applicato alla prima rata ha raggiunto il 3,51% nel IV trimestre 2025, in crescita rispetto ai trimestri precedenti. Ma il tasso è solo una parte del quadro.

L’elemento che più spesso determina se un mutuo si ottiene – e per quale importo – è il rapporto rata/reddito, ovvero la percentuale del reddito netto mensile che la banca è disposta ad accettare come rata massima sostenibile. E qui entra in gioco una distinzione che molti sottovalutano: le banche applicano soglie diverse a seconda che si tratti di tasso fisso o variabile.

Per il tasso fisso, molti istituti accettano rate fino al 40% del reddito netto. Per il variabile, la soglia scende generalmente al 30-35%, per via della maggiore volatilità futura del tasso. Questa differenza, apparentemente tecnica, ha conseguenze concrete e immediate: con lo stesso reddito, lo stesso immobile e lo stesso anticipo, il tasso fisso consente spesso di accedere a un importo finanziabile più alto.

Il caso dei giovani under 36: quando la scelta è quasi obbligata

Per una giovane coppia con un reddito netto complessivo di circa 2.800 euro al mese – un profilo molto comune tra chi si avvicina per la prima volta al credito immobiliare – i margini si restringono ulteriormente. Se si aggiunge la necessità di ricorrere a un LTV elevato, cioè finanziare una quota alta del valore dell’immobile, il quadro diventa ancora più selettivo.

Nel caso dei mutui garantiti dal Fondo Prima Casa Consap al 100%, lo strumento pensato proprio per chi non dispone di un anticipo significativo, l’importo massimo finanziabile è fissato per legge a 250.000 euro. Raggiungere quel tetto, per il profilo descritto, è possibile – ma solo con le migliori offerte a tasso fisso attualmente disponibili. Le opzioni a tasso variabile che rispettino i criteri di sostenibilità non risultano accessibili per questo profilo.

Non è che il mutuo non si possa fare, va però costruito nel modo giusto – e il contesto, per chi sa leggerlo, sta offrendo qualche spiraglio in più di quanto sembri.

La marea potrebbe stare girando

I dati OMI fotografano un mercato in cui, nell’ultimo trimestre del 2025, chi aveva bisogno di un mutuo ha fatto più fatica. La quota di acquisti finanziati con credito ipotecario è tornata sotto il 45% dopo tre trimestri di crescita: un segnale che una parte degli acquirenti potenziali si è trovata ai margini, mentre il mercato si concentrava progressivamente su chi poteva contare su liquidità propria (o familiare) o su redditi sufficienti a sostenere rate più onerose.

Non è un crollo, ma è una pressione reale – e ha pesato in modo particolare sui profili più giovani, quelli con meno capitale iniziale e più dipendenti dall’accesso al credito.

Detto questo, il quadro non è immobile. L’IRS – l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso – si è mosso nelle ultime settimane in direzione opposta a quella che ci si potrebbe aspettare: invece di salire, è sceso, portandosi attorno al 3%. Se la tendenza regge, gli effetti si trasferiranno direttamente sui mutui a tasso fisso, specie quelli che costruiscono il tasso incorporando IRS più spread. Inoltre, gli istituti di credito non si sono tirati indietro di fronte alla classica sfida primaverile, a caccia dell’offerta più competitiva: grazie alle promo, oggi un mutuo costa nettamente meno che negli ultimi mesi. Ne abbiamo parlato in dettaglio nel nostro aggiornamento di marzo – vale la pena leggerlo se stai valutando un mutuo in questo periodo.

Non è un segnale di inversione definitiva, ma è un segnale. E in un mercato come quello attuale, dove le finestre di opportunità si aprono e si chiudono rapidamente, riconoscerle in anticipo fa differenza.

Come orientarsi

Il mercato c’è, gli strumenti ci sono, e le condizioni stanno migliorando. Quello che fa la differenza, in un contesto come questo, è la capacità di confrontare le offerte disponibili in modo rapido e preciso – perché tra un istituto e l’altro, su profili come quello dei giovani acquirenti, le differenze non sono marginali.

Usa il nostro comparatore per trovare il mutuo più adatto al tuo profilo, in tempo reale.

Condividi
Cerca il tuo Mutuo

Trova il tuo Mutuo

25 anni

icona notizie
I più letti

icona notizie
Rassegne stampa

logo sito