Il variabile vince (ma fa ancora paura)
IL VARIABILE VINCE (MA FA ANCORA PAURA)
GLI UNDER 35 SPINGONO LE COMPRAVENDITE
di Gino Pagliuca – L’Economia del Corriere della Sera (16 febbraio 2026)
Chi cerca un mutuo non si fida troppo delle previsioni sull’andamento del costo del denaro. Secondo lo scenario delineato dai forecast sull’Euribor, chi dovesse avviare oggi un finanziamento a tasso variabile per l’acquisto della casa potrebbe contare su una rata più bassa di quella con cui partirebbe se scegliesse il fisso, almeno fino al 2030. Eppure l’indicizzato viene scelto da meno del 10% dei potenziali debitori. D’altra parte, ancora troppo fresco è il ricordo di che cosa è successo con lo scoppio della guerra in Ucraina e l’innalzamento dei tassi che ne è seguito.
Il gap tra i parametri benchmark, Euribor tre mesi per il variabile e Eurirs 20 anni per il fisso, si aggira attualmente sui 120 centesimi, forbice che si riduce a circa 80 se si confrontano i tassi «finiti» dei finanziamenti, perché le banche praticano uno spread minore sui fissi.
I numeri
Prendendo come riferimento un mutuo da 200 mila euro per l’acquisto di una casa da 250 mila, il tasso fisso si posiziona a 1.181 euro al mese per il ventennale, mentre il variabile consente di risparmiare 92 euro. A 25 anni la differenza sale a 95 euro (1.023 contro 928) e a trent’anni si attesta a 110 euro.
Il gap tra variabili e fissi si è ampliato molto a partire dall’autunno. L’Eurirs a 20 anni ha toccato il 3,3% a gennaio 2026, anche se ora l’indice è in lieve ripiegamento. Lo scorso anno le richieste di nuovi mutui e surroghe sono cresciute del 12%.
Le tendenze
A contribuire c’è stata una politica più espansiva delle banche: quando è più facile ottenere il finanziamento, l’alternativa della locazione ha poco appeal, dato che i canoni sono oggi più cari delle rate.
«L’aumento delle transazioni dei primi nove mesi del 2025 è strettamente legato alla maggiore convenienza del tasso fisso — dice Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it. Sono infatti aumentate sia le transazioni effettuate con ricorso al finanziamento, sia le operazioni riguardanti l’acquisto della prima casa».
La società ha reso noto l’ultimo aggiornamento della «Bussola Mutui», elaborata in collaborazione con la centrale rischi Crif. L’impatto dell’aumento dell’Eurirs si è registrato in particolare sulle surroghe, che nel canale online sono scese al 22% delle domande a fronte del 38% dell’anno precedente.
Young and green
Significativo l’aumento delle domande da parte di potenziali acquirenti fino a 35 anni: a fine 2024 erano il 28% del totale, ora sono passati al 34%, grazie alla possibilità di ricorrere alla garanzia pubblica del fondo Consap. Il reddito dei richiedenti è in netta discesa: quelli con entrate superiori a duemila euro sono il 43% del totale, mentre a metà 2025 rappresentavano la metà dei potenziali debitori.
Infine, i prezzi delle abitazioni in classe energetica A e B mostrano un valore medio superiore rispetto a tutte le altre classi, con uno scostamento tendenziale di 500 euro per metro quadro. «La “Direttiva case green” potrebbe avere impatti rilevanti sul mercato del credito immobiliare», afferma Stefano Magnolfi di Crif Real Estate Services.
Fonte: Elaborazione dati L’Economia del Corriere della Sera / MutuiSupermarket.it / Crif