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Crisi e giro di vite del credito. Crollano i mutui: -53%

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Crisi e giro di vite del credito. Crollano i mutui: -53%
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Corriere Della Sera

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Il mercato del mattone resta bloccato anche quest’anno nelle maglie della crisi economica. A distanza di un anno la richiesta di mutui è crollata del 42% a livello nazionale e del 39 in Lombardia. Dati allarmanti che si legano alle difficoltà di accesso al credito per chi la casa la vorrebbe comprare, ma non ha i requisiti per farlo. Nel bresciano, per esempio, la percentuale dei mutui erogati ha registrato un brusco calo (-53%) e pure l’importo medio del prestito è diminuito del 7 per cento. Un trend locale che rispecchia quello regionale, secondo i dati forniti da Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato Crif e MutuiSupermarket.it che fotografa le tendenze in atto nel mercato immobiliare.

In Lombardia, nell’ultimo trimestre del 2012, tre persone su quattro che si rivolgono alle banche stanno cercando la loro prima casa. A farla da padrone, nonostante la fluttuazione del mercato azionario, sono i mutui a tasso variabile (85%) con una durata tra i 20 e i 30 anni. È quasi ormai scomparsa la formula del finanziamento bancario che copre per intero il valore dell’immobile e il solo lavoro non è sufficiente per ottenere un mutuo. Se in Lombardia chi chiede un mutuo compreso tra 100 e 150 mila euro è il 44%, a livello nazionale il dato sale al 63. «Non si prevedono a breve particolari evoluzioni per il mercato dei mutui — commenta Stefano Rossini, Amministratore Delegato e Fondatore di MutuiSupermarket.it — L’atteggiamento di massima prudenza adottato dalle banche negli scorsi mesi» è la conseguenza della scarsa liquidità e del «crescente costo del rischio. E continuerà probabilmente ad essere il leitmotiv principale anche in questa nuova fase di mercato post-elezioni». Intanto, crescono gli over 55 che richiedono un mutuo: il 16% in Lombardia, il 18 a livello nazionale. Ma a pesare sull’accesso ai finanziamenti bancari è il guadagno mensile. Tra chi richiede un mutuo, in Lombardia, il 32% percepisce uno stipendio netto tra i 1.500 e i 2.000 euro: era il 21% all’inizio del 2012. Si contrae invece la percentuale di chi guadagna tra i mille e i 1.500 euro netti: questa fascia di popolazione ha meno possibilità di ottenere un mutuo, scendendo dal 42% al 29%. Ci sono poi i cittadini di origine straniera che si rivolgono alle banche. A livello nazionale, nel 2012, la loro domanda di mutui rappresenta l’8 per cento.

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