Mutui giovani e le novità di febbraio

Mutui giovani e le novità di febbraio
  • Tassi fissi in contrazione nonostante l’aumento del tasso BCE
  • La domanda si polarizza sui mutui a tasso fisso, 94% delle richieste
  • Il risveglio della surroga da tasso variabile a fisso

Anche per il mese di febbraio le banche hanno introdotto delle novità importanti riguardanti le offerte di mutuo per i più giovani. Nonostante il recente aumento del costo del denaro da parte della BCE, gli indici IRS che determinano il costo dei mutui a tasso fisso rimangono stabili sui livelli di gennaio. A febbraio diversi istituti hanno ridotto il costo dei propri mutui a tasso fisso.

La manovra più impattante è stata formalizzata da Intesa Sanpaolo che ha ridotto parecchio i tassi applicati ai mutui per i giovani under-36 e ha lanciato un’offerta di mutuo con durata lunghissima, fino a 40 anni, al tasso promozionale del 3,10%. Questa manovra mira a favorire i mutuatari under 36 che, in questo modo, possono ottenere un mutuo a tasso fisso e che presenti una rata sostenibile nel tempo.
In particolare, per il mese di febbraio Intesa Sanpaolo ha introdotto le seguenti novità:

  • mutui a tasso fisso con garanzia Consap che prevedono dei tassi ridotti di 15 punti base;
  • mutui per richiedenti over 36 che prevedono tassi fissi ridotti di 15 punti base;
  • mutui per richiedenti under 36 che non usufruiscono della garanzia Consap. In questo caso sono previsti dei tassi fissi ridotti di 55 punti base per i mutui dalla durata fino a 30 anni e tassi fissi ridotti fino a 100 punti base per mutui dalla durata fino a 40 anni.

Inoltre, anche altri istituiti bancari hanno presentato le novità riguardanti il mese di febbraio:

  • Banco BPM e Webank hanno aumentato lo spread dei mutui a tasso fisso da 10 a 30 punti base.
  • Banca Popolare Pugliese ha aumentato i tassi fissi da 10 a 20 punti base.
  • Banca Sella ha ridotto i tassi fissi fino a 30 punti base.
  • BNL ha ridotto i tassi fissi fino a 15 punti base
  • BPER Banca ha ridotto i tassi fissi da 20 a 40 punti base.

Anche nel mese di febbraio 2023 il gap tra mutui a tasso variabile e tasso fisso ha continuato la sua contrazione, assestandosi sui 30/40 punti base. Questo divario è destinato a una ulteriore riduzione, poiché si prevede una salita dell’Euribor verso il 3%.

L’aumento di questo valore è causato dall’aumento del costo del denaro imposto dalla Banca Centrale Europea, mentre l’IRS rimane stabile sui livelli di gennaio, attestandosi sul 2,63%. Se il gap tra mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso dovesse continuare a contrarsi ulteriormente, potrebbe verificarsi una situazione paradossale per la quale i mutui a tasso fisso diventeranno più economici di quelli con tasso variabile.

Già attualmente, la contrazione del gap tra mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile ha comportato un nuovo aumento della domanda per i mutui a tasso fisso. A febbraio 2023, la richiesta di mutui a tasso fisso è stata preferita dal 94% degli utenti, valore in aumento del 44% rispetto al 50% di luglio 2022.
Contestualmente, si è verificata un’accelerazione della domanda di mutui con finalità di surroga che, già nei primi giorni di febbraio, ha rappresentato il 44% delle richieste, anche a causa della decisione della Banca Centrale Europea circa l’aumento del costo del denaro.

Analizzando la curva dei Futures sull’Euribor 3 mesi, cioè le aspettative sull’Euribor per i successivi 5 anni, il mercato prevede un aumento di 50 punti base a partire dal prossimo mese, previsione già annunciata dalla Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde. Nel periodo estivo è previsto un ulteriore aumento di 50 punti base.

A partire dalla metà del prossimo anno il costo del denaro dovrebbe scendere dall’attuale 3% per arrivare al di sotto del 3% entro la fine del 2025, per poi scendere gradualmente verso il 2,5% nell’anno successivo.

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