A dieci anni dalla surroga cosa c'è da fare

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Plus 24 - IlSole24Ore

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A cosa serve l'educazione finanziaria? I lettori di Plus24 lo sanno già. Tra i pochi argomenti che rendono il portafoglio di un risparmiatore educato migliore di un risparmiatore maleducato ci sono i costi. Facciamo due conti, grazie al decennale della legge Bersani che ha reso agevole la surroga: meno vincoli hanno portato a maggiore concorrenza e le banche a proporre mutui meno onerosi. Il confronto a 10 anni è clamoroso, ma anche su tempi più brevi il risparmiatore educato ottiene grandi benefici.

Un'elaborazione di Mutuisupermarket calcola che un mutuo di 120mila euro finanziato nel 2010 a 30 anni con un tasso fisso del 4,74% (che all'epoca non era molto oneroso) potrebbe oggi essere surrogato con un analogo mutuo a tasso variabile all'1% con un risparmio della rata del 38%. Se stipulato dopo il risparmio sarebbe maggiore: del 42% se acceso nel 2011, del 46% nel 2012. La rata scenderebbe in questo caso da 721 euro a 386 euro al mese.

Ovviamente il minor onere non è dovuto solo alla legge Bersani ma anche al quantitative easing della Bce che ha schiacciato il costo del denaro. Ma chi non fa nulla per sostenere il proprio livello di competenza finanziaria non conosce né le cause né gli effetti e, se non obbligato, continuerebbe a pagare quasi la metà più di quanto potrebbe. Queste sono le scelte individuali. Osservando la dinamica nazionale appare evidente la gravità della maleducazione finanziaria degli italiani: secondo la Consob lo strumento finanziario con cui ha maggiore familiarità il 63% dei risparmiatori italiani sono i titoli di Stato (quota che sale al 67% degli investitori), seguiti a breve distanza dalle obbligazioni bancarie.

Sarebbe lecito immaginare una certa competenza sul funzionamento di prezzo e cedola: invece solo l'11% conosce la relazione tra i due fattori che determinano la natura dei bond. Una overconfidence perniciosa, aggravata dal fatto che il 77% del campione non sa fornire risposte adeguate sui rendimenti negativi delle obbligazioni e non sa decidere se investirvi o meno. BoT e BTp, gli strumenti più diffusi, sono anche quelli meno compresi. Il che ricorda la necessità di aumentare la diversificazione: non mettete tutte le uova nello stesso paniere. L'indagine Consob riferisce che se ne ricorda solo l'11% degli investitori.

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