Il mercato immobiliare tiene nel primo trimestre 2026: compravendite in crescita, mutui più cari

Nel primo trimestre del 2026 il mercato residenziale italiano conferma una buona tenuta: quasi 180.000 abitazioni compravendute, con una crescita tendenziale del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è positivo in tutte le aree geografiche del paese, con Nord Ovest e Sud che guidano entrambi a +5,1%, e si distribuisce in modo simile tra comuni capoluogo (+4,1%) e non capoluogo (+4,6%).
Vale la pena contestualizzare questo risultato. La crescita dell’erogato riflette in buona parte una domanda generata nei trimestri precedenti: tra la richiesta di un mutuo e il rogito passano mediamente diversi mesi di istruttoria, perizie e iter notarile. La domanda di nuovi mutui nel primo trimestre 2026 ha invece registrato una contrazione, come riportato dall’ultima edizione della Bussola Mutui CRIF–MutuiSupermarket.it: uno sguardo rivolto in avanti. I dati OMI di oggi fotografano invece il risultato di una pipeline avviata prima del definirsi dello scenario fotografato dai dati della Bussola.
Il credito cresce, ma costa di più
La quota di acquisti assistiti da mutuo ipotecario sale al 47,8% nel Q1 2026, in aumento rispetto al 45% del trimestre precedente. In termini assoluti, gli acquisti di persone fisiche con mutuo sono stati circa 81.000, per un capitale complessivo finanziato che supera gli 11 miliardi di euro – oltre 1,1 miliardi in più rispetto allo stesso trimestre del 2025, pari a una crescita di circa l’11%.
Il rovescio della medaglia è il costo. Il tasso di interesse medio applicato alla prima rata del mutuo raggiunge nel Q1 2026 il 3,6%, undici punti base in più rispetto al trimestre precedente e in crescita continua lungo tutto il 2025. Chi accende un mutuo oggi paga sensibilmente di più rispetto a chi lo ha fatto dodici o diciotto mesi fa.
Importi in salita: la conferma di un trend già noto
La crescita del capitale erogato – più rapida rispetto a quella dei volumi di compravendita – si spiega in parte con l’aumento dei prezzi delle abitazioni. Secondo i dati ISTAT elaborati per l’OMI, nel quarto trimestre del 2025 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 4,1% su base annua, con la componente delle abitazioni esistenti che segna addirittura un +5,2%. È una traiettoria coerente con quanto già emerso nel rapporto immobiliare OMI 2025, che aveva certificato per l’intero anno una crescita dei prezzi del +4% – quasi il doppio rispetto all’incremento del reddito disponibile medio delle famiglie italiane.
Il risultato pratico è che comprare casa richiede oggi un mutuo mediamente più alto, indipendentemente dal numero di transazioni. Un dato che si riflette puntualmente anche nell’importo medio richiesto sul canale online, salito nel Q1 2026 al valore più alto degli ultimi dieci anni.
Nuove costruzioni: più vendite, prezzi in calo
Un dato che merita attenzione separata è quello sulle abitazioni di nuova costruzione. Nel Q1 2026 le compravendite di abitazioni nuove crescono del 14,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025 – un tasso più che triplo rispetto alla crescita complessiva del mercato. Eppure i prezzi delle abitazioni nuove, secondo l’ISTAT, registrano nello stesso periodo un marcato rallentamento, scendendo al -1,2% dopo il +1,3% del trimestre precedente.
I due dati non si contraddicono necessariamente: un aumento dei volumi venduti accompagnato da prezzi in discesa può riflettere un riposizionamento competitivo dei costruttori – più disponibilità a trattare o a offrire condizioni migliorative per smaltire l’invenduto – oppure un mix di vendite spostato verso segmenti di prezzo più accessibili. In ogni caso è un segnale da monitorare, in controtendenza rispetto al mercato dell’usato che continua invece a segnare aumenti sostenuti.
Le grandi città: Torino in testa, Firenze ancora negativa
Tra le otto principali città italiane le compravendite crescono complessivamente del 6,1%, leggermente sopra la media nazionale. Torino registra l’incremento più elevato con +9,2%, seguita da Genova a +8,7% e Milano a +7,1%. Roma cresce del 5,1%, Napoli del 5,3%, Palermo del 6,6%.
Firenze rimane l’unica grande città in territorio negativo, con una flessione del 2,9% – confermando la tendenza già emersa nei trimestri precedenti. Con un valore medio delle abitazioni tra i più alti d’Italia e una domanda locale che fatica a reggere il confronto con i prezzi richiesti, il mercato fiorentino sembra aver raggiunto un punto di saturazione che i dati trimestrali continuano a certificare.