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BCE contro la deflazione: un'opportunità per i mutui a tasso variabile

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BCE contro la deflazione: un'opportunità per i mutui a tasso variabile

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Eurostat, l’istituto di statistica europeo, ha reso noto che a ottobre i prezzi al consumo nella Zona Euro sono cresciuti solo dello 0,7% su base annua. Un tasso di inflazione così basso non si registrava dal novembre 2009, ma con una grossa differenza: nell’autunno 2009 il trend dell’indice dei prezzi era in crescita e la politica fiscale dei governi europei fortemente espansiva. Nell’attuale contesto di debolezza del ciclo economico, associato a una politica di austerità fiscale, sembrano esserci tutte le premesse per un prolungato periodo di deflazione: di riduzione dei prezzi e conseguentemente degli investimenti e dei consumi.

Domani si riunirà il Consiglio Direttivo della BCE che dovrà decidere le linee guida di politica monetaria per il prossimo mese. Il Presidente Mario Draghi, negli scorsi mesi, ha più volte annunciato che i tassi di interesse non sarebbero aumentati ancora per un lungo periodo. Alla luce degli ultimi dati sull’andamento dei prezzi, molti grandi istituti di credito internazionali pensano che sia giunto il momento di un ulteriore taglio dei tassi. Ad oggi il tasso BCE è pari allo 0,5% e aumentano le aspettative di un taglio allo 0,25%. Secondo alcuni esperti non è escluso che la BCE lanci nuove misure straordinarie per iniettare liquidità nel sistema bancario europeo, come il LTRO: il Long Term Refinancing Operation che ha portato nelle casse delle banche europee mille miliardi di euro tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

Un eventuale taglio dei tassi non potrà che far piacere a tutti i mutuatari di mutui a tasso variabile. L’indice Euribor, che oggi si trova ai minimi storici, difficilmente diminuirà in maniera sensibile, tuttavia un taglio del tasso BCE allontanerebbe sensibilmente un aumento dell’indice Euribor, garantendo ancora a lungo tassi variabili molto bassi.

Un taglio dei tassi gioverebbe anche ai futuri mutuatari a tasso fisso: un taglio dei tassi provocherebbe certamente una riduzione dell’indice IRS (indice utilizzato dalle banche per la definizione del tasso da applicare ai mutui a tasso fisso) che avvantaggerebbe i prossimi sottoscrittori di mutui casa a tasso fisso. Un’iniezione straordinaria di liquidità porterebbe ulteriori benefici: riducendo il costo del denaro per le banche, queste ultime potrebbero ridurre lo spread richiesto sui nuovi mutui contribuendo alla ripresa del mercato italiano dei mutui casa.

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