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Mutui 2015: segnali incoraggianti da Assofin-Crif-Prometeia

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La 37ma edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia rivela un miglioramento per le erogazioni di mutui per l’acquisto della casa nei primi nove mesi del 2014: in termini di flussi, infatti, è stato registrato un aumento del 5,3% che lascia ben sperare per l’ultimo trimestre dell’anno ma soprattutto per il biennio 2015-2016. Lo studio indica nel miglioramento delle prospettive economiche dei mutuatari e nella ritrovata volontà delle banche di condere credito le due motivazioni principali alla base di tale evoluzione.

In particolare, in un contesto fortemente caratterizzato dalla competizione tra istituti con nuove promozioni e offerte flessibili, il dato più interessante continua a riguardare il tasso variabile: quest’ultimo, grazie anche al livello minimo raggiunto dall’Euribor nell’ultimo anno, si conferma la prima scelta (67% del totale erogato) da parte di coloro che fanno richiesta di mutuo, seguito dal tasso misto (20%) e dal tasso fisso (13%). La convenienza di un mutuo a tasso variabile, inoltre, è una delle chiavi del successo dei mutui di surroga: +208% dei flussi finanziati e un aumento dell’importo medio richiesto (circa 114.000 euro) consentono alla surroga di raggiungere una quota del 5,8% del totale delle erogazioni.

Lo studio, analizzando l’andamento della rischiosità del credito, mostra un tasso di default per i mutui immobiliari sostanzialmente stabile per gran parte dell’anno trascorso (1,9%) e prospetta un rafforzamento dei segnali di ripresa delle erogazioni anche per l’ultimo trimestre 2014: nonostante i mutui per l’acquisto della casa continuino a diminuire in termini di importo medio (119.000 euro), anche a causa della contrazione del valore degli immobili, il divario con la cifra richiesta mediamente da chi vuole surrogare il vecchio mutuo si riduce. Difatto, le operazioni effettuate nel 2014 con finalità surroga riguardano tipicamente mutui recenti – contratti negli ultimi due o tre anni – con una quota capitale quasi intatta rispetto all’inizio del periodo di ammortamento.

La ripresa del mercato italiano dei mutui, quindi, dovrebbe consolidarsi nel biennio 2015-2016, stando a quanto emerso dalle conclusioni dell’indagine: sebbene i ritmi di crescita siano ancora modesti rispetto ai livelli pre-crisi e l’incertezza sulle prospettive future limiti notevolmente la volontà di investire delle famiglie, il lento ma graduale miglioramento del ciclo economico e un’offerta ancor più favorevole da parte delle banche dovrebbero favorire le erogazioni di mutui nei prossimi anni.

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