Ristrutturare casa e bonus ristrutturazione 2026
Novità e vantaggi
- Superbonus 2026: tutto quello che c’è da sapere
- Bonus Ristrutturazione 50%: come funziona
- Altre agevolazioni: Ecobonus, Sismabonus, Bonus Mobili e Verde
- Mutui per ristrutturazione: quando e perché considerarli
Superbonus 2026: tutto quello che c’è da sapere
Il Superbonus, l’agevolazione straordinaria introdotta nel 2020 che ha consentito detrazioni fino al 110% per interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, ha cessato la sua operatività ordinaria il 31 dicembre 2025.
Dal 1° gennaio 2026 non è più possibile avviare nuovi interventi agevolati dal Superbonus, salvo un’unica eccezione: gli immobili situati nei comuni colpiti dagli eventi sismici nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria (sisma del 6 aprile 2009 e dal 24 agosto 2016 in poi), per i quali la Legge di Bilancio 2026 ha confermato la possibilità di accedere al Superbonus 110% esclusivamente nell’ambito di interventi di ricostruzione privata, e solo per i casi in cui è esercitata l’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura nei limiti ancora consentiti.
Per chi ha cantieri già avviati con spese sostenute negli anni precedenti e detrazioni da ripartire in 10 anni, le rate residue rimangono detraibili nelle dichiarazioni dei redditi future secondo le regole originarie.
Per chi sta pianificando una ristrutturazione oggi, i riferimenti sono il Bonus Ristrutturazione, l’Ecobonus e il Sismabonus, descritti nelle sezioni seguenti.
Altre agevolazioni: Ecobonus, Sismabonus, Bonus Mobili e Verde
Ecobonus (36%-50%)
Attenzione: la legge di Bilancio 2025 ha stabilito che l’agevolazione spetta anche per le spese sostenute negli anni 2025, 2026, 2027, escluse quelle per sostituire impianti di climatizzazione alimentati da caldaie uniche a combustibili fossili.
Cos’è: l’Ecobonus è una detrazione d’imposta concessa per interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Si applica sia all’IRPEF che all’IRES, ma per i titolari di reddito d’impresa solo su fabbricati strumentali.
A chi interessa: possono usufruirne i proprietari, usufruttuari, comodatari, inquilini, condomini, familiari conviventi e conviventi more uxorio.
Aliquote aggiornate:
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Spese sostenute nel 2025 e nel 2026:
detrazione 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale; -
Dal 2027 (salvo nuove proroghe):
è prevista una riduzione dell’aliquota al 30%, elevata al 36% per l’abitazione principale.
Ripartizione: Detrazione suddivisa in 10 rate annuali di pari importo.
Interventi ammessi:
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Acquisto e posa di infissi e finestre ad alta efficienza;
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Schermature solari;
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Caldaie a biomassa;
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Caldaie a condensazione in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti;
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Interventi su parti comuni condominiali con miglioramenti certificati, detrazione al 70%-75%;
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Se abbinati a lavori antisismici: detrazione all’80%-85%, fino a un tetto di spesa di 136.000 euro per unità.
Sconto in fattura e cessione del credito:
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Non più ammessi dal 17 febbraio 2023, salvo eccezioni previste dal DL 11/2023. Restano valide solo in casi residuali, come per enti pubblici o lavori già avviati con titoli abilitativi precedenti.
Sismabonus
Il Sismabonus è una detrazione fiscale pensata per incentivare gli interventi di riduzione del rischio sismico sugli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.
Aliquote 2025-2026 (confermate dalla Legge di Bilancio 2026):
- 50% per interventi sull’abitazione principale (proprietario o titolare di diritto reale di godimento)
- 36% per tutti gli altri immobili
Dal 2027 (salvo nuove proroghe): le aliquote scenderanno al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili.
Il limite massimo di spesa detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare.
Nota: fino al 2024 il Sismabonus prevedeva aliquote più alte (fino all’85%) legate al miglioramento della classe di rischio sismico, cumulabili con il Superbonus. Dal 2025 queste maggiorazioni non sono più in vigore e la struttura si è allineata a quella degli altri bonus edilizi.
Modalità di fruizione:
la detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura restano fortemente limitate e applicabili solo nei casi residuali previsti dalla normativa vigente.
Bonus Mobili 2026
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Detrazione: 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
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Tetto di spesa: 5.000 euro.
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Condizione: l’intervento di ristrutturazione deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. È necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella delle spese sostenute per i mobili/elettrodomestici.
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Beneficiari: chi effettua ristrutturazioni edilizie su singole unità immobiliari o su parti comuni condominiali (in questo caso solo per arredi delle parti comuni).
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Ripartizione della detrazione: in 10 quote annuali di pari importo.
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Mobili agevolabili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.
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Grandi elettrodomestici agevolabili: classe energetica non inferiore a:
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A per i forni;
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E per lavatrici, lavastoviglie, lavasciugatrici;
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F per frigoriferi e congelatori.
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Sono inclusi anche: costi di trasporto e montaggio, se pagati con bonifico, carta di credito o debito.
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Non sono agevolabili: tende, porte, pavimenti, altri complementi di arredo.
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Obbligo di pagamento tracciabile: bonifico, carta di credito/debito (no contanti, assegni ecc.). Se con finanziamento, deve essere documentato il pagamento del bene da parte della finanziaria.
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Documentazione da conservare: ricevute di pagamento, fatture o scontrini parlanti con indicazione di natura, qualità e quantità dei beni.
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Obbligo di comunicazione ENEA: per alcuni elettrodomestici (frigoriferi, forni, piani cottura, lavastoviglie, lavatrici ecc.). La mancata comunicazione non comporta la perdita del beneficio (Risoluzione n. 46/E del 2019).
Bonus Verde
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Aliquota: 36% per la sistemazione di giardini, terrazzi, impianti di irrigazione, coperture a verde.
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Tetto di spesa: 5.000 euro per unità immobiliare.
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Scadenza: è scaduto il 31 dicembre 2024. Non è stato rinnovato dalla Legge di Bilancio 2026.
Attenzione se il tuo reddito supera 75.000 euro
La Legge di Bilancio 2025 (art. 16-ter TUIR) ha introdotto un tetto complessivo alle spese detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Questa limitazione si applica anche alle detrazioni per ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 in poi.
Il meccanismo prevede un massimale di spese detraibili calcolato su un importo base:
- €14.000 per redditi tra €75.000 e €100.000
- €8.000 per redditi oltre €100.000
Questo importo viene poi moltiplicato per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Se la somma di tutte le tue detrazioni supera il tetto, alcune spese potrebbero non essere detraibili. Per ottimizzare, conviene dare priorità alle spese con aliquota di detrazione più alta. Per i calcoli specifici ti consigliamo di rivolgerti a un CAF o a un consulente fiscale.
Mutui per ristrutturazione: quando e perché considerarli
Ricorrere a un mutuo per ristrutturazione è spesso essenziale per finanziare progetti di ammodernamento, specialmente se le agevolazioni fiscali non coprono interamente le spese.
Caratteristiche di un mutuo per ristrutturazione
Un mutuo per ristrutturazione è simile a un mutuo di liquidità, ma destinato esclusivamente a lavori edilizi.
- Importo finanziabile: le banche erogano solitamente a partire da 30.000 euro, con un massimo fino all’80% del valore dell’immobile dopo i lavori. Importi più elevati (sopra i 50.000-70.000 euro) potrebbero richiedere l’erogazione in più tranche, basata sugli stati di avanzamento lavori (SAL).
- Durata: va dai 5 ai 30 anni, con piani di ammortamento più comuni tra i 10 e i 20 anni.
Documentazione richiesta
A seconda del tipo di intervento, la documentazione varia:
- Manutenzione ordinaria: richiede solo il preventivo di spesa dell’impresa.
- Manutenzione straordinaria: include preventivo, progetto edilizio e domanda di autorizzazione edilizia o DIA.
- Grandi opere: necessita di preventivo, concessione edilizia e ricevuta del contributo comunale.
Agevolazioni fiscali
Optare per un mutuo di ristrutturazione per la prima casa permette di detrarre al 19% gli interessi passivi, con un massimo di 2.582,28 euro l’anno.
Perché considerare un mutuo per ristrutturazione?
La riduzione delle aliquote fiscali può rendere il mutuo una scelta vantaggiosa per coprire le spese elevate, soprattutto se queste superano i 50.000 euro. Inoltre, se il mutuo non supera il 50% del valore dell’immobile, la banca può erogare il capitale in un’unica soluzione, rendendo il processo più semplice e veloce. Puoi scoprire le migliori offerte per mutui ristrutturazione sulla nostra pagina dedicata.
Trova il tuo Mutuo
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I mutui di acquisto e ristrutturazione sono un’ottima soluzione per chi desidera acquistare un immobile da ristrutturare. Per tale scopo, alcuni istituti di credito offrono questa tipologia di finanziamento, che prevede due mutui distinti: uno di acquisto (che finanzia fino all’80% del prezzo d’acquisto) e uno di ristrutturazione (erogato a Stato Avanzamento Lavori – SAL – che copre i costi delle opere di ristrutturazione).
La somma dei due mutui non deve superare l’80% del valore di perizia dell’immobile a fine lavori.
Stai pensando a rinnovare la tua casa? Leggi la nostra guida per scoprire tutte le agevolazioni fiscali che puoi ottenere per la ristrutturazione di un immobile.
Il requisito principale per accedere alle condizioni agevolate di un mutuo green è la certificazione energetica dell’immobile, nota come Attestato di Prestazione Energetica (APE). Questo documento è fondamentale per dimostrare che l’immobile rientra in una classe energetica elevata, generalmente A o B. Alcuni istituti di credito vanno anche oltre: BPER concede mutui green anche in caso di immobili di classe C e Intesa Sanpaolo in alcuni casi valuta anche gli immobili di classe D e E.
In caso di acquisto o costruzione:
La certificazione energetica deve essere allegata alla richiesta di mutuo. Questa attesta che l’immobile è già efficiente dal punto di vista energetico e quindi idoneo per ottenere il mutuo green.
In caso di ristrutturazione o acquisto con ristrutturazione:
Se l’immobile è soggetto a lavori di miglioramento energetico, inizialmente è sufficiente presentare una relazione tecnica del professionista incaricato, che descriva le opere previste e il miglioramento energetico atteso. Al termine dei lavori, sarà necessario fornire alla banca la certificazione APE aggiornata, che confermi il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica.
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