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Detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni: informazioni e guida completa

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Detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni: informazioni e guida completa

Bonus Casa e Bonus Arredi: come risparmiare grazie alle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione della casa

Stefano Rossini
Scheda Pratica di
Ultimo aggiornamento:

Lo Stato Amico

Nella maggior parte dei casi i mutui ipotecari sono volti all'acquisto di un immobile. In circa il 20% dei casi la finalità del mutuo è legata alla ristrutturazione dell'immobile. Vi possono poi essere dei casi in cui si chiede un mutuo per l'acquisto di un immobile procedendo poi a parte, con la propria liquidità messa da parte, alle spese di ristrutturazione. In ogni caso, sia che la liquidità necessaria per effettuare una ristrutturazione edilizia arrivi da un mutuo o dai nostri risparmi, il tema della ristrutturazione è strettamente collegato al mercato delle case e dei mutui. Per questo motivo può essere utile parlarne in questa guida.

Lo Stato spinge i privati a ristrutturare il proprio immobile fornendo delle interessanti agevolazioni. È infatti interesse stesso dello Stato che gli immobili non si deteriorino. Ne va dell'arredo urbano e della qualità della vita dei cittadini. È questo lo spirito che ci aiuta a capire perché, in tema di ristrutturazione, è presente sia un bonus fisso e permanente che un bonus variabile.

Il Bonus sulle Ristrutturazioni

Come spiega l'Agenzia delle Entrate la detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall'art. 16 -bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). L'agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall'Irpef. La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. In sostanza, salvo nuove future leggi che dispongano diversamente, è possibile recuperare il 36% di 48mila euro, ovvero 17.280 euro sull'unità immobiliare su cui vengono effettuati lavori di ristrutturazione. Tuttavia dal 2012 lo Stato aveva elevato a 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l'importo massimo di spesa ammessa al beneficio, confermando di anno in anno questa novità che di fatto estende a 48mila euro (la metà di 96mila) la somma recuperabile, in 10 anni, fiscalmente grazie al bonus ristrutturazione. Salvo diverse disposizioni - che solitamente vengono approvate con la legge di Stabilità a fine anno - dal 1° gennaio 2017 la detrazione è tornata alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. Ma non è da escludere appunto che il bonus maggiorato vengo esteso. La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l'agevolazione fiscale (detrazione del 65%) prevista per i medesimi interventi dalle disposizioni finalizzate al risparmio energetico.

Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell'uno o dell'altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse. Sarebbe un peccato se lo Stato estendesse anche nel 2017 e negli anni a venire il bonus massimo su ristrutturazioni (50% su 96.000 euro) e sulle riqualificazioni energetiche (65%) dato che questi bonus aiutando ad alimentare il mercato immobiliare che in effetti nel 2016 ha segnato una vigorosa ripresa con un aumento del 20,6% nel primo trimestre rispetto al primo trimestre del 2015. I bonus, peraltro, vengono molto utilizzati dagli italiani. Secondo le ultime elaborazioni del centro studi Cresme, su dati del ministero delle Finanze, ad aprile scorso gli italiani hanno avviato interventi per oltre 1,9 miliardi di euro, pari al 5% in più rispetto al valore registrato nello stesso mese del 2015. Il bilancio degli investimenti nei primi quattro mesi di quest'anno ha così superato i 9,5 miliardi.

Il Bonus sull'acquisto di mobili

La legge di stabilità 2016 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all'arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 201 6 . A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Infine, fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 201 6 . L'ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l'importo di 96.000 euro.

Detrazione sugli interessi passivi del mutuo

Lo Stato dà una mano a chi stipula un mutuo per la prima casa. Rimborsando il 19% (calcolato su un massimo di 4mila euro) degli interessi passivi pagati a fine anno. Essendo il 19% di 4mila euro pari a 758 euro, lo Stato rimborsa quindi massimo 758 euro del totale degli interessi passivi pagati. Se in anno gli interessi sono inferiori all'ammontare massimo (ipotizziamo 2.500 euro) il 19% sarà calcolato su 2.500 euro e quindi sarà possibile detrarre (quindi sottrarre all'Irpef da pagare allo Stato e relativa al reddito da lavoro sulle persone fisiche) 475 euro. Allo stesso tempo se la quota interessi è superiore (ipotizziamo 5.000 euro) l'importo detraibile sarà calcolato sulla soglia massima di 4.000 euro, e quindi su 758 euro.

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