Menu

Glossario Mutui - Q

Guida ai mutui
Guida ai mutui
Trova il tuo mutuo
Importo mutuo
Durata
Valore immobile

Di seguito i termini del glossario mutui che iniziano con la lettera Q:

Quota capitale

Il termine capitale viene usato in campo economico e finanziario con diverse accezioni; è opportuno, quindi, partire da una definizione generica del concetto sottostante.
Nel linguaggio economico, si può definire come capitale l'insieme dei beni economici prodotti e destinati alla produzione diretta di altri beni economici.

In materia mutui, il termine capitale indica la somma di denaro concessa dalla banca e rimborsata dal mutuatario in un determinato periodo di tempo, secondo le modalità previste dal piano di ammortamento allegato al contratto. Il rimborso del capitale da parte del debitore avviene attraverso il versamento periodico di una rata, di importo costante o variabile a seconda della tipologia di tasso d'interesse scelta in fase di stipula.

Ogni rata, in base a quanto previsto dal piano di rimborso, si compone di una quota (quota capitale) che andrà gradualmente a ridurre il debito contratto (capitale) fino ad azzerarlo e di una quota (quota interessi) per la corresponsione degli interessi maturati sul capitale residuo (quota interessi = importo della rata - quota capitale).

Sommando tutte le quote capitale relative alle rate future (rate a scadere) si ottiene il cosiddetto capitale residuo; in altre parole, il capitale residuo rappresenta la parte dell'importo totale erogato (capitale) che sarà rimborsata in futuro secondo lo schema indicato dal piano di ammortamento.

Il debito residuo, invece, comprende anche gli interessi futuri; si ottiene quindi sommando tutte le rate a scadere.

L'esempio numerico riportato di seguito facilita la comprensione dei concetti finora esposti.

Nell'ipotesi di richiedere un mutuo a tasso fisso di importo pari a € 100.000, rimborsabile in 15 anni (180 rate mensili), tasso di interesse 5% e ammortamento alla francese:

Capitale = importo erogato = € 100.000

Rata costante = Importo mensile fisso da rimborsare = € 790,79

Situazione iniziale (prima del primo rimborso):

  • Capitale residuo = € 100.000
  • Debito residuo = 180 x € 790,79 = € 142.342,2

Rata (mese 1) = Quota capitale (mese 1) + Quota interessi (mese 1) = € 374,13 + € 416,67 (valori arrotondati)

Situazione dopo il primo rimborso:

  • Capitale residuo = € 100.000 - € 374,13 = € 99.625,87
  • Debito residuo = 179 x € 790,79 = € 141.551,41

Rata (mese 2) = Quota capitale (mese 2) + Quota interessi (mese 2) = € 375,69 + € 415,11 (valori arrotondati)

Situazione dopo il secondo rimborso:

  • Capitale residuo = € 99.625,87 - € 375,69 = € 99.250,19
  • Debito residuo = 178 x € 790,79 = € 140.760,62

Il procedimento è valido per tutte le rate successive fino alla totale estinzione del mutuo, con azzeramento sia del capitale residuo che del debito residuo.

Occorre sottolineare che tali somme sono significative esclusivamente per un mutuo a tasso fisso e rata costante: in questo caso, infatti, è possibile conoscere fin da subito e per tutta la durata del mutuo l'esatta quota di interessi. Non è possibile, invece, per i mutui a tasso variabile o cosiddetti indicizzati: la quota interessi, in questo caso, segue l'andamento di un parametro di riferimento (Euribor o BCE) variabile.

In generale, valutando i dati dell'esempio proposto è possibile apprezzare l'effetto dell'ammortamento alla francese. La ripartizione della rata tra quota interessi e quota capitale è inizialmente sbilanciata in favore dei primi: il calcolo degli interessi futuri, infatti, si effettua a partire dal capitale residuo; quest'ultimo, nelle fasi iniziali, decresce molto lentamente e determina di conseguenza una quota (relativa) degli interessi superiore. In altre parole, se all'inizio il mutuatario rimborsa più interessi e meno capitale, alla fine del mutuo vale esattamente il discorso opposto: ogni rata riduce il capitale residuo, che a sua volta genera una diminuzione della quota interessi nel rimborso successivo (sia in termini assoluti che relativi).

Da quest'ultima considerazione si può facilmente intuire quanto sia poco vantaggioso per il mutuatario procedere ad un'estinzione anticipata nei primi anni del mutuo: il forte peso della quota interessi, infatti, determina una lenta diminuzione iniziale del capitale residuo.

Quota interessi

Il termine capitale viene usato in campo economico e finanziario con diverse accezioni; è opportuno, quindi, partire da una definizione generica del concetto sottostante.
Nel linguaggio economico, si può definire come capitale l'insieme dei beni economici prodotti e destinati alla produzione diretta di altri beni economici.

In materia mutui, il termine capitale indica la somma di denaro concessa dalla banca e rimborsata dal mutuatario in un determinato periodo di tempo, secondo le modalità previste dal piano di ammortamento allegato al contratto. Il rimborso del capitale da parte del debitore avviene attraverso il versamento periodico di una rata, di importo costante o variabile a seconda della tipologia di tasso d'interesse scelta in fase di stipula.

Ogni rata, in base a quanto previsto dal piano di rimborso, si compone di una quota (quota capitale) che andrà gradualmente a ridurre il debito contratto (capitale) fino ad azzerarlo e di una quota (quota interessi) per la corresponsione degli interessi maturati sul capitale residuo (quota interessi = importo della rata - quota capitale).

Sommando tutte le quote capitale relative alle rate future (rate a scadere) si ottiene il cosiddetto capitale residuo; in altre parole, il capitale residuo rappresenta la parte dell'importo totale erogato (capitale) che sarà rimborsata in futuro secondo lo schema indicato dal piano di ammortamento.

Il debito residuo, invece, comprende anche gli interessi futuri; si ottiene quindi sommando tutte le rate a scadere.

L'esempio numerico riportato di seguito facilita la comprensione dei concetti finora esposti.

Nell'ipotesi di richiedere un mutuo a tasso fisso di importo pari a € 100.000, rimborsabile in 15 anni (180 rate mensili), tasso di interesse 5% e ammortamento alla francese:

Capitale = importo erogato = € 100.000

Rata costante = Importo mensile fisso da rimborsare = € 790,79

Situazione iniziale (prima del primo rimborso):

  • Capitale residuo = € 100.000
  • Debito residuo = 180 x € 790,79 = € 142.342,2

Rata (mese 1) = Quota capitale (mese 1) + Quota interessi (mese 1) = € 374,13 + € 416,67 (valori arrotondati)

Situazione dopo il primo rimborso:

  • Capitale residuo = € 100.000 - € 374,13 = € 99.625,87
  • Debito residuo = 179 x € 790,79 = € 141.551,41

Rata (mese 2) = Quota capitale (mese 2) + Quota interessi (mese 2) = € 375,69 + € 415,11 (valori arrotondati)

Situazione dopo il secondo rimborso:

  • Capitale residuo = € 99.625,87 - € 375,69 = € 99.250,19
  • Debito residuo = 178 x € 790,79 = € 140.760,62

Il procedimento è valido per tutte le rate successive fino alla totale estinzione del mutuo, con azzeramento sia del capitale residuo che del debito residuo.

Occorre sottolineare che tali somme sono significative esclusivamente per un mutuo a tasso fisso e rata costante: in questo caso, infatti, è possibile conoscere fin da subito e per tutta la durata del mutuo l'esatta quota di interessi. Non è possibile, invece, per i mutui a tasso variabile o cosiddetti indicizzati: la quota interessi, in questo caso, segue l'andamento di un parametro di riferimento (Euribor o BCE) variabile.

In generale, valutando i dati dell'esempio proposto è possibile apprezzare l'effetto dell'ammortamento alla francese. La ripartizione della rata tra quota interessi e quota capitale è inizialmente sbilanciata in favore dei primi: il calcolo degli interessi futuri, infatti, si effettua a partire dal capitale residuo; quest'ultimo, nelle fasi iniziali, decresce molto lentamente e determina di conseguenza una quota (relativa) degli interessi superiore. In altre parole, se all'inizio il mutuatario rimborsa più interessi e meno capitale, alla fine del mutuo vale esattamente il discorso opposto: ogni rata riduce il capitale residuo, che a sua volta genera una diminuzione della quota interessi nel rimborso successivo (sia in termini assoluti che relativi).

Da quest'ultima considerazione si può facilmente intuire quanto sia poco vantaggioso per il mutuatario procedere ad un'estinzione anticipata nei primi anni del mutuo: il forte peso della quota interessi, infatti, determina una lenta diminuzione iniziale del capitale residuo.

Trova il tuo mutuo
Mutuo richiesto
  €
Durata
anni
Valore immobile
  €
Cerca mutuo
© 2010-2017 FairOne S.p.A. - P. IVA  
- Iscrizione Elenco Mediatori Creditizi OAM n. M215 - MutuiSupermarket.it è un servizio a Impatto Zero ©
Richiesto – Calcolalo ora