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Glossario Mutui - B

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Di seguito i termini del glossario mutui che iniziano con la lettera B:

Banca d'Italia

La Banca d'Italia, nota anche come Bankitalia, è la banca centrale della Repubblica Italiana nata nel 1893 come società per azioni dalla fusione della Banca nazionale nel Regno d'Italia, della Banca nazionale toscana e della Banca toscana di credito.

Secondo quanto indicato dall'Art.20 del R.D. (n.375 del 12 marzo 1936), la Banca d'Italia non è una società per azioni di diritto privato ma un istituto di diritto pubblico; persegue, quindi, fini di pubblica utilità e gode del rapporto di sovraordinazione degli enti statali sui soggetti privati, fra i quali vige tipicamente un rapporto di equiordinazione: di fatto, le decisioni dell'istituto risultano vincolanti per le banche.

Le attività di vigilanza e la regolazione dell'offerta di moneta, inoltre, avvengono nell'interesse economico generale, che può differire notevolmente da quello dei soci proprietari. Lo status giuridico di ente pubblico esclude la possibilità di fallimento della Banca d'Italia e, tramite il suo intervento nei casi di crisi, la possibilità di fallimento delle banche private, garantendo quindi la stabilità dell'intero sistema bancario italiano.

Lo statuto della Banca contempla i seguenti organi: l'assemblea generale dei partecipanti, il consiglio superiore, composto di 14 membri, il comitato del consiglio, il direttorio ed il governatore, quest'ultimo nominato dal Consiglio dei ministri su proposta del consiglio superiore. Il mandato del governatore e dei membri del direttorio, precedentemente a tempo indeterminato, è stato fissato dalla L. 262 del dicembre 2005 in sei anni ed è rinnovabile una sola volta; quest'ultimo provvedimento si è reso necessario in seguito allo scandalo finanziario che vide coinvolto l'ex-governatore di Bankitalia Antonio Fazio, al quale sono succeduti Mario Draghi (attuale presidente della BCE - Banca Centrale Europea) e Ignazio Visco, in carica dal 2011.

Dal 1998, insieme agli altri 26 Paesi membri dell'Unione Europea, fa parte del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali); con la costituzione della BCE e l'adozione dell'euro da parte dell'Italia, la Banca ha perso il controllo diretto della politica monetaria e del cambio, con un conseguente ridimensionamento delle competenze.

BCE (Banca Centrale Europea)

La Banca centrale europea (BCE o ECB - European Central Bank) è un'istituzione sovranazionale, fondata nel giugno 1998, alla quale gli Stati membri aderenti alla "zona euro" hanno trasferito, a partire dal gennaio 1999, la sovranità monetaria, garantendo autonomia decisionale e completa indipendenza dalle autorità politiche nazionali e sopranazionali.

Lo statuto della Banca – protocollo del Trattato di Maastricht (1992) – prevede un modello organizzativo formato da tre organi direttivi:

  • Consiglio direttivo: composto dai governatori delle banche centrali dei singoli Paesi e dai sei membri del Comitato esecutivo, formula la politica monetaria oltre a individuare le linee guida – adottando le decisioni, assunte a maggioranza semplice – necessarie all'adempimento dei compiti, affidati dal Sistema europeo (SEBC);
  • Comitato esecutivo, cui spetta il compito di attuazione della politica monetaria;
  • Consiglio generale, designato a svolgere compiti di coordinamento e i lavori preparatori necessari per l'ampliamento dell'area euro.

Beneficio di escussione

In diritto, il beneficio di escussione indica un istituto giuridico mediante il quale il debitore – che non sia unico obbligato a eseguire una determinata prestazione – pretende che il creditore rivolga la propria pretesa verso un altro debitore, prima di agire esecutivamente nei suoi confronti.

I contratti di obbligazione solidale, come la fideiussione, possono includere tale "clausola", assegnando di fatto al fideiussore – ovvero colui che garantisce un'obbligazione altrui – il potere di subordinare il pagamento alla preventiva escussione del debitore principale. In altre parole, il fideiussore convenuto in giudizio può respingere temporaneamente il creditore; quest'ultimo, infatti, dovrà agire esecutivamente contro il debitore principale: qualora resti insoddisfatto potrà chiedere l'adempimento al debitore sussidiario.

La dottrina più attenta ritiene il beneficio di escussione incompatibile con la nozione di solidarietà: non tanto perché l'obbligazione del debitore "beneficiato" risulta condizionata all'infruttuosa esecuzione sul patrimonio dell'altro ma perché la prestazione dovuta non è più la stessa, venendo meno l'identità di prestazione che rappresenta l'essenza stessa della solidarietà. Fin da principio, infatti, il debitore beneficiato è tenuto ad eseguire un'obbligazione avente ad oggetto non l'intera prestazione in quanto tale, ma quella parte che il creditore non sia riuscito ad ottenere dall'escusso.

Beneficio d'ordine

Il beneficio d'ordine, o beneficio di preventiva richiesta, rientra tra le "modalità diverse" che è possibile pattuire per l'adempimento delle obbligazioni solidali quali ad esempio le fideiussioni. In presenza di debitori solidali, implica per il creditore un semplice onere di preventiva richiesta al debitore principale– quindi senza la necessità di agire esecutivamente sul patrimonio – a differenza di quanto previsto dal beneficio di escussione.

Rispetta il concetto di sussidiarietà sottostante i rapporti obbligatori: quest'ultimo, infatti prevede che il creditore debba osservare un ordine ben preciso nel far valere le proprie ragioni.

Bollo (Imposta di bollo)

Per il fisco italiano, il bollo (o imposta di bollo) è un'imposta applicata alla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti. In particolare, oggetto dell'imposta è il negozio giuridico – o altro atto di natura civile, commerciale, giudiziale o stragiudiziale – contenuto sulla carta: quest'ultima rappresenta l'oggetto diretto dell'imposta: essa, infatti, attiene all'aspetto formale.

Disciplinata dal D.P.R. 642/1972, non si applica agli atti legislativi e agli atti amministrativi dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e loro consorzi, se non espressamente previsti nella tariffa. Determinato in misura fissa o proporzionale, di seguito si riportano alcuni esempi:

  • per una domanda, una denuncia, un ricorso o un certificato il contrassegno telematico da applicare è pari a € 16,00;
  • per una ricevuta senza IVA di importo superiore a € 77,47 si applica un contrassegno di € 2,00;
  • l'imposta di bollo applicata dal notaio ad una compravendita immobiliare è di pari a € 230,00;
  • l'imposta di bollo da applicare a una cambiale è pari al 12 per mille dell'importo.

L'Art.3 del decreto, inoltre, prevede due sole modalità di pagamento:

  • tramite intermediario convenzionato con l'Agenzia delle Entrate: rilascia il contrassegno telematico (dal 2007 sostituisce le ex-"marche da bollo") mediante apposite emettitrici;
  • virtuale: presso ufficio dell'Agenzia delle Entrate (o altri uffici autorizzati) o con il modello F23.

La modalità ordinaria (carta filigranata e bollata) e straordinaria (carta comune con applicata marca da bollo), infatti, sono state abolite dalla Finanziaria 2007.

Infine, occorre ricordate che in caso di mancato versamento dell'imposta, qualora fosse dovuta, il contratto non è nullo, ma i contraenti sono soggetti ad una sanzione pecuniaria.

Buona fede

La buona fede è un'espressione riconducibile al dovere di solidarietà sociale nell'ambito del diritto delle obbligazioni e dei contratti.

L'Art. 1147 del Codice Civile, nel tentativo di dare una definizione formale, stabilisce che:

"È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto".

In aggiunta:

"La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave. La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto".

Quest'ultima affermazione, peraltro, appare in contrasto con quelli che sono i diversi momenti dell'atto negoziale in cui è necessaria, ovvero: nella fase iniziale di trattativa e in quella di vera e propria esecuzione del contratto, oltre all'eventuale fase di interpretazione del contratto stesso.

È prevista, quindi, una distinzione tra soggettività e oggettività della buona fede: quest'ultima, in particolare, si può sintetizzare come il dovere di correttezza e di reciproca lealtà di condotta nei rapporti tra i soggetti. In termini formali, la clausola generale di buona fede assolve a due funzioni precise:

  • la prima consiste nell'integrare il regolamento contrattuale, consentendo all'interprete di introdurre diritti non previsti e talvolta anche in contrasto con quelli indicati;
  • la seconda, invece, consente all'interprete di limitare l'esercizio di pretese che, pur essendo apparentemente dovute, realizzerebbero in concreto un abuso della posizione di una parte sull'altra.

In via generale essa è presunta, ovvero l'onere della prova spetta a chi la contesta.

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