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Glossario Mutui - L

Guida ai mutui
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Di seguito i termini del glossario mutui che iniziano con la lettera L:

LIBOR (London Interbank Offered Rate)

Libor indica il London Interbank Offered Rate (tasso interbancario 'lettera' su Londra), un tasso di riferimento per i mercati finanziari. Il Libor è un indice del costo del denaro a breve termine che viene adoperato tipicamente come base per il calcolo dei tassi d'interesse relativi a molte operazioni finanziarie (tra queste: mutui, futures, ecc.) principalmente in valute diverse dall'Euro (€), per il quale il tasso di riferimento comunemente utilizzato è l'EURIBOR.

Liquidità

Il mutuo liquidità consente al richiedente di disporre di una notevole somma di denaro (in genere minimo € 50.000) senza doverne giustificare l'impiego. In altri termini, la banca eroga un importo senza sapere per quale finalità verrà utilizzato: da quest'ultima considerazione, difatto, scaturiscono le difficoltà di accesso a questa particolare forma di credito, "collocabile" a metà strada tra un mutuo ipotecario e un prestito personale, richiesto di solito da chi si trova ad avere esigenze improvvise di liquidità in alternativa a un fido bancario (assai più oneroso).

Il mutuo di liquidità può essere richiesto da un soggetto che risulti in possesso di una prima casa libera da ipoteca (garanzia reale) e che goda di una solida affidabilità patrimoniale (garanzia personale del debitore): rispetto ai mutui "finalizzati" (acquisto, ristrutturazione, costruzione, surroga e sostituzione), infatti, le analisi reddituale e tecnico-legale effettuate in fase di istruttoria sono assai più rigorose, al fine di minimizzare l'alto rischio di insolvenza legato all'operazione. L'importo richiedibile, inoltre, varia in base alla posizione lavorativa del richiedente: un dipendente, ad esempio, può richiedere fino al 70% del valore dell'immobile mentre per un libero professionista è generalmente fissato un tetto massimo pari al 50%.

Le condizioni applicate dalle Banche per la concessione di un mutuo liquidità risultano in genere più onerose rispetto a un mutuo acquisto; tuttavia, se paragonate a quelle previste per un prestito personale, risultano comunque convenienti per coloro che hanno la necessità di soddisfare generiche esigenze di spesa (es. spese sanitarie, spese per l'istruzione, ecc.).

Lavoratore atipico

La definizione di lavoratore atipico è piuttosto ampia e comprende tutti coloro che sono occupati con un rapporto di lavoro diverso da quello subordinato a tempo pieno ed indeterminato. Per esclusione, quindi, vi rientrano le seguenti tipologie contrattuali:

  • il contratto di lavoro a tempo determinato: o contratto a termine, costituisce una vera e propria forma di assunzione del lavoratore e si differenzia dalla formula a tempo indeterminato per avere una scadenza temporale;
  • la somministrazione di lavoro: sostituisce il rapporto di lavoro interinale, prevedendo il coinvolgimento di tre soggetti (lavoratore, utilizzatore e somministratore) e la stipula di due diversi contratti (somministratore-utilizzatore e somministratore-lavoratore);
  • l'apprendistato: rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni, prevede un corrispettivo per l'attività svolta e la garanzia di una formazione professionale.
  • il contratto d'inserimento: sostituisce il contratto di formazione e lavoro (CFL) nel settore privato ed è utile per a inserire (o reinserire) nel mercato del lavoro alcune categorie di persone, attraverso un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del singolo a un determinato contesto lavorativo;
  • il contratto di formazione e lavoro (nella P.A.): particolare tipo di contratto a termine che si caratterizza per la necessità di connessione e coordinamento con uno specifico progetto formativo, presentato dal datore di lavoro;
  • il contratto di lavoro intermittente: noto come job on call, contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore per lo svolgimento di una prestazione di lavoro "su chiamata";
  • il contratto di lavoro ripartito: noto come job sharing, è un contratto di lavoro con il quale due lavoratori si impegnano ad adempiere solidalmente ad un'unica e identica obbligazione lavorativa;
  • il lavoro a progetto: successore del contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), in sostanza è un contratto di collaborazione contributivo per programma, progetto o fase di esso;
  • la collaborazione coordinata e continuativa (nelle P.A.): per l'erogazione di una prestazione di opera continuativa e coordinata e prevalentemente personale non a carattere subordinato a favore di un determinato soggetto pubblico con retribuzione periodica prestabilita;
  • il lavoro occasionale e il lavoro occasionale accessorio: attività lavorative di natura autonoma realizzate senza il vincolo della subordinazione (accessorio se svolto da persone non ancora entrate nel mercato del lavoro come disoccupati, casalinghe, disabili o in procinto di uscirne ovvero i pensionati);
  • l'associazione in partecipazione: negozio giuridico con il quale una parte (l'associante) attribuisce ad un'altra (l'associato) il diritto ad una partecipazione agli utili della propria impresa;
  • il lavoro a domicilio: la prestazione è resa al domicilio del lavoratore, o in locali a sua disposizione;
  • il lavoro in impresa familiare;
  • il lavoro in cooperativa.

LTV (Loan To Value)

L'espressione inglese Loan To Value (LTV) indica il rapporto tra l'importo del mutuo richiesto e il valore nominale dell'immobile da acquistare, posto a garanzia del prestito.

Il rapporto, espresso in termini percentuali, rappresenta un parametro di fondamentale importanza nella valutazione della domanda di mutuo; considerato che minore è il valore dell'LTV e maggiori sono le probabilità di essere finanziati (in quanto il rischio di insolvenza aumenta al crescere del Loan To Value), è comprensibile che le banche siano disposte ad erogare importi generalmente inferiori all'80% del valore dell'immobile, oggetto della garanzia reale sul quale verrà iscritta l'ipoteca di primo grado a favore del mutuante.

Il limite dell'80% non è applicato da tutti gli istituti: mentre alcune banche adottano una politica ancor più restrittiva, fissando un tetto massimo pari al 70%, altre accettano un grado di esposizione al rischio superiore – pur di attrarre il maggior numero possibile di clienti – rilasciando anche mutui al 100%. In quest'ultimo caso, la normativa prevede l'erogazione della parte eccedente l'80% solo in presenza di garanzie aggiuntive (fideiussioni o polizze assicurative ad hoc, ad es. la cosiddetta "mortgage insurance").

La recente crisi finanziaria del 2008-2009, tuttavia, ha notevolmente modificato l'atteggiamento delle banche: in particolare, gli istituti applicano un tasso di interesse meno favorevole per le richieste di mutuo che presentano un valore LTV elevato, indicativo di una forte esposizione debitoria del cliente.

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