Imposta sostitutiva

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È definita come sostitutiva la trattenuta di imposta che, difatto, sostituisce una serie di altre imposte ed è operata direttamente in una transazione da una delle controparti, a sfavore dell'altra e per conto del Fisco.

I contratti di mutui stipulati con le banche sono assoggettati ad un particolare regime fiscale consistente nell'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte che gravano sul finanziamento e sugli atti ad esso connessi: in sostanza, è prevista l'applicazione di un unico prelievo, sostitutivo dell'imposta di registro, dell'imposta di bollo, dell'imposta catastale ed ipotecaria (per la quale il tributo è tuttavia dovuto in base alle formalità eseguite) e dalla tassa sulla concessione governativa, laddove dovuta; tipicamente, è messa a carico del cliente direttamente dalle banche e pertanto incide sugli oneri del finanziamento.

In generale, invece, nei casi in cui il finanziamento venga rilasciato da un'istituto non-bancario (ad es., una finanziaria), verranno applicate le imposte ordinarie previste sugli atti; più precisamente:

  • imposta di registro fissa sul contratto di finanziamento (€ 168,00);
  • imposta proporzionale (0,50%) sulle garanzie rilasciate da soggetto diverso dal debitore;
  • imposta proporzionale ipotecaria per iscrizione (2%) e cancellazione (0,50%) delle ipoteche concesse;
  • imposta di bollo sul contratto (€ 16,00 per ogni foglio) e sulle ricevute di pagamento delle rate (€ 2,00 ciascuna);
  • imposta proporzionale di bollo (12 per mille) sulle cambiali rilasciate.

L'aliquota applicata per il calcolo dell'imposta sostitutiva su finanziamenti bancari a medio o lungo termine (durata superiore ai 18 mesi) è pari allo 0,25% o al 2% dell'importo erogato, a seconda delle finalità dell'erogazione: per le persone fisiche sarà dello 0,25% sull'importo del finanziamento erogato per acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobile (o pertinenze) con requisiti per agevolazioni fiscali "prima casa".

Se invece il mutuo è finalizzato all'acquisto, costruzione e ristrutturazione di un'abitazione priva dei requisiti per l'applicazione delle agevolazioni "prima casa" (ovvero seconda casa), l'operazione è assoggettata all'aliquota del 2%. Infine, anche per tutte le operazioni di finanziamento finalizzate all'acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobili ad uso "non abitativo" (negozi, terreni, magazzini,ecc.), viene applica l'aliquota dello 0,25%.

Occorre ricordare che al fine dell'applicazione della minore aliquota (0,25%) è necessaria la richiesta del mutuatario (persona fisica), con dichiarazione da rendersi nel contratto di mutuo, dalla quale risulti che il prestito non rientra nella fattispecie assoggettata all'aliquota del 2%. In caso di finanziamento cointestato, la dichiarazione deve essere resa da tutti i mutuatari dato che l'aliquota da applicare è calcolata sulla base della destinazione attribuita ad ogni quota parte del finanziamento.

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